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Archive for the ‘vecchietti’ Category

Ho appena letto questo meraviglioso e toccante articolo:

https://ilfilosottileblog.wordpress.com/2016/02/25/momenti-della-vita-un-tassista-racconta/comment-page-1/#comment-2054

NON CONTINUATE A LEGGERE SE NON AVETE LETTO L’ARTICOLO A CUI VI RIMANDO… PER FAVORE.

L’articolo mi ha commosso e mi ha portato indietro. Mi ha portato alla mia vita professionale e mi ha fatto pensare che, come il taxista, mi sono trovato più volte… o quasi sempre, di fronte a persone indifese che soffrivano.

Il mondo è pieno di gente sofferente e molti “operatori” di qualunque tipo si comportano, direi affettuosamente, come seppe fare quel giovane. Ci sono anche molti operatori, dal Governante all’autista del bus, che reagiscono in modo brusco e insofferente producendo reazioni a catena negative nella mente, appunto di chi soffre.

Ho pensato particolarmente ai medici, ai miei colleghi che non hanno mai tempo e che devono sempre correre e non hanno tempo di ascoltare… perché chi soffre deve poter parlare, deve poter dire e… facendo questo è già metà guarito.

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Colgo l’occasione da questo articolo che inneggia ai nostri Parlamentari… di ieri e di oggi:

https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2016/02/03/la-maledizione-di-arezzo/

Sorrido pensando che anche il Frecciarossa arriva in ritardo… il “Fiore all’occhiello” delle nostre Ferrovie… quello che va sempre bene.

Infatti questa è “LA LINEA”: TORINO – MILANO – ROMA – NAPOLI… poi l’Italia finisce. C’è solo qualcosa per VENEZIA.

E poi?

Ma, già da qualche settimana ci stanno mettendo nelle orecchie e nella retina la città di SANREMO. Tutti, proprio tutti gli italiani sanno e sapranno dov’è la città dei fiori. Se dovessimo chiedere dov’è Ospedaletti o Diano Marina o Bordighera penserebbero magari alle Marche o a un paese del bresciano. Tutti però sanno dov’è Sanremo. Quanti hanno provato ad arrivarci in treno o in macchina?

In macchina ci si arriva bene, ma si paga il pedaggio più alto d’Italia e si deve fare imagesuna specie di gimcana in mezzo ai TIR (con tutte le targhe immaginabili di un’Europa Unita e disunita).

In treno? Si provi a consultare l’orario e a salire sul treno. Non si arriva più. Da Genova a Sanremo ci sono circa 150 chilometri… solo 150 chilometri… da Genova ci vogliono quasi due ore… da Milano più di 3 ore e mezza; se poi si deve cambiare a Genova… più di 4 ore.

Volete invece andare da Milano a Roma (Caput Mundi!)? Ebbene potete avere 2 treni all’ora e impiegherete circa 3 ore!

Ma non sarebbe il caso di accorgersi che l’Italia non finisce a Napoli o a Venezia e che la Riviera dei Fiori fu la prima o una delle prime linee elettrificate d’Italia e che, ai tempi in cui ci si spostava col treno c’era un treno che da Calais portava direttamente a Roma passando da Ventimiglia?

Perché Calais? Perché a Calais arrivavano i londinesi e i britannici. Loro non disprezzavano la Riviera dei Fiori. Loro no… Noi sì.

Da un dépliant di Bordighera

DA UN DÉPLIANT DI BORDIGHERA

Monet amava particolarmente la “luce” di Bordighera e questo quadro riportato dal dépliant è esposto al GAM di Torino.

La stazione di Sanremo è oggi sotterranea.

Quella vecchia? Ve la presento:

Quarchedundepegi

Davanti.

Dove c'erano i binari.

Dove c’erano i binari.

L'interno.

L’interno.

Se andate a Sanremo… godetevela, ma ricordatevi che siete in Liguria… e che la Liguria ha bisogno d’essere amata… Anche dai Liguri!

 

 

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Ho trovato questa bellissima notizia: questa arzilla signora:

Lee Watchtsetter - da web

Lee Watchtsetter – da web

vive da sette anni su una nave da crociera.

La nave - da web

La nave – da web

Si può trovare questa notizia dappertutto sul web, per cui può non essere per niente nuova.

La ragione per cui ve la racconto è che ho trovato un commento molto brutto. Questo:

89 crociere??? ma è giusto lasciare che questi vecchi continuino a sperperare ricchezza inutilmente quando milioni di loro compatrioti fanno la fame?

Non so chi l’ha scritto perché non è firmato. Mi chiedo, dato che anch’io sono finito nella categoria dei vecchi, se dovrei mettermi in un angolo, lasciarmi morire e aspettare che gli eredi, dopo avermi aiutato a chiudere gli occhi, saltino addosso a quello che sono riuscito a risparmiare durante una vita.

Perché non posso godermi, nel modo che preferisco, quello che ho risparmiato grazie all’onesto lavoro di una vita?

Non aggiungo altro… per ora.

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