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Archive for the ‘vita’ Category

QUESTO È UN DILEMMA

Ho letto questo articolo dell’amica Mirna:

https://mifo60.wordpress.com/2017/01/26/sono-indignata/

Mi ha fatto pensare, e, di seguito ho raggiunto questa conclusione:

Commento solo la prima parte che trovo essere particolarmente importante e fonte di commozione, cioè quella del cittadino del Gambia che s’è suicidato gettandosi nel Canal Grande.

Per prima cosa debbo dire che non mi sarei gettato nell’acqua per salvarlo perché so nuotare “quasi niente”… anche se son genovese.

In secondo luogo, se è vero che gli hanno gettato ben quattro salvagenti e lui non ne ha approfittato, vuol dire che non aveva alcuna intenzione di salvarsi.

 

Questi sono due dati di fatto… inconfutabili.

 

Ora però mi chiedo e chiedo: “Se qualcuno l’avesse salvato, contro la sua volontà, che ne sarebbe stato di lui? La Repubblica Italiana avrebbe risolto per lui tutti i suoi problemi?

Credo che si possa rispondere di no.

Sarebbe stato meglio? Credo… difficilmente.

 

Pare anche che la temperatura dell’acqua fosse di 5° e quindi sufficientemente gelida per “stordire” chiunque… anche di buona volontà.

 

Quello che non riesco a comprendere è il mentecattismo di quelli che urlavano epiteti contro quel poveretto.

E se qualcuno fosse riuscito a salvarlo e la Repubblica Italiana gli avesse dato tutto quello che desiderava, cosa sarebbe successo? Come avrebbero reagito i giornali vari che avrebbero sicuramente commentato in modo controverso?

Avrebbero detto o pensato che per ottenere qualcosa poteva essere sufficiente buttarsi nel Canal Grande?

Venezia è una città stupenda e unica. Ci sono stato poche volte, ma una volta ho fotografato proprio la Stazione e il Canal Grande… così bello!

Venezia Santa Lucia

Venezia Santa Lucia

Perché quel poveretto è partito da Milano per venire a Venezia a por termine alla propria esistenza? Forse ci sarebbe una risposta se gli Organi Preposti riuscissero ad avere delle idee un po’ più chiare e non “abbandonassero” al loro destino queste giovani vite.

Quindi? Non riesco a concludere, nel senso che forse qualcuno ha delle risposte giuste.

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21 gennaio 2017

Petulante: “Passante? E fermati un attimo.”

Passante: “Ho molta fretta. Cosa vuoi dirmi?”

Petulante: “Sei tu che devi dirmi: laggiù vicino al Gran Sasso d’Italia hanno salvato altri umani? Tu hai la possibilità di vedere su internet; l’Alberone sul Lungolago e i suoi fratelli dormono e non ci dicono niente”.

Passante: “Senti, è molto bello poterti dire che ne hanno estratto vivi da quell’albergo “invaso” dalla slavina sicuramente 9 forse 10; e, anche se c’è un ferito, stanno tutti piuttosto bene”.

Petulante: “Ma che bello! Hai sentito anche tu Ulivo?”.

Ulivo: “Certo che ho sentito… che bella notizia.”

Ingenua: “Evviva, evviva… una notizia così bella scalda i legni della mia panchina”.

Ingenua... la sorella di Petulante.

Ingenua… la sorella di Petulante.

Ulivo: “Ma tu passante, lo so che facevi il medico, che effetto ti fa sentire che in tantissimi hanno lavorato giorno e notte per sperare di salvare delle persone, quando un po’ più in là degli umani, in nome di Dio, sembra si divertano a giocare con la vita di chi non la pensa come loro e alcuni umani come te vengono decapitati?”

Petulante: “Ho pensato la stessa cosa.”

Passante: “Mi piange il cuore… anche pensando che la Comunità mondiale, che a suo tempo fondò l’ONU, rimane a guardare perché non riescono a mettersi d’accordo. Sapeste quante volte, di giorno e di notte, abbiamo lottato in ospedale per salvare una vita e quelli, e non solo quelli, oltraggiano il mistero della vita… sì perché la vita è un mistero.”

Ulivo: “Ma non credi che anche certi gradi di malvagità degli umani possa essere considerato un mistero?”

Passante: “Hai perfettamente ragione. Ne potremo riparlare; ora devo proprio andare. Ciao a tutti.”

Petulante e Ulivo: “A presto. Ci piace chiacchierare con te.”

 

 

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mercoledì 4 gennaio 2017

 

Petulante: “Finalmente abbiamo voltato pagina. È rimasta per terra l’ultima foglia dell’albero… la sua firma.”

La firma dell'albero."

La firma dell’albero.”

Sorella Ingenua: “Cosa intendi per voltato pagina?”

Petulante: “Intendo che siamo nel nuovo anno e, anche se fa freddo, con questo bel tempo non si può fare altro che pensare alla Primavera che verrà.”

Ingenua: “Hai ragione.”

Edera: “Albero, ti ho svegliato?”

Albero: “Sì, un pochino, ma non è grave. È peggio quello che ho sentito in giro.”

Edera: “Cioè?”

Albero: “Che qualche Umano ha pensato bene di ammazzare un po’ di suoi simili in Turchia.”

Petulante: “Sì ho sentito anch’io.”

Albero: “A Istanbul, in quella bellissima città, ancora una volta hanno fatto scorrere il sangue. Quelli che lo fanno credono di fare un piacere al loro Dio… che chiamano Allah. Ma se Dio ci ha dato la vita, come può un omuncolo piccolo piccolo mettersi a dettar legge solo perché gli hanno messo una mitraglietta in mano? E poi, che gusto c’è se poi si deve scappare?”

Petulante: “Hai ragione! Almeno, se la cosa è ben fatta, gustarsi la gloria… invece scappare… scappare dove?”

Ingenua: “Ma questi umani, hanno una coscienza? E se ce l’hanno, vuol dire che ne hanno una di un modello “difettoso”.”

Petulante: “Già… difettoso! Pensavo che le coscienze funzionassero tutte nello stesso modo. Mi rendo conto che non è così.”

Passante: “Avete mai sentito parlare di un certo Albert Einstein?”

Ingenua: “Cos’è? Un tipo di albero?”

Passante: “Ma noooo. Era un grande scienziato che sembrava un po’ matto… ma fu veramente grande. Disse: “È tutto relativo.”

Petulante: “Ho capito. Quindi quello che ha detto Eistein è applicabile anche al funzionamento della coscienza degli Umani?”

Albero: “Sembra che potrebbe essere proprio così. Si tratta di definire il termine di buono e di cattivo o di riuscire a comprendere in che modo gli Umani se la raccontano.”

Passante: “Ecco… questa è la relatività circa il significato delle parole. Vi saluto, devo andare a fare la spesa.”

Petulante: “Aspetto che tu venga a mettere le tue chiappe su di me.”

Albero: “Ciao Passante.”

Ingenua: “Simpatico quell’Umano donna.”

Petulante: “Sì, da noi, di questi tempi se ne fermano pochi.”

Albero: “Vedrai quando metterò su le prime foglie! Sul lungolago, invece, malgrado il freddo, con questo bel tempo c’è sempre movimento di Umani… anche se i miei colleghi sembrano degli scheletri addormentati.”

Il Lungolago di Lugano.

Il Lungolago di Lugano.

Petulante: “Però le nostre colleghe hanno il contatto con tante chiappe… più o meno parlanti. E poi, ci sono alcuni Umani che dicono, del vicino, o del nemico, che ha la faccia come il culo; e quelli li capiamo meglio noi panchine.”

Albero: “Non dimentichiamoci mai quello che ci ha detto quell’Umana Passante… che è tutto relativo. Ora torno a dormire. E tu Edera, non farmi il solletico.”

Edera: “Buon riposo.”

 

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SPERANZE?

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Ecco che è arrivato l’Autunno. Piango e nessuno si accorge di me. Le foglie dell’albero si uniscono alle mie lacrime… e anche il cielo con le sue lacrime.
Guardo mia sorella, un po’ più in là, la vedi?. Mi ha raccontato tutto e, in parte ho sentito tutto. Quell’umano che l’estate scorsa ha trovato serena tranquillità su mia sorella e ha usato il telefono. Uno di quegli aggeggini che si usano per parlarsi a distanza. Ho sentito tante onde attraversare l’aria vicino a me. Parlavano di amore e di promesse… anche di baci e… di stare vicini… molto vicini. Quando è andato via era molto contento.

Non è successo niente… solo speranze… speranze.
Già… la vita degli umani è solo speranze?

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Già.
Ma non è fantastico?

Serena tranquillità

Serena tranquillità


Un buon gelato dolce e gustoso, dopo la fatica della spesa, lascia per qualche minuto da parte ogni problema e ogni sofferenza.
È questa una giusta pratica che dimostra l’amore per se stessi e per la vita.

Dietro la panchina si vede la mela dell'”Apple”, sintomo di tutto ciò che è correre, affannarsi, godere con avidità, con egoismo, con ingordigia per la ricchezza a tutti i costi.

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Ma insomma!
L’Italia non ha bisogno di eliminare quello che chiamano il “Bicameralismo perfetto” (che poi se è perfetto che bisogno c’è di eliminarlo…), ha bisogno di dare un po’ di benessere e un po’ di tranquillità alla popolazione.
Che palle!… ma proprio “che palle!”.
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Che male ci sarebbe ad abbattere la deleteria burocrazia che non permette al cittadino di muoversi agevolmente?
Che male ci sarebbe a snellire la Giustizia e giudicare una buona volta il giudice che sbaglia?
Che male ci sarebbe a prendere seriamente in considerazione il “dissesto idrogeologico? Bastano 4 gocce di pioggia in più perché ci scappi il morto.
Che male ci sarebbe a far viaggiare bene il popolo italico anche al di fuori dell’Asse Torino-Milano-Firenze-Roma-Napoli?
Che male ci sarebbe a dare a certi pensionati una pensione equa?
Che male ci sarebbe se il cittadino sofferente non dovesse attendere mesi e mesi per poter accedere ad esami diagnostici importanti?
E così via… senza parlare dei problemi collegati ai flussi migratori, gli esodati, i creditori dallo Stato, ecc.
Con tutto il tempo consumato nei vari dibattiti che siamo costretti ad ascoltare, l’Italia avrebbe potuto muoversi nella direzione giusta.
E poi, smettiamola di tirare in ballo l’Europa e il PIL… che non sempre, o raramente, danno benessere.
Il benessere, la serenità e la gioia di vivere possono arrivare se prendiamo in considerazione il “DISCORSO SULLA DECRESCITA” secondo Maurizio Pallante.
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Sarebbe Bello!

Quando mi trovo davanti una poesia, il più delle volte non la leggo e vado avanti. Non so perché. O perché non la capisco, o perché quando andavo a scuola me ne fecero imparare tante a memoria… per cui s’è creato in me un certo ostile sbarramento. Aggiungo che ho un tale ricordo negativo della scuola e dei docenti, per cui, spero tanto che oggi le cose vadano meglio.

Si parla tanto di violenza nei riguardi delle donne e dei bambini; si scrivono libri contro la pedofilia e contro gli stupri “gratuiti”, ma ci si dimentica che il “pessimo” docente rovina l’esistenza dell’adulto di domani… per non parlare di certi Dirigenti Scolastici.

Tornando alla poesia che mi ha ispirato questo articolo…

https://lemieemozioniinimmaginieparole.wordpress.com/2015/12/03/pulviscolo/

mi sono fissato su “sorseggi la vita“.

Mi sono detto: “FANTASTICO!”

Tutto l’opposto di quello che si vorrebbe al giorno d’oggi. Sì, perché oggi bisogna correre, correre, e ancora correre… e poi?… guadagnare tanti soldi, non guardare in faccia nessuno e… controllare il PIL.

Proprio così! Il PIL è importantissimo. Se sale va tutto bene. Ma lo sapete che se tante macchine stanno in coda col motore in moto il PIL sale? Certo perché sono in tanti a consumare benzina e a contribuire all’inquinamento del pianeta.

In coda... tutti in macchina!

In coda… tutti in macchina!

E sapete che se posso coltivarmi l’orticello e vado meno al supermercato il PIL scende e Pier Carlo Padoan piange?

Ma insomma… cerchiamo un po’ di vivere e smetterla di tentare continuamente la sopraffazione!

Per che cosa? Per diventare più ricchi?

MA NON SAPETE CHE TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO… È IN PRESTITO?

E ALLORA?

SORSEGGIAMO LA VITA… MA CON AMORE.

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