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Archive for the ‘Zurigo’ Category

CRESCITA?… MEGLIO ZERO? 2

 

S’era detto che spedire una lettera da Lugano a Lugano significa far viaggiare un oggetto per almeno 60 chilometri quando la distanza fra l’impostazione e il punto di recapito è qualche centinaio di metri; troppo?

 

Ebbene, l’altro giorno, mi recai in Italia, in Provincia di Varese (esistono ancora le Province?) a Lavena Ponte Tresa. La cittadina confina con la Svizzera, col comune di Ponte Tresa. Ad un paio di centinaia di metri dalla frontiera c’è l’Ufficio Postale di Poste Italiane.

UFFICIO POSTALE DI LAVENA PONTE TRESA.

Dovevo inviare un paio di raccomandate; ne approfittai per spedirmene una e verificare con garanzia matematica con quale ecologico entusiasmo si comportano tanto le Poste d’Italia quanto quelle di Svizzera.

Detto fra parentesi, la posta svizzera si fregia di una scritta “PRO CLIMA” per sventolare a tutti l’interesse verso il Pianeta Terra.

La raccomandata fu spedita il 2 ottobre 2019 e arrivò a Lugano il 5 ottobre.

Abbastanza veloce… 3 giorni, se si pensa che da Lavena Ponte Tresa a Lugano… in linea d’aria ci sono 8 chilometri.

Da Lavena Ponte Tresa (Italia) a Lugano (Svizzera)… 8 chilometri.

È necessario però prendere in considerazione il “grande viaggio” che fece questa lettera… turisticamente parlando… quasi impagabile.

LA LETTERA RACCOMANDATA da LAVENA PONTE TRESA (VA) a LUGANO.

Per prima cosa la lettera fu spedita a Milano… primi 62 chilometri (in linea d’aria).

 

LA LETTERA RACCOMANDATA da LAVENA PONTE TRESA (VA) a LUGANO.

 

Da Milano fu spedita a Zurigo… 217 chilometri (sempre in linea d’aria).

Da Milano a Zurigo (Svizzera))

Infina… Da Zurigo finalmente a Lugano… 154 chilometri.

 

Da ZURIGO A LUGANO

 

In totale, questa lettera, per essere recapitata all’ufficio postale di Lugano fece ben 433 chilometri… in linea d’aria.

Quindi, per compiere gli 8 chilometri, ne ha compiuti ben 425 in più… evviva il PRO CLIMA delle Poste Svizzere.

 

Non credo però di poter dire “Brave” alle Poste Italiane. Se infatti io imbuco una lettera nella buca dell’ufficio postale di Lavena Ponte Tresa… indirizzata a Lugano, la lettera andrà prima a Milano (62 chilometri), e da Milano, non so se viene spedita direttamente a Lugano, o se va addirittura fino a Zurigo per essere poi dirottata a Lugano.

Se viene dirottata direttamente a Lugano, la lettera viaggia per 125 chilometri anziché 8… e non mi sembra ecologicamente da virtuosi.

 

Naturalmente, per far le cose bene, e cioè comportarsi ecologicamente, ci vuole un po’ più di personale… ne varrebbe la pena? È giusto diminuire sempre di più il personale per fare sempre di più utili?

Questa è “LA CRESCITA?”

Quanto ho scritto e documentato sembra banale o addirittura stupido.

“Per una lettera è il caso di fare tanto rumore e consumare così tanta energia?” mi si potrebbe chiedere.

“Risponderei: “Ma non è con le piccole cose che si possono fare le grandi cose?”

 

Ma perché la crescita deve essere una maledizione per il Genere Umano?

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LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Registrazione del 1° Giugno 2019

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

 

L’Albero : « Perbacco caro Alessandro… non vieni più a trovarci ».

 

Alessandro : « Vado sempre di fretta ».

 

Panchina Ingenua : « Ma siediti un po’ qui… fatti un po’ coccolare ».

 

Alessandro : « Va bene… siete proprio carinissimi ».

 

L’Albero : «Ma dove sei stato ? »

 

Alessandro : «Sono stato velocemente a « trovare » la casa dove abitava mia Nonna ».

 

Panchina Petulante : « Cosa significa ? »

 

Alessandro : « Significa che a me piace tanto andare a rivedere la casa dove abitava mia Nonna… sul Lago di Costanza. Quando ero bambino, proprio giovane, dopo che smisero di scoppiare le bombe e fu nuovamente possibile attraversare il confine e andare in Svizzera, ritrovai la mia Nonna per qualche giorno. Il bello però è che quando fui leggermente più grandicello, mi lasciarono stare da mia Nonna un bellissimo lungo mese. Sapevo un pochino di tedesco, ma, durante quel mese, anche se con mia Nonna parlavo italiano, con tutti gli altri parlavo tedesco o addirittura il dialetto. In poche parole, per un bellissimo lungo mese mi trovai a vivere come i locali… a giocare coi bimbi del vicinato… ad andare in riva al lago a passeggiare… ad andare a pescare… ad andare al porto a veder partire i vaporetti… a far visita ai parenti ».

 

L’Albero : « Quindi ti trovasti a vivere con tua Nonna e coi turgovesi del luogo? »

 

Alessandro : «Certamente. Ne ho un ricordo coinvolgente, nel senso che quando ci penso mi sento ancora andare a spasso per la città a piedi nudi… proprio come i bimbi del luogo.

 

Ingenua : « Che bello ! Lo sai che, da come sento fremere le tue chiappe sui miei legni, comprendo i tuoi sentimenti ? »

 

Alessandro : « Sì, anche se per poco, mi piace rivedere la casa dove abitava mia Nonna. Sapete, un mese è lungo quando si è bambini ».

 

L’Albero : « Hai qualche ricordo particolare ? »

 

Alessandro : « Sì, ce ne sono più di uno… di ricordi. Un giorno o l’altro ve li racconterò. È la chiesa del posto che mi fa un po’ commuovere… ogni volta che la vedo. Sapete, mia Nonna era molto pia e andava tutte le mattine in Chiesa… che, tra parentesi, è molto bella… ve la voglio far vedere :

LA CHIESA DAL PORTO

Io avevo imparato a far bene il chierichetto… alla svizzera… con grande precisione. Quello però che ricordo con enorme piacere è che al sabato pomeriggio andavo sul campanile, fino in cima, col sacrestano, a far suonare le campane.

Beh, voi dovreste saperlo che in Svizzera, al sabato pomeriggio, a quella determinata ora, le campane di tutte le chiese, che siano cattoliche o protestanti, suonano tutte le campane per 15 minuti. A me piaceva moltissimo.

Le campane erano mosse da motorini elettrici. In cima a questo campanile c’erano 6 campane di grandezza diversa… che suonavano… e suonavano. Che bello ! Quanto mi piaceva stare lassù ! »

 

Ingenua : « Quasi mi commuove questa tua gioia di bimbo mentre vai su quel campanile « semplicemente » per suonare le campane ».

 

Petulante : « Cara sorella, le campane sono un bellissimo simbolo della cristianità degli Umani. Noi, coi nostri legni, non possiamo capire quanto possa essere importante per gli Umani il suono delle loro campane… specialmente ora che l’avanzare dell’Islam non gradisce questo suono ».

Alessandro : «Care « ragazze » vi ringrazio per i vostri apprezzamenti, ma, non è qui il caso di fare della polemica di tipo religioso. Vi faccio vedere ancora il campanile visto dal basso… guardate che bello ».

IL CAMPANILE

L’Albero : « Alessandro ha ragione. Bello il Campanile. Da lì sei poi ripartito e sei tornato a casa ? »

 

Alessandro : «Certamente, ma non dalla strada più breve… e cioè da Zurigo. Son passato da San Gallo ».

 

L’Albero : « Bella città. Per gli svizzeri San Gallo è anche un Cantone molto importante… un po’ decentrato, confinante però coll’Austria e col Principato del Liechtenstein. »

Il Canton San Gallo… in verde.

 

Alessandro : «Rimasi poco, praticamente appena in tempo per entrare in una pasticceria…

Prendere atto delle tante leccornie in vendita e acquistare, per la gioia di mia moglie… e naturalmente anche mia… il BIBER… con pasta di mandorle e una specie di pane. Non so esattamente come facciano questa prelibatezza.

Prelibatezze

Ho comperato quello con lo stemma del cantone, e, in quel momento particolare, non m’era mai venuto in mente prima, ho pensato che, specialmente di questi tempi, non sarebbe stato da regalare a certi italiani impegnati politicamente. »

 

L’Albero : « Come fai a dire questo ? »

 

Alessandro : «Beh, tu che sei al di sopra di tutti, e, stai crescendo ancora, conosci perfettamente lo stemma del Cantone di San Gallo. »

 

L’Albero : « Certo che lo conosco »

Lo stemma del Cantone di San Gallo.

Alessandro : «Benissimo. Ora prendiamo un pochino in considerazione lo stemma del cantone e confrontiamolo con l’emblema del Partito Nazionale Fascista. Guarda un po’ quanto sono simili.

P.N.F.

Comunque sia, mia moglie era molto contenta. Lei non si fa assolutamente nessun problema. Lei è nata e cresciuta in Svizzera, e quello che, insieme a me non riesce a capire perché ci si affanni in Italia così tanto a voler essere antifascisti, quando ormai il fascismo è morto e sepolto. »

 

L’Albero : « Ma sì. Anch’io sento e capto sovente questa apparentemente paura. Sembra diventata una specie di moda. Se qualcuno dice che al tempo del fascismo i treni arrivavano in orario e spera che i treni si comportino bene, viene tacciato per fascista. Beh, tu Alessandro che vai volentieri in treno, qui in Svizzera, sai che i treni viaggiano quasi sempre in orario, ma, noi, qui in Svizzera non siamo mica fascisti… semplicemente ci piace un pochino l’ordine e la puntualità. »

 

Petulante : « Albero… mi fai ridere quando parli di moda e antifascismo. Ma la moda è un’altra cosa… la moda è quella delle Umane… anche se poche signore proprio ben vestite, alla moda, vengono ad appoggiare le loro chiappe su di me. Qualche volta mi piacerebbe poter sentire e toccare certi vestiti. »

 

Ingenua : « Ma cosa dici sorella ! A me piace sentire le chiappe di Alessandro… peccato che sento che se ne vuole andare. Eh sì caro Alessandro… le sento le tue vibrazioni… sento che stai per andartene.»

 

Alessandro : «Hai ragione, ma non prima di avervi mostrato la prelibatezza di San Gallo che ho portato a mia moglie. »

BIBER DI SAN GALLO CON LO STEMMA DEL CANTONE

Ingenua : « Sono sicura che tua moglie l’ha gradita… è simpatica. Vi ho visto l’altro giorno quando passavate qui vicino a braccetto ».

 

Alessandro : «Quanto sei carina. Ora me ne vado. Un salutone a tutti voi. »

 

L’Albero, Petulante e Ingenua : « Ti abbracciamo col nostro ligneo pensiero. Torna presto ».

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Beh, se devo proprio dire la verità, credo che l’italiano medio si sia stufato di sentir parlare di TAV. Come la maggior parte dei miei pochi ma affezionati lettori sanno, abito in Svizzera dove, fra l’altro, certi Servizi funzionano molto bene… anche i treni.

Da pochissimi anni è in funzione la Galleria di base del Gottardo… è lunga 57 chilometri e il treno ci passa dentro ogni giorno con passeggeri e merci ad una velocità di circa 200 chilometri all’ora.

 

Prima del 2016 si andava a Lucerna e a Zurigo attraverso la galleria, più corta e ad un livello più alto, inaugurata il 22 maggio 1882. Il treno saliva da Biasca fino ad Airolo, s’nfilava nel tunnel e ne usciva dalla parte dove si parla tedesco nel cantone di URI a Göschenen. Da lì scendeva… entrava un po’ in galleria… faceva dei giri… faceva vedere a vari livelli la chiesetta di Wassen finché raggiungeva il Lago dei Quattro Cantoni… per andare dopo Arth Goldau a Basilea o a Zurigo.

Da Web : IL TRENO E LA CHIESETTA DI WASSEN

 

Da Web : I TORNANTI DEL TRENO IN GALLERIA PER SCENDERE DA GÖSCHENEN

Ma prima ancora, prima che decidessero di fare il buco nella montagna per farci passare i treni, se si voleva passare dall’altra parte, cioè dal Cantone Ticino al Cantone di Uri e da lì a Zurigo o Basilea, bisognava andare con la Diligenza… che è molto bella, ma, oggi un po’ scomoda e forse un po’ lenta.

Da Wikipedia : La Diligenza del Gottardo

Ordunque, io non so se quando costruirono la prima galleria presero in considerazione i costi e i benefici… e non so neppure se, prima di cominciare a costruirla, si battibeccarono a non finire nel parlamento di Berna.

So per certo che passai in treno in quella galleria moltissime volte, di giorno e di notte e, sul trenoseduto al posto di guida del mio antico Topolino B.

IL MIO TOPOLINO… SUL LAGO DI THUN (SVIZZERA)

So anche per certo che, per la costruzione di quella galleria ci furono dei morti (quasi 200) e che, molti italiani lavorarono per la costruzione di quella galleria. Ancora oggi ci passano i treni… per il servizio locale e per chi vuole godersi il panorama.

 

Da Web: Lapide in memoria dei morti sul lavoro durante la costruzione della galleria

Non sono mai stato sulla linea attuale che porta a Lione da Torino, ma, ho l’impressione che la zuppa sia molto simile a quella del Gottardo. Qui in Svizzera si voleva unire due cantoni della stessa Nazione, il Ticino e Uri, nonché Genova sul Mediterraneo e Amburgo sul Mare del Nord ; per la benedettaTAV si vuole unire l’Italia alla Francia, ma, ancor più l’Europa dell’Est con quella dell’Ovest.

 

Se bisogna far star meglio i popoli e sperare che si trasporti le merci sulle rotaie anziché in aereo o sui TIR che intasano le autostrade… e le logorano, non si guardino i costi e i benefici… perché i benefici ci saranno, ma non subito, sicuramente fra un po’ di anni.

 

Sono medico, e, almeno qui da noi, se qualcuno anche vecchio sta male, per curarlo, non si calcolano e i costi benefici… anche se in certi angoli della Terra, prima di iniziare a curare qualcuno, si desidera prima vedere se ha una carta di credito valida.

 

La nostra Madre Terraè malata. In considerazione del fatto che l’umana popolazione vuole spostarsi sempre di più e pretende di mangiare le fragole a Natale, credo che il mezzo di trasporto meno inquinante sia proprio la ferrovia. Se è veloce si evitano gli inquinamenti di petrolio e gomme nonché aerei… compresi gli inquinamenti fonici per chi abita vicino a trafficati aeroporti.

 

Un paio di anni fa, prprio qui a Lugano acquistai una rosa per mia moglie. Non era né la festa della donna e neppure il giorno di San Valentino… era un giorno come tutti gli altri ; semplicemente volevo fare un piccolo omaggio alla mia consorte. Il negozietto vendeva solo rose. Dopo aver pagato, sapendo con certezza che in Liguria esistono delle coltivazioni specializzate in rose, chiesi : « Da dove vengono questi fiori ? »

La risposta mi lasciò sconcertato : « Dal Perù ».

« Li portano coll’aereo ? » chiesi.

La risposta fu affermativa.

Potrei sbagliarmi perché è passato già qualche anno ; sono comunque sicuro che la provenienza era da uno stato dell’America del Sud. Fu l’ultima volta che acquistai delle rose in quel negozietto.

Allora non bisogna meravigliarsi se compriamo i limoni che arrivano dall’Argentina, le noci dal Cile o il rosmarino da Israele.

Mi sono stufato di sentir parlare di TAV, ma soprattutto mi secca dover prendere atto che i nostri Governanti non ragionano, almeno secondo me, collegando il cerebro per il bene della popolazione… anche quella che verrà, ma a dipendenza dei voti che potranno perdere o ricevere nella prossima consultazione elettorale.

Anche se son convinto che l’asse EST OVEST dei treni veloci avrebbe dovuto passare da Ventimiglia, penso che sarebbe una buona cosa se l’Italia si svegliasse un po’ e la smettesse di far passare il tempo in modo così inutile… che la facciano questa TAV… intanto è garantito che sarà fatta.

Se, durante i venti anni in cui lavorai come medico anestesista, mi fossi comportato coi tempi di questi nostri Governanti, credo che avrei ricevuto molti premi dai gestori di Pompe Funebri.

MA « LORO », NON DEVONO RENDERE CONTO A NESSUNO DEL LORO OPERATO ? PERCHÉ PER « LORO » NON ESISTONO LE PORTE DELLE GALERE ?

 

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 I colori sono, in fondo in fondo delle macchie che ci colpiscono. Possono essere grandi, piccole, minuscole o enormi ; possono essere mescolate o… da sole ; possono essere in moltissimi modi, e, molte volte possono diventare addirittura delle opere d’arte… e, come tali, possono essere anche di grandissimo valore.

Qui non m’interessano le opere d’arte… anche perché non sono un intenditore, nel senso che so solo se un’opera mi piace o no ; non sono come quelli che guardando un quadro, eventualmente un’opera d’arte, cominciano a raccontarlo e non si fermano più.

I colori esistono anche se non c’è la luce; se non li vediamo a causa di cecità, possono essere ugualmente percepiti… e possono “operare” ugualmente.

La luce c’è per noi di giorno e di notte ; di giorno grazie al sole, di notte, nei nostri tempi moderni, grazie al fatto che qualcuno inventò le lampadine e qualcun’altro inventò la pila… oggi terribilmente di moda… guai se non ci fosse.

ANNO INTERNAZIONALE DELLA LUCE

Tanto per cambiare… un francobollo, uno dei tantissimi francobolli che vengono stampati nel mondo… e che le poste vogliono vendere solo a chi li mette da parte. Quanti di voi hanno visto questo francobollo ? Forse nessuno… ma quanti di voi se l’avessero visto si sarebbero soffermati a guardarlo e a leggere quello che c’è scritto ? Sicuramente pochi. Ma se vosse stato visto e letto, si sarebbe reso conto che quell’anno, il 2015 era diventato « L’ANNO DELLA LUCE ». Sì, la luce… proprio la luce che ci permette di vedere e godere e « comprendere » i colori.

Ce ne accorgiamo troppo poco… perché siamo ormai troppo abituati a vedere i colori… che sono dappertutto… che sono per noi di vitale importanza.

ROTTERDAM – SECCHIELLI DI TUTTI I COLORI

Chi non ha usato un secchio o un secchiello ? Quando non esisteva la « famigerata » plastica, i secchielli erano di metallo… metallo zincato se non sbaglio, ed erano tutti dello stesso colore… cambiava la grandezza.

C’erano anche quelli smaltati, e allora potevano essere anche di vario colore, però, erano anche piuttosto delicati perché se prendevano colpi poteva saltare lo smalto.

È interessante notare come oggi certi secchi sono diventati oggetto di collezione e che, secchi come quelli di un tempo vengono venduti « galvanizzati » da Amazon.

Da Amazon costa € 12.33

Ho scritto, riferendomi alla plastica : « famigerata ». Ho sbagliato. Non è la plastica famigerata, lo sono i pessimi suoi consmatori che la considerano con troppa faciloneria, come è esagerata l’abitudine d’oggigiorno : « USA E GETTA ». Da anni ormai porto sempre con me ben ripiegati in tasca un paio di sacchetti di plastica che uso ogni volta che vado a fare acquisti. Ogni sacchetto mi serve egregiamente per almeno 4 – 6 mesi a seconda del tipo e della robustezza . Ogni sacchetto fa risparmiare a Madrenatura almeno 48 sacchetti ogni sei mesi. Se la maggior parte degli Umani facesse in questo modo, immaginate un po’ quanti sacchetti in meno sarebbero stati trovati nello stomaco di quel povero capodoglio morto nelle acque indonesiane. Ma non sono solo i sacchetti a far male alla Natura. È infatti interressantissimo e da pelle d’oca la balena messa in mostra a Bruges fatta tutta di pezzi di oggetti di plastica trovati in mare.

LA BALENA A BRUGES.

Ho trovato questa fotografia che permette di riconoscere i vari pezzi… tutti buttati e non riciclati o distrutti come si deve. Oggi, in molti comuni italiani viene raccolto e separato ogni tipo di plastica, e non solo PET ; non capisco come mai, siamo nel 2018, qui in Ticino, per lo meno a Lugano, non viene fatta la raccolta differenziata per tutti gli oggetti di plastica. E pensare che Lugano si considera abbastanza all’avanguardia a molti livelli. Lo fu sicuramente a livello bancario.

Sarà difficile pensare a un futuro migliore ; sarà però importante, se non indispensabile, diminuire l’uso della plastica… a tutti i livelli.

Presto sarà Natale, ma, anche se non sarà Natale è sempre piacevole accendere una candela ; ancora più bello se ha il colore che preferiamo.

ZURIGO – Coop City – Bellevue

Ce n’è per quasi tutti i gusti.

Sì, mi piacciono molto le candele accese, ma, specialmente se sono bianche, mi ricordano gli anni della guerra e quelli subito dopo.

 Bisognava avere sempre un paio di candele a portata di mano per quando mancava la luce, cosa che succedeva piuttosto frequentemente. Che poi, il fatto che possa mancare la luce, non è la fine del mondo ; se però la luce manca alla sera e, alla mattina ancora non è ritornata… può dar un po’ di più fastidio. Certi momenti duraturi di mancanza d’elettricità si sono verificati un paio di volte negli ultimi anni a causa di consumi esagerati per i condizionatori d’aria. Già, da un po’ di anni la gente non sopporta più il caldo ; lo soffre e lo odia. Io lo preferisco al freddo… quel freddo che un tempo faceva sì che all’inizio della stagione invernale o nell’imminenza del Natale si regalava un paio di guanti… ora piuttosto in disuso… come la cravatta.

Ricordo che, stando a quanto ci diceva mia madre, se s’incontrava qualcuno e si doveva dare la mano, noi giovani, e anche meno giovani, di sesso maschile, dovevamo toglierci il guanto… quello della mano destra soltanto. Le donne no… le donne quando salutavano qualcuno e davano la mano non dovevano togliersi il guanto. Sì, m’era sembrato strano. Quando davo la mano a una signora o signorina, oggi sono tutte signora, sentivo la morbidezza del cuoio del guanto… non la mano… la pelle.

Chissà se oggi è ancora così. Io dovevo sempre lasciare il passo a persone meno giovani o anziane; ora che son diventato vecchio davvero, i giovani di tutte le età… non mi lasciano il passo.

MERANO

Tornando al guanto c’è ancora qualcuno che ne vende… per fortuna. Ricordo che a Genova c’era un negozio, in Centro naturalmente, che vendeva solo guanti. Non so se c’è ancora. Ricordo che da bambino soffrivo molto il freddo alle mani. Anche coi guanti avevo freddo. Quella volta che c’era la neve e quasi piangevo per il freddo alle mani, mi consigliarono, ovvero mi obbligarono a togliere i guanti e strofinare le mani nella neve… con la neve. Certamente poteva essere saggio, ma ricordo che soffrii davvero. Alle volte la saggezza dei “grandi” fa piangere i piccoli.

Ora io faccio parte dei grandi o, addirizzura dei grandissimi… faccio parte di quella categoria che, il più delle volte non serve a niente, pesa alla gestione delle assicurazioni previdenziali come l’INPS che gioisce ogni volta che non deve più aprire il borsellino, ma qualche volta diventa anche interessante perché ha vissuto l’inimmaginabile… e può raccontarlo e ottenere di fissarlo nella memoria di quei “piccoli” che diventeranno grandi. Quanto oggi si stenta a credere che nei tempi passati, assolutamente non molto lontani, ma per certa gioventù lontanissimi, se un vestito diventava vecchio non veniva buttato o affidato a organi assistenziali, ma, grazie all’arte di un sarto veniva “smontato”, rivoltato e, con fodera nuova, “ricostruito” come nuovo. C’erano i negozi di stoffe… che vendevano anche gli “scampoli”.

LISBONA – NEGOZIO DI STOFFE

Non è facile trovare un negozio di stoffe… così bello e così multicolore!

Sì, si andava con la stoffa dallo stesso sarto e si integrava o si creava dal nulla… ma il vestito durava qualche anno. Oggi… inimmaginabile usare lo stesso vestito da un anno all’altro. Meglio acquistare per quattro soldi nei Grandissimi Magazzini e buttare alla prima occasione. L’importante è apparire.

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Poco poco… ma piacevole da guardare.

Colori 1

Colori 2

Colori 3

Colori 4

Quello che mi piace dell’Autunno: I COLORI.

Altrimenti: Tristezza e malinconia.

Quindi: Per fortuna ci sono i colori.

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Si dice che bisogna essere gentili.

Ma oggi tutti devono correre e non si fermano davanti a nulla e a nessuno.

Quello che m è accaduto recentissimamente ha dell’incredibile… A Zurigo… capitale economica della Svizzera… e non solo. Città bellissima e ricca di tradizione.

Mi trovavo al Bellevue… che è una piazza molto importante della città. Sono in anticipo e ho una quindicina di minuti di tempo a disposizione; decido di fare un paio di foto… fra cui questa:

A ZURIGO.

Lo vedete quel camioncino in primo piano? Si ferma per permettermi di fare la foto. Riparte solo dopo che s’accorge che ho potuto fotografare senza essere disturbato. L’ho ringraziato.

Può succedere che un pedone si fermi per permettere di fotografare… ma un camioncino… specie oggi… tutti di corsa.

Ho pensato alla Giorgiana che scrive:

Sorridi, sii grato e AMA!

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QUESTO ARTICOLO È PIUTTOSTO LUNGO CON DEI CONCETTI INTERESSANTI. PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Registrazione del 24 febbraio 2018

Personaggi:
Alessandro, L’Albero, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

Alessandro: “Posso disturbare un poco il tuo sonno invernale? Guarda un po’, amico mio, cosa ho trovato… è del 2013… di cinque anni fa.”

L’Albero: “Ma sì che puoi disturbarmi. Cos’è che hai trovato?”

L’ALBERO

Alessandro: “Una chiacchierata fra coniugi abitanti qui in Ticino, questa: ”

 

Un paio di settimane prima della data delle elezioni, Leandro riceve per posta, al proprio domicilio una grossa busta; il mittente era il Consolato Generale d’Italia dal quale Leandro dipendeva.

Il plico è abbastanza consistente e comunica in modo perfettamente comprensibile come si vota e come si può rispedire gratuitamente le schede dopo aver esercitato il “diritto” di voto.

Appunto! Il diritto di voto! A volte si dice che è un dovere; È probabile. È un fantastico diritto! Potersi esprimere liberamente!

Che bello poter votare senza doversi recare nell’ultimo comune di residenza in Italia! Ora si può votare grazie all’efficienza dei nostri Consolati.

 

L’Albero: “Tu svegli il mio sonno invernale per farmi leggere qualcosa vecchio di 5 anni?”

Alessandro: “Hai ragione, È vecchio di 5 anni, ma sembra piuttosto attuale… e fa pure ridere. Senti senti… questo è bello:

 

A Leandro viene automatico ricordare come il Consolato Italiano di Zurigo seppe essere efficiente in passato. Fu nel lontano 1966 quando, in terra elvetica, Leandro stava per sposare Sandra. A quei tempi, chi sposava un cittadino italiano acquisiva automaticamente la cittadinanza italiana.

Leandro avrebbe sposato Sandra dapprima in Municipio e il giorno dopo in chiesa. Prima ancora del matrimonio in Municipio, Leandro procurò al Consolato tutti gli estremi burocratici di Sandra assieme a una fotografia. Poche ore dopo il matrimonio in Municipio, Leandro e Sandra si recarono in Consolato col certificato che dimostrava essere Sandra la moglie di Leandro. Fu loro consegnato un passaporto nuovo di zecca; era già pronto! Da quel momento nella Repubblica Italiana c’era una cittadina in più!

Ancora oggi Leandro ricorda la gioia della moglie fresca sposa e fresca italiana.

 

L’Albero: “Hai ragione. Che bello leggere che una persona di cittadinanza svizzera è gioiosa nel momento in cui diventa italiana!

Alessandro: “Veramente. Vediamo come continua:

 

Torniamo alle elezioni parlamentari del 2013.

Nella busta ricevuta dal Consolato c’erano anche le 2 schede; una per esprimere il voto per la Camera dei Deputati e una per il Senato.

Leandro, assieme a Sandra, apre le schede e comincia ad analizzare la presenza sulle schede dei vari partiti in lizza.

Ora comincia il bello.

Finché la data delle elezioni è lontana, si fanno varie considerazioni, si seguono con interesse i notiziari televisivi e si capisce che al momento buono si deciderà a chi dare il voto. Si pensa che sarà difficile prendere una decisione ma, e questo è il lato apparentemente positivo, si può rimandare.

“Ma come votiamo?” chiede Sandra.

“Ora che vedo le schede” risponde Leandro “sono veramente molto confuso.”

“Per chi votiamo?” insiste Sandra.

“Ti ripeto che non lo so. Mi verrebbe voglia di buttar via tutto. Però non si può; non è serio. Abbiamo la fortuna di poter votare; pensa quanti popoli non conoscono neppure questa parola. E pensare che in Italia non è da molto tempo che le donne possono votare; per non parlare della Svizzera!”

“Cerchiamo allora di analizzare questa scheda. Li conosciamo quasi tutti ad eccezione di Giannino e Ingroia. Anche se votando per loro rischiamo di buttare il voto, vale ugualmente la pena di dare un’occhiata.”

 

L’Albero: “Sì, mi ricordo che si parlava molto di loro.”

Panchina Ingenua: “Ciao Alessandro. Cosa fai lì in piedi? Potresti anche salutare. Vieni a sederti… ti ho già scaldato i miei legni.”

PANCHINA INGENUA

Alessandro: “Scusami cara Ingenua. Vengo subito… e con piacere.”

Panchina Petulante: “Io sono stata zitta, ma ho fatto male. Ha ragione Ingenua a dire che potresti salutare.”

Alessandro: “Abbi anche tu le mie scuse. La foga di far leggere quello che ho trovato, nella speranza di non disturbare troppo il suo sonno…”

L’Albero: “Andiamo avanti. Leggiamo:

 

Ecco cosa dice Wikipedia di Oscar Giannino:

Come giornalista si è occupato principalmente di politica ed economia. Candidato premier (formalmente Capo della forza politica) alle elezioni politiche italiane del 2013 per Fare per Fermare il Declino (FID), lista elettorale che esprime le idee del movimento d’opinione Fermare il Declino da lui fondato assieme ad economisti ed intellettuali nell’estate del 2012, si è dimesso dalla presidenza del movimento il 20 febbraio 2013, a tre giorni dalle elezioni politiche, a causa dello scandalo riguardante tre titoli accademici che si era attribuito senza averli conseguiti, ma rimane “candidato premier” a causa dell’impossibilità, data la legge elettorale, di ritirare la propria candidatura.

“Non mi sembra proprio di poterlo considerare serio. La stravaganza con la quale si veste potrebbe dare un po’ di brio al governo, ma la storia dei titoli accademici mi sembra sufficiente per metterlo da parte.” Pensa Leandro.

“E Ingroia?” chiede Sandra.

“Antonio Ingroia” risponde Leandro “è un magistrato siciliano. Fra l’altro farebbe parte di chi ha indagato Marcello dell’Utri. Probabilmente è un bravo magistrato. Perché non continua a fare il magistrato? E poi, come politicante è saltato fuori dal nulla; e poi mi sembra troppo di sinistra; gli estremi non vanno mai bene; in ogni caso sarebbe un voto perso.”

“Ora” si dicono Sandra e Leandro “non ci resta che analizzare i quattro Grandi: Berlusconi, Bersani, Grillo e Monti.”

 

Alessandro: “Ora sì che diventa interessante. Non sembra che siano passati 5 anni. Proprio così:

 

“Cominciamo, in ordine alfabetico con Berlusconi.” Dice Leandro.

“A quello il voto proprio non lo do.” risponde Sandra “Ci ha raccontato un mucchio di frottole quando era al Governo. Insieme poi a Tremonti?”

“Eppure” dice Leandro “ quando la racconta alla televisione, dice delle cose giuste. Peccato che non le ha fatte quando poteva. Avevi ragione Sandra quando ipotizzavi che sarebbe ritornato in ballo con la promessa di togliere l’IMU.”

“Lo so. Ora però con la promessa di restituzione a chi l’ha pagato, la sta facendo proprio sporca.”

“Quindi, il primo dei 4 è definitivamente bocciato.”

 

L’Albero: “Hai ragione. Sembra oggi. Fa molte promesse. A quei tempi rimborsava l’IMU, oggi dà ai pensionati almeno 1000 Euro al mese.”

Alessandro: “Beh, in fatto di promesse… Andiamo avanti:

 

“Passiamo ora a Bersani” continua Leandro “il patetico.”

“Credo proprio che voterò per lui.” dice Sandra “In fondo ha anche lui la buona volontà. Anche lui vuol fare le cose bene.”

“Ma come si fa a considerarlo valido. Lui ha partecipato, come Ministro della Repubblica, a più di un governo; con Prodi e con D’Alema. Fu addirittura Ministro per lo Sviluppo Economico. Chissà se sa come si sviluppano le fotografie. C’era anche lui quando nel 2006 Prodi trovò il Tesoretto? Credo proprio di sì. E tu vuoi votare chi, fra l’altro, ha avallato la scarsa o insufficiente capacità dell’ultimo governo Monti?”

“Non riesco proprio a vedere altre possibilità. Non mi dà fiducia ma, chi altrimenti potrebbe darmela?”

“Non lo so proprio. C’è però un particolare molto interessante per noi italiani che abitiamo all’estero.”

“E cioè?” chiede Sandra.

“Leggendo bene le istruzioni ho scoperto che gli italiani all’estero, dipendentemente da dove abitano, possono dare una o due preferenze.”

“Invece gli italiani residenti in Italia?”

“Loro no. Siamo dei privilegiati.” Risponde ironicamente Leandro che preferirebbe abitare in Italia. “Quindi, assodato che voterai per Bersani, vorrei ancora prendere in considerazione il grande Monti che, ad ogni piè sospinto si gloria di aver salvato l’Italia dal baratro.” continua Leandro “cosa ne pensi di lui?”

 

L’Albero: “C’era ancora Bersani… che sperava di diventare capo del Governo. Questo Leandro lo chiama patetico. Un po’ lo è.”

Alessandro: “Ma sì, quando parla puoi anche dargli fiducia. Poverino… è stato silurato da Renzi. Sentiamo cosa dicono di Monti:”

 

Leandro: “Da come parla mi sembra che voglia, in futuro, lavorare per la crescita. Mi sembra però che abbia usato questa parola prima ancora delle elezioni, però non mi sembra che sia riuscito a combinare molto. L’impressione è che i fatti non abbiano seguito le parole.”

“Aveva anche detto che si sarebbe ritirato; invece ha imparato così bene che è rimasto. Probabilmente si è accorto che viaggiare a spese della Repubblica è bello.”

Sandra: “Però, rispetto alle pagliacciate di Berlusconi è stato bravissimo ed è riuscito, all’estero, a salvare la faccia dell’Italia.”

Leandro: ”Avrà salvato la faccia dell’Italia ma si è dimenticato di dare agli italiani la possibilità di lavorare. Se si vuole che un’economia funzioni, non basta far pagare certe tasse, bisogna mettere il cittadino nelle condizioni di poter lavorare. Se i servizi non funzionano… Quando arrivò speravo facesse molto. Lui e i suoi Ministri, oltre a far pagare l’Imu, scontentare i pensionati e creare gli esodati cosa hanno fatto di buono? Sono d’accordo sul fatto che se si possiede un immobile si debba pagare una tassa; ma l’Imu non è una tassa, è un furto. Certe cifre per poche stanze abbastanza popolari! Comunque vedremo.”

 

L’Albero: “Eh sì, pare proprio che all’Umano Monti sia piaciuto stare al Governo. Può darsi che sia stato bravo, però, non si può governare con la teoria. In una Nazione c’è un popolo… che vuole vivere, quindi la pratica è molto importante.”

Petulante: “Già allora c’erano i “grillini”. Chissà che considerazioni fecero Sandra e Leandro. Mi sembrano piuttosto simpatici.”

Alessandro: “Hai ragione. Ecco cara amica ciò che t’interessa:

 

“Dobbiamo ancora analizzare Beppe Grillo.” continua Leandro “Anche se è genovese come me, mi sembra che gridi un po’ troppo. E poi, è chiaro che non ha esperienza. La politica è anche un po’ ipocrisia; e lui non mi sembra ipocrita, e questo potrebbe essere un pregio.”

Risponde Sandra: “Io non voterò assolutamente per lui. Sotto tutti i punti di vista non mi piace.”

Leandro è molto perplesso. Dopo aver analizzato i 4 partiti si rende conto che l’elettore si trova davanti a una strada senza sbocco. Infatti se si volesse analizzare bene la situazione e si volesse mettere a punto una definizione dell’attuale situazione bisognerebbe dire che esiste forse qualche piccolo spiraglio di onestà. Mettere il cittadino di fronte a certe difficoltà è quasi delinquenziale.

Ci fu in passato un dramma simile; forse meno tragico per l’elettore. Fu quando Indro Montanelli scriveva sul “Giornale Nuovo”: TURATEVI IL NASO E VOTATE DC. Fu quando si volle evitare il famoso sorpasso del PCI di Berlinguer.

Ora è tramontato il PCI e l’U.R.S.S.; è rimasto però Napolitano… e Bersani.

A questo punto è necessario prendere una decisione. Leandro è ben contento di poter dare delle preferenze. La propaganda elettorale che utilizza il servizio postale arriva anche a Lugano. Decide di analizzare i candidati più che i partiti e, turandosi un po’ il naso, dopo aver escluso di spedire una scheda nulla, in accordo con Sandra decidono per quelli che sembrano i meno peggio: Bersani e Monti, anche se…

Anche se Leandro dà ancora un’occhiata ai candidati del Movimento 5 Stelle e decide: alla Camera M5S, al Senato Monti.

Dopo aver affidato il voto alle poste svizzere per il recapito al Consolato non resta che aspettare con curiosità i risultati.

 

Petulante: “Caro Alessandro, mi sembra che oggi, 5 anni dopo, anche se qualcosa nei partiti è cambiato, leggendo il colloquio fra gli Umani Sandra e Leandro, ho l’impressione proprio di essere ai tempi dell’Umano Indro Montanelli. Dopo 5 anni, se l’italiano vuol votare con saggezza non trova nessuno a cui dare il voto; in ogni caso, non può darlo al presuntuoso “rottamatore” che, dopo il famoso Referendum aveva promesso di andarsene… e invece è ancora lì… più arrogante che mai.”

L’Albero: “È vero Alessandro. Se vorrai votare dovrai turarti il naso… votare e attendere.”

Ingenua: “Come andò l’altra volta? C’è scritto?”

Alessandro: “Sì, sì. Vediamo:

 

L’attesa dura circa 10 giorni. In questi 10 giorni Leandro e Sandra possono vedere i vari canali televisivi che dovrebbero far decidere il popolo degli indecisi.

Fu in questo periodo che Leandro cominciò a sperare di aver fatto bene a dare un voto ai grillini. “Chissà se riusciranno a far stare a casa un certo numero di quei politicanti matusa e presuntuosi.” Pensa Leandro “Se i Grillini sapranno governare non lo so; certo non potranno far peggio di quell’anticaglia che siede da anni a Palazzo Madama e a Montecitorio.”

Quando cominciano ad arrivare i risultati, cominciano anche le sorprese.

È a quel punto che Leandro si ricorda della sua paziente Adina. Si era innamorata del suo aguzzino. Lei giovane inglese in terra giapponese subisce dapprima le irradiazioni della prima bomba atomica, poi, frutto di esperimenti e sevizie, si innamora dell’uomo che maggiormente la maltratta e la porta a morte. Si ricorda che in terra svedese si parlò della “Sindrome di Stoccolma”.

“Ma come è possibile” chiede Sandra “che un numero così alto di italiani abbia la memoria così corta? Ma di che cosa hanno bisogno per capire che certi personaggi vanno cacciati?”

“Hai perfettamente ragione.” termina Leandro “Forse verrà il giorno in cui le tasse saranno eque, i precariati saranno eccezioni, i servizi funzioneranno e i dipendenti dello Stato, fra cui i Governanti, si muoveranno veramente per il bene e la serenità dei cittadini.”

 

 

L’Albero: “Me lo ricordo ora come andò a finire. E voi Umani d’Italia state ancora scontando il dramma di quei voti. Prima l’Umano Letta, poi l’Umano Renzi ed infine l’Umano Gentiloni.”

Ingenua: “A me interessa sapere chi è Adina? Mi sento un po’ gelosa.”

Alessandro: “È un personaggio importante del mio libro.”

Ingenua: “Tu sei uno scrittore?”

Alessandro: “No. Ho semplicemente scritto un libro… un po’ autobiografico dove racconto anche alcune mie esperienze professionali.”

Ingenua: “Mi piacerebbe tanto poterlo leggere.”

Alessandro: “Ti capisco, ma non posso venire qui a leggerti tutto il libro, e non posso neppure dirti di andartelo a comprare.”

Ingenua: “Spiritoso.”

Alessandro: “Posso però, leggerti un pezzetto, poche righe; quello che scrissi quando, appena laureato, partii da Genova per andare a lavorare a Zurigo. C’è qualcosa che rispecchia un certo malcostume italiano… che forse oggi è ancora peggio. Potrebbe andar bene, ma non solo per i politici che verranno eletti per governare.”

L’Albero e Petulante: “Interessa anche a noi. Leggi quel passo che scrivesti.”

Alessandro: “Eccovi il passo… proprio dal libro:

Da “TUTTO VERO Istantanee di vita.

L’Albero: “Mi piace moltissimo l’ultima frase. Bisognerebbe sbandierarla ai quattro venti… specialmente a quei “pescecani” che pensano di essere nella civiltà.

Ingenua: “Andasti a Zurigo con un animale? Dove tenevi il topolino di cui hai scritto?”

L’Albero: “Il Topolino è un’automobile della FIAT nata prima della guerra.”

Ingenua: “Ma io non lo sapevo che esistesse una macchina con quel nome. Era una macchina grande come quelle che usano le mamme per portare i bimbi all’asilo?”

Alessandro: “No, assolutamente. La mia era vecchia di 15 anni… ma per me era bellissima. Ci ho messo la foto sul libro… te la faccio vedere. Proprio questa foto. Sembra di colore bianco, ma in realtà il colore era di un bellissimo giallo.

Da “TUTTO VERO Istantanee di vita.

Petulante: “Che bella macchinina! Grazie per avercela fatta vedere.”

Alessandro: “Figurati. Piuttosto mi sto accorgendo che è tardi e che abbiamo tenuto sveglio per molto tempo il nostro amico Albero. Vi saluto con affetto, ma vi faccio ancora vedere la vignetta di 5 anni fa del giornale di Zurigo TAGES ANZEIGER.

Da “TAGES ANZEIGER”

L’Albero: “È vero, è stato però molto piacevole stare con voi. Torno nel mio sonno invernale.”

Ingenua e Petulante: “A presto Alessandro. ”

 

 

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