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Questa meravigliosa fotografia precede l’alba. È stata scattata dall’altezza di circa 12500 metri.

DALLA CABINA DI PILOTAGGIO

Ero al ritorno dell’unica volta che misi piede sul suolo nordamericano.

Ero sul volo Boston Zurigo della SWISSAIR.

Ebbi la fortuna di passare le ultime due ore del volo nella cabina di pilotaggio.

Fu in quell’occasione che mi resi conto di quanto potesse essere sbagliato aver paura di volare. Quando vado in aereo, malgrado tutto, è in me un pizzico di “titubanza”.

Il capitano, che conoscevo indirettamente, non solo mi spiegò molti particolari del volo, ma, appena ci trovammo a volare sopra l’Europa, si dimostrò buon cicerone. Particolarmente interessante fu vedere Parigi dall’alto imbiancata di neve.

Questa foto, con colori veramente da favola, fu scattata dal capitano stesso con la mia macchina fotografica. Le macchine digitali non esistevano ancora.

Anche se son passati più di dieci anni, ho ancora in me, guardando quella fotografia, quei colori stupendi che ci venivano incontro annunciando l’arrivo del sole.

Dalla notte più cupa, nello spazio di minuti, alla luce superbamente colorata.

Dentro la cabina di pilotaggio, sapendo di essere a 12000 metri nel buio più completo, avresti potuto essere preso dal panico. L’aereo che avanzava abbastanza silenzioso, con la “certezza” di portarti verso la luce, di dava conforto e sicurezza.

FU UN’ESPERIENZA UNICA E IRRIPETIBILE.

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Da ormai 5 anni quasi esatti sono un umano bionico. Ad aiutare il mio cuore a “battere” è una macchinetta elettronica sofisticatissima detta PACE MAKER.
Proprio ieri, il giorno esatto non ha importanza, in occasione del solito controllo, il solito collega mi ha comunicato che il funzionamento del marchingegno lascia un po’ a desiderare per cui sarebbe necessario sostituire tutto.
Non voglio ora addentrarmi nei particolari ma, memore di quanto ebbi occasione di scrivere, la mia penna dovrà portarmi ad argomenti fatti di serenità. Gli argomenti fatti di serenità devono, ripeto devono, portarci al sorriso.
Anche se in questo preciso istante avrei tanta voglia di piangere, sono riuscito a trovare un argomento non solo sereno ma anche colorato: quel 5 bellissimo che è piaciuto tanto a Loretta.

MARCHIO DI QUALITÀ UNAPROA

Questo stupendo insieme di prodotti della natura è un marchio di qualità. Riguarda i prodotti ortofrutticoli.

In natura ci sono altri colori che possono aiutarci a star bene.

In natura i colori sono un’infinità.

La natura, in determinate situazioni ci mostra 7 colori.

I SETTE COLORI DELL’ARCOBALENO

Inoltre ci fornisce un’infinità di fiori con un’altrettanta infinità di lunghezze d’onda.

Oggi, guardando questo marchio vorrei sorridere con voi ricordando quando, bambino, alla periferia di Genova, in un piccolo appezzamento che produceva essenzialmente ortaggi, frutta e uva (che per buona parte diventava buon vino), andavo, solo o coi miei fratelli, a raccogliere o ritirare il necessario per l’uso familiare.

Non solo era piacevole rendersi utili alla famiglia; era molto bello raccogliere direttamente e mangiare: fragole, ravanelli, ciliegie, uva, fichi, ecc.

LA FOTO VI MOSTRA DELLE BRUTTISSIME CASE CHE HANNO FATTO SGOMBERARE GLi ORTAGGI

La componente sicuramente più interessante è che, ho visto come nascono gli asparagi, ho potuto mangiare degli ottimi fichi neri stando tranquillamente seduto su un ramo sapendo che i rami del fico sono molto “fragili” e, fra l’altro ancora, ho potuto godere il gusto dei ravanelli estratti direttamente dal terreno.

Non avevo riconosciuto la fortuna che mi stava baciando in fronte!

Avevo la possibilità di vivere la campagna e di “imparare” quello che la natura può darci con semplicità. Infatti allora era tutto abbastanza semplice, la plastica non era stata ancora inventata e, per gli OGM i tempi erano abbondantemente acerbi.

I bimbi di oggi potrebbero arrivare a pensare che frutta e verdura escano da una fabbrica dismessa dell’Italsider. In ogni caso raramente hanno visto una gallina e probabilmente è loro poco chiara la provenienza dell’uovo.

Ma la cosa più bella, veramente più più, è l’aver vissuto la gallina che cova un certo numero di uova e osservare il pulcino che esce dall’uovo. Per non parlare dei pulcini che seguono la chioccia o vanno a dormire sotto la chioccia stessa.

CHIOCCIA COI PULCINI

Qualche bimbo oggi ha visto una gallina; raramente l’ha toccata o addirittura ha, mi dispiace quasi dirlo, visto tirare il collo a una gallina. Eppure era così.

Oggi è tutto “industriale”… le galline sembrano generate dal “polistirolo”.

A questo punto bisognava fare qualcosa. E qualcosa è stato fatto.

Hanno inventato il prodotto BIO. Proprio quello che ci regala Madre Natura quasi incontaminato.

Ma allora era vero che “prima” mangiavamo del polistirolo sotto falso nome?

Ho inziato coi colori e sono finito nel polistirolo. Tornerò presto ai colori!

Vi invito a pensare: Se i prodotti Bio sono così cari, quello che mangiavamo prima era velenoso?

Ridiamoci sopra ma pensiamoci un attimo!

Quarchedundepegi

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