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I MEDICI METTONO DELLE DROGHE CHE NON CONOSCONO IN UN CORPO CHE CONOSCONO ANCOR MENO.

Chi scrisse questa frase proprio non sapeva quanti passi da “gigante” ha fatto la scienza. Penso però avesse perfettamente ragione. Si tratta di François-Marie Arouet VOLTAIRE morto nel 1778. È interessante notare che Voltaire è lo pseudonimo del Signor Arouet.

VOLTAIRE

Questo grande personaggio che lasciò un’impronta non indifferente e che dei medici, più di duecento anni fa, non disse troppo bene, potrebbe essere considerato, ancor oggi perfettamente attuale.

I MEDICI NON CONOSCONO LE DROGHE

Ma come si fa a dire questo. Oggi nel 2011 i chimici e i Grandi delle Case Farmaceutiche sanno tutto di quello che producono e che vendono. Ma questo non solo ora, ma anche già cinquanta anni fa. I progressi della chimica e della biochimica sono semplicemente favolosi. Ogni medicamento viene “meticolosamente”  sperimentato, controllato, analizzato, ecc. ecc. Accadde anche per il Talidomide che sarebbe stato distribuito, con nomi diversi, in 50 Paesi.

GLI EFFETTI DEL TALIDOMIDE

Perbacco! Non è sempre così. Basti pensare a quanto seppe fare la Penicillina e il Vaccino antipoliomielitico.

Il Talidomide fu un medicamento veramente drammatico.

In questo momento ricordo di un sulfamidico che andava “a fiumi” e che veniva propagandato come assolutamente innocuo. Dopo anni ci si accorse che poteva dare disturbi fino al blocco renale.

Voltaire fu un grande in Francia al punto che su una banconota da 10 franchi c’era la sua effige.

Banconota francese da 10 franchi

Ho trovato un altro detto del sommo Voltaire. L’ho trovato talmente importante per cui sento quasi il dovere di trascriverlo subito:

I piaceri sensuali passano e svaniscono in un batter d’occhio, ma l’amicizia tra noi, la reciproca confidenza, le delizie del cuore, l’incantesimo dell’anima, queste cose non periscono, non possono essere distrutte.

Lo si potrebbe definire l’inno all’amore.

Riprendiamo il nostro argomento. Esiste una quantità enorme di medicamenti. Pensate che il dottor  Walter Modell, definito dal “Time” “uno dei maggiori esperti di farmacologia” il 26 maggio 1961 scrisse: “Quando si capirà che esistono già troppi farmaci? I preparati attualmente in uso sono più di 150mila. Non esistono abbastanza malattie per un così elevato numero di farmaci. L’interessante è che molti dei nuovi farmaci servono a combattere gli effetti dannosi di altri farmaci.”

Accadde anche a me qualcosa di simile. Dovendo fare un esame cardiologico, un’infermiera, dopo avermi messo un ago in vena, mi disse:”Adesso le inietto qualcosa per stressare il cuore”. La fermai immediatamente e le dissi che non ero assolutamente d’accordo. “Ma l’ha detto il medico”. Risposi:”Non mi interessa se l’ha detto il medico o qualcun altro.” Rifiutai categoricamente; venne una dottoressa a cercare di convincermi spiegandomi che, se fosse accaduto qualcosa di spiacevole, ci sarebbe stato il medicamento che avrebbe raddrizzato la situazione. Di fronte al mio categorico NO, l’esame fu fatto ugualmente senza problemi.

Quello sarebbe stato un farmaco per combattere eventuali danni di altri farmaci. In ogni caso ambedue “farmaci” sarebbero stati un poco dannosi all’organismo!

Nell’Appunti di viaggio 17

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2011/04/22/appunti-di-viaggio-17/

scrissi di aver visto la mostra dell’ARCIMBOLDO. Faceva magistralmente quadri come questo

ARCIMBOLDO

È bellissimo come usa frutta e verdura per fare anche dei ritratti.

Analizzando il problema medicamenti ho trovato un “ritratto” veramente molto significativo sicuramente ispirato all’Arcimboldo. Questo ritratto, anzichè formulato con mele, pere, zucchine e melanzane, è tutto un insieme di preparati farmaceutici.

Non vuole sembrare un’opera d’arte, vuole semplicemente dirci che abbiamo perso la nostra personalità e che siamo diventati un’accozzaglia di pillole, capsule, pastiglie e tutto quello che riesce a preparare l’industria farmaceutica.

Ci sono delle persone che scandiscono le ore della giornata con i colori delle pillole che devono ingurgitare.

È fantastico considerare che esistono delle persone dotate di determinazione, magari a scoppio ritardato, ma sempre determinazione. Dopo settimane o mesi di pillole decidono che non è quella la strada del benessere; da un giorno all’altro gettano ogni medicamento.

Come medico ho il dovere di aggiungere che certe decisioni possono essere anche molto pericolose.

da Big Pharma, la mafia legalizzata

Certamente un quadro dell’Arcimboldo è molto più appetitoso!

Sicuramente già Voltaire voleva metterci sull’attenti. Voleva sicuramente farci capire che certi argomenti vanno trattati con la giusta cautela. Non è che oggi, più di 200 anni dopo ci sia molta chiarezza in più.

Infatti oggi non conosciamo ancora bene il corpo. Pensiamo di conoscerlo bene, ma anche se analizziamo “i neuroni” attraverso i quali passa il pensiero (si fa per dire!), ci accorgiamo di essere ancora ignoranti. E speriamo non si riesca mai a far luce sulla genuinità e sulla singolarità del pensiero!

I metodi di indagine sono riusciti ad andare molto in profondità, rimangono però ancora inspiegabili tante reazioni dell’organismo umano.

La Francia dedicò a Voltaire un francobollo nel 1949.

Francobollo francese del 1949

Molto più interessante il francobollo che gli dedicò il Principato di Monaco.

Pare infatti che Voltaire fosse iscritto alla Massoneria.

Francobollo del Principato di Monaco - Nel trecentesimo della nascita.

Voltaire entrò nel Tempio massonico guidato da Beniamino Franklin, allora ambasciatore a Parigi, e dal Conte de Gobelin. Morendo, pronunciò la frase: “Muoio adorando Dio, amando i miei fratelli, non odiando i miei nemici e detestando la superstizione”.

Tornando alla citazione di Voltaire, per conoscere il corpo al quale propiniamo un medicamento, dovremmo conoscere anche lo spirito (o l’anima) del proprietario. Per arrivarci parzialmente sarebbe necessario un lungo colloquio. Ma se oggi i medici ascoltano con difficoltà!… e non hanno mai tempo… e sono spesso frettolosi!

MA COME FANNO A CONOSCERE IL CORPO DEI LORO PAZIENTI!

Certamente, se la medicina “consumasse” un po’ più di tempo per conoscere il malato che ha davanti, ci sarebbero meno sofferenze “gratuite”.

Di Voltaire ho detto pochissimo, quasi niente; è sufficiente quanto disse dell’arte medica. Voglio però terminare con quello che formulò riguardo all’amore.

Un vecchio amore è come un granello di sabbia, in un occhio, che ci tormenta sempre.

Quante sofferenze in meno se ci potessimo togliere quel granello di sabbia!

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