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Posts Tagged ‘francobolli’

IL 2021 È ARRIVATO…

Ecco

Che bello ! Sono sempre con la stessa moglie… da 55 anni.

Io non posso fare altro che augurare ai miei cari lettori un po’ di serenità… tanta serenità. Ne abbiamo tutti bisogno.

Faccio anche un augurio quasi frivolo alle Poste Italiane ; mi auguro cioè che questa importante istituzione, che dovrebbe essere al servizio del cittadino, curi un pochino di più la corrispondenza… che la faccia arrivare a destinazione nei tempi giusti.

Con questo francobollo, di dubbia bellezza, ho ricevuto l’ultima lettera dall’Italia :

HA IMPIEGATO 11 giorni… sono troppi.

Il fatto che io abbia ricevuto una lettera significa che c’è ancora qualcuno che scrive lettere… ed è bello ricevere una lettera per posta cartacea.

Credo che nel 2020 sarebbe stato possibile gestire il servizio postale con un po’ più di onestà senza dover perseguire in modo allucinante la necessità di un profitto.

Chi scrive una lettera, indipendentemente dalla propria posizione nella nostra società consumistica, desidera comunicare qualcosa e avrebbe il piacere di saper recapitato il proprio pensiero scritto. Se le poste, che pretendono un pagamento, disattendono questo desiderio prolungando il recapito oltre il limite, producono anche un danno morale.

QUESTO MIO « FRIVOLO » DESIDERIO FARÀ SORRIDERE… nel caso mi fa piacere.

BUON ANNO A TUTTI

Con questo articolo saluto tutti i miei lettori e, per un po’ mi fermo. Devo cercare di portare a termine quel libro iniziato qualche anno fa… quel libro che dovrebbe aiutare a ricordare le grandi sofferenze di migliaia di nostri connazionali del Nord Est iniziate attorno al 1943.

Furono sofferenze « gratuite »… ma anche « soffocate » nella divulgazione a causa della politica imperante. Se riuscirò a portare a termine il libro, forse… dico forse… qualcuno potrà essere grato verso i miei sforzi.

BUON ANNO A TUTTI… e grazie di cuore agli amici che hanno voluto seguirmi.

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Questo semplice francobollo

Bollo del 1966 commemorante le Universiadi.

Questo semplice francobollo non è per niente eccezionale. Può essere considerato bello.

Diventa bello, almeno per me se si considera che affrancava questa cartolina da me spedita il 23 febbraio 1966.

Cartolina in bianco e nero di Pisa.

Dietro a questo francobollo incollato su questa cartolina c’è il mio ricordo affettivo ; di passaggio da Pisa, spedii una cartolina a quella fanciulla in Svizzera che qualche mese dopo diventò mia moglie. Ero in Toscana dove da pochissimo m’ero trasferito e dove, anche se per pochi mesi, venne lei ad abitare insieme a me… come mia sposa. Non sapeva l’italiano e non conosceva la Toscana… imparò ben presto l’italiano e s’innamorò della Toscana e dell’Italia.

Oggi è ancora con me ed io con lei… gioiosi di essere ancora insieme.

Siamo oggi molto meno gioiosi se dobbiamo considerare le vicissitudini italiane.

Dietro a questo francobollo su questa cartolina ci sono un paio di considerazioni piuttosto interessanti.

  1. La cartolina in bianco e nero con la scritta in bianco. Credo che in ogni località della penisola le cartoline erano in bianco e nero con la scritta in questo modo.
  2. Il timbro è della località nella quale fu imbucata la cartolina.
  3. Se oggi imbucate una cartolina, questa, se verrà timbrata, avrà il timbro della località smistatrice… anche molto lontana.
  4. L’affrancatura : 40 lire. Erano sufficienti 40 lire ( € 0.02 – 2 centesimi) per spedire una cartolina tutta scritta all’estero… e la cartolina arrivava presto.
  5. Oggi, per spedire una cartolina dall’Italia alla Svizzera è necessario affrancare con un francobollo da € 1.15… e la cartolina arriva, se arriva, dopo 15 giorni.
  6. Oggi, la spedizione di una cartolina costa ben 57 volte quello che costava nel 1966 ed il servizio è pessimo.

Queste mie considerazioni sembrano stupide… dato che da un po’ di tempo gli smartphone spediscono qualunque cosa in tempo reale… quasi quasi anche un piatto di pastasciutta.

Tutto quello che scriviamo tramite internet può venir controllato a meno che con metodi sofisticati venga criptato ; anche in questo caso non c’è alcuna garanzia che non possa venir controllato. 

Se vogliamo scrivere qualcosa a qualcuno e preferiamo che non venga letto da altri, dobbiamo usare la posta… che attualmente ancora non viene aperta e letta.

Durante le guerre, la corrispondenza veniva controllata… ma ve lo dicevano.

Qualcuno direbbe : « Facezie ; chi scrive ancora lettere… e poi a mano…».

« Può darsi » gli risponderei « prova un po’ a scrivere una lettera a un amico o a un’amica come ai vecchi tempi ; o a un parente. Ho provato. La gioia di ricevere una lettera è grande e interessante affidare la risposta a una buca delle lettere sapendo che non verrà letta immediatamente ».

Ogni tanto scrivo una lettera a una mia nipotina… ora di 6 anni. È felice di ricevere posta in quel modo, eppure la vediamo regolarmente tramite i modernissimi marchingegni. Non solo chiede giornalmente di controllare la buca di casa, ma, a modo suo mi ha anche risposto… per posta.

Si provi a scrivere una lettera a un parente o a un amico… o a un’amica. Sarà interessante la reazione positiva e… sarà interessante ricevere una risposta.

È disdicevole dover prendere atto che le Poste Italiane recapitano la corrispondenza con grande ritardo… o addirittura non la recapitano. A mio avviso, chi, dopo essere stato pagato in modo esagerato non recapita la corrispondenza o la recapita in tempi troppo lunghi, dovrebbe essere cosiderato doppiamente ladro… anche perché, nel « suo » modo di rubare, fa suoi anche i pensieri scritti su quel foglio di carta immesso in quella esile busta. La corrispondenza dovrebbe essere considerata sacra e trattata come un oggetto molto prezioso… e credo che un tempo fosse un poco così.

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Ho preso più volte in considerazione l’operato dei miei nipotini. Il nipotino più grande, che poi è quello che ha ispirato il mio lontano Articoletto 1, ha cominciato, chissà perché (ma non per colpa mia!) a interessarsi ai francobolli.
Questo avvenimento mi ha fatto enorme piacere. Anch’io, già da bambino, mi ero trovato ad avere un debole per i francobolli. Viene da sé che il nonno vada a scartabellare nei propri abbandonati francobolli per aiutare il nipotino.
Ed ecco cosa ho trovato. Questo francobollo del 1971:

RisparmioGuardando bene questo francobollo si capisce bene che siamo di fronte a un francobollo italiano. Infatti c’è scritto ITALIA.

È interessante leggere quanto sta scritto in alto:

“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”

Forse nel 1971 era vero. Spedire una lettera costava 50 lire. Oggi spedire una lettera costa € 0.70. Se consideriamo che 50 lire equivalgono a € 0.0258228. Questo significa che il prezzo della spedizione di una lettera è aumentato 27 volte tanto. Anche rispettando l’inflazione globalizzata del nostro pianeta non possiamo dire che la Repubblica abbia tutelato il risparmio degli italiani. Per fortuna che c’è stato l’incoraggiamento al risparmio altrimenti oggi tanti italiani non avrebbero nulla da vendere per poter mangiare e arrivare alla fine del mese.

Normalissimo francobollo

Normalissimo francobollo svizzero

I soliti benpensanti direbbero: “Ma anche in Svizzera i prezzi sono aumentati!” È vero. Se nel 1971, in Svizzera volevo spedire una lettera spendevo 30 centesimi; oggi ne dovrei pagare 100 di centesimi. C’è stato un incremento di 3.3 ben lontano dal 27 della Repubblica Italiana.

Mi sembra abbastanza chiaro. I nostri Governanti hanno usato i nostri soldi molto male; e poi si lamentano se i soldi finiscono oltre confine!

Siamo di fronte a un importante appuntamento elettorale. Tutti predicano molto bene. Quanti possono dire di veramente “amare la patria”?

Dipenderà dal nostro voto se quei quattro soldi che abbiamo ancora in tasca o potremo onestamente guadagnare, continueranno ad avere ancora un po’ di valore.

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Questo dipinto conservato nel Museo del Risorgimento a Genova, ritrae la partenza dei Mille da Genova Quarto oggi QUARTO DEI MILLE.

Peter Tetar van Elven

Questo quadro, oggi più che mai attuale è a Genova nel Museo del Risorgimento.

Troviamo questo quadro in questo francobollo del 1960:

Dal dipinto di "Tetar van Elven"

Mi piace riesumare questo francobollo. Mi rammenta che “Quei Mille”, dopo una sosta a Talamone, andarono direttamente a Marsala, in Sicilia che visitai gioiosamente nel 2006 e che per un certo periodo abitai proprio a Quarto dei Mille.

Il giro in Sicilia è accennato in questo articolo:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2011/06/16/il-francobollo-insegna-4/

Fummo anche a Marsala dove sarebbero sbarcati i garibaldini. C’è un piccolo monumento, poco più di un cippo col quale mi feci fotografare.

Nel periodo della mia vita in cui, in un certo senso, mi trovai a decidere la direzione della mia attività professionale, abitavo proprio a Quarto dei Mille. Da lì, ogni giorno, mi recavo nella Clinica dell’Università a svolgere la mia attività di “addormentatore”. Era un lavoro che poteva essere considerato prestigioso. Avevo la responsabilità anestesiologica di una clinica universitaria ma ero burocraticamente un semplice assistente. L’assistenza “logistica” (es: trasfusioni urgenti di sangue) e gli “ambienti” (Sale Operatorie e uffici) nei quali si “operava” non erano assolutamente all’altezza della parola altisonante UNIVERSITÀ.

L’Istituto universitario era in un padiglione costruito fra il 1911 e il 1923. Non era rinnovato; era adeguato. La sala operatoria dove venivano eseguiti gli interventi chirurgici si trovava a qualche centinaio di metri di distanza, per cui l’operando, ma soprattutto l’operato veniva trasportato al letto di degenza con l’autoambulanza. Fu in quel periodo che, dopo aver conosciuto uno strano marchingegno sovietico, ELECTROSON, che poteva produrre un positivo rilassamento, conobbi l’esistenza reale della medicina complementare.

Vi ho mostrato il francobollo del 1960 raffigurante l’imbarco dei garibaldini a Quarto. Le poste non sono state a dormire e hanno fatto uscire altri francobolli.

Nel 2010 hanno emesso un foglietto coi vari momenti della Spedizione dei Mille.

Foglietto del 2010

Il francobollo in alto a destra mostra lo sbarco a Marsala da un dipinto di Anonimo conservato nel Museo Storico di Bergamo.

SBARCO A MARSALA - Museo Storico di Bergamo

Marsala è un nome altisonante che ci ricorda quel vino particolare e unico che porta lo stesso nome. Vicino a Marsala si può vivere lo spettacolo unico delle saline.

Non so se i mulini a vento che si possono vedere sono ancora funzionanti. È indubbio che le saline, passando in automobile, sono un bellissimo “panorama”.

Il francobollo dello sbarco a Marsala

Si può vedere che il francobollo è stato preso pari pari dal dipinto, ma ne è stato tagliato un pezzo; probabilmente per esigenze di formato.

Voglio però mostrarvi una vecchia cartolina col monumento dello scoglio di Quarto.

È una vecchia cartolina che dimostra come la strada principale passasse molto vicino al monumento. Bellissimo quel vecchissimo tram.

Quarto - Monumento ai Mille - Cartolina del 1933

Purtroppo i tram, a Genova, sono scomparsi e le nostre Poste fanno usare sempre meno i francobolli.      

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