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Posts Tagged ‘infanzia’

Quasi tutti coloro che hanno avuto un’infanzia più o meno normale ricordano un parente che, quando erano a letto raccontava loro una favola o una storiella.
Da qualche anno ho la gioia di essere nonno.

Proprio come nonno mi son trovato spesso con un libro fra le mani, i nipotini seduti ai miei lati e il piacevolissimo dovere di leggere e raccontare. Proprio per loro comperammo in Russia e in Norvegia due libri di favole locali.

La lettura della favola o della storiella, grazie anche alle illustrazioni, stimola l’impazienza del nipotino che vorrebbe saperne di più e vorrebbe arrivare presto alla fine. Mentre si legge, il nipotino cerca di girare la pagina per poter sbirciare le illustrazioni seguenti. Quando leggo loro le favole o le storielle cerco, col tono di voce, di dare maggiore risalto o drammaticità o ilarità ai momenti particolari che si presentano. La lettura non deve essere come le letture di certi discorsi di certi politici. Non deve essere piatta. E questo piace molto e fa ridere o sorridere.

Se una lettura è stata di particolare interesse, può accadere che, all’arrivo in casa del nipotino, si venga con affettuosa violenza requisiti per rileggere o continuare a leggere. Il leggere diventa anche un raccontare che stimola la fantasia del piccolo.

Qualche volta, dopo aver stimolato la fantasia, col nipotino sulle ginocchia, cerco sul computer la figura che ci interessa. Alle volte il dolce peso è dei due nipotini; tutto questo per aiutare la fantasia.

In ultima analisi, tutto questo discorso dimostra quanto siano interessanti le storielle a patto che ci sia il contatto umano… anche solo verbale.

Stiamo perdendo questo contatto umano? Andiamo verso un contatto solo… elettronico?

Sono arrivato a fare queste considerazioni dopo aver visto sulla SETTIMANA ENIGMISTICA questa vignetta:

Oserei pensare che anche in questa vignetta c’è qualcosa di terribilmente vero. Oggi non possiamo sorridere al pensiero che in futuro potrà essere proprio così.

E temo proprio che in futuro sarà così se già oggi, a quanto mi dicono i giovani, nelle ditte i vari dipendenti comunicano fra di loro a mezzo E-Mail. Penso che anche nel lavoro sia importante comunicare guardandosi negli occhi.

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