Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Italia’

Qui a Lugano, proprio in riva al lago, c’è un bel parco… si chiama PARCO CIANI. Quando è bel tempo vi arriva il mondo… di tutte le età.

Era da molto tempo che non ci andavo; l’occasione è arrivata assieme a mio cognato con moglie. 

In quattro, consorti comprese, siamo andati a passeggiare e a godere di un sole quasi primaverile.

Ho potuto fare qualche fotografia.

Dapprima la statua del Socrate morente.

SOCRATE

Naturalmente non ho potuto non ricordare quanto scrissi nel 2010:

EVVIVA SOCRATE

La saggezza di quell’uomo sarebbe molto utile anche oggi.

Camminando con serena tranquillità, il mio occhio è stato catturato da un componente vegetale di grande bellezza che avevo fotografato in passato.

L’ho soprannominato l’”Albero con le palle”

Chissà se è un albero che sa il fatto suo? Quanti di noi sono come una banderuola e seguono pedestremente la corrente, quante donne le hanno… le palle!… e sono anche molto brave… e m’inchino di fronte a certe loro capacità… 

Se dovessimo parlare di ciò che oggi ci circonda dal punto di vista logistico…

In Italia poi i colori che cambiano continuamente… di Regione in Regione sembra di giocare col caleidoscopio… anche l’intensità è importante… del colore.

Non importa… “Loro” sì che fanno le cose giuste… non bisogna criticarli… lo fanno SEMPRE per il bene dell’Italia e degli italiani… SEMPRE e solo… proprio SEMPRE.

Poi ho potuto fotografare una bottiglia galleggiante nel lago… sicuramente è una bottiglia speciale… è una bottiglia artistica.

Bottiglia artistica

Che strano quello che mi è capitato facendo questa fotografia! Ho fotografato un comune italiano. Guardando bene la foto in alto a sinistra, si può vedere molto sbiadito per la foschia l’abitato di Campione d’Italia.

Ne scrissi nel 2017 se qualcuno avesse voglia di “divertirsi”.

TELEFONI, LETTERE, FRANCOBOLLI e… BUCHE 13 – CAMPIONE D’ITALIA

Quello che oggi dovrebbe destare il nostro interesse è che questo comune italiano completamente circondato da territorio svizzero, fino al 2018 aveva un casinò perfettamente funzionante… brutto architettonicamente, ma funzionante. Era uno dei 4 casinò italiani.

Accadde che nel 2018 gli fu permesso di fallire per cui, in un certo senso, partecipò a questo fallimento tutta la popolazione. Tutto ruotava attorno alla Casa da Gioco e tutto cominciò ad essere depresso. Sembra che il Governo centrale di Roma si sia dimenticato che c’era un problema importante da risolvere. D’altra parte non può essere grave se dall’oggi al domani un certo numero di famiglie di un piccolo comune si ritrova di colpo senza sostegno economico!!!

Continuando il nostro giro, incontro dei colori meravigliosi spuntati da un terreno piuttosto sassoso.

CROCUS

Non sono belli?

Com’è fantastica la natura che riesce anche a stupirci… sì a stupirci con questi meravigliosi colori che saltano fuori dal terreno quando gli alberi sono ancora spogli per il “letargo” invernale.

La natura però dovrebbe anche stupirci in altre occasioni come quella che, da un anno a questa parte, sta sconvolgendo il pianeta.

Siamo arrivati sconvolti ai primi mesi del 2021 dopo aver colorato l’Italia a pezzettini e dopo un anno di errori e pretese di padreternismo tanto da parte dei politici quando da parte dei tecnici… ivi compresi i medici.

Sono arrivato a questa conclusione dopo aver potuto fotografare in un angolo del Parco Ciani anche questa statua del 1850… 

L’autore è Vincenzo Vela morto nel 1891… LA DESOLAZIONE.

LA DESOLAZIONE di Vincenzo Vela

Ecco com’è ora l’Italia… e anche un po’ la Svizzera… e anche un po’ l’Europa e il Mondo. Sono riusciti i Grandi dell’Italia e i Grandi della Terra a portare la “desolazione” ad ogni pié sospinto con la presunzione di combattere la natura.

La desolazione è scesa nei nostri cervelli… ci hanno ottenebrato e annebbiato il cervello a suon di tamponi, vaccini, chiusure, divieti, mascherine, distanze, ecc. e ci hanno fatto credere che i sacrifici tradotti in terrore, disoccupazione e povertà ci salveranno la pelle.

Ogni tanto i padreterni del Globo, da un giorno all’altro, cambiano radicalmente idea e tutto quanto prima era potabile diventa di colpo letale… e viceversa.

CHE DESOLAZIONE sono riusciti a produrre… 

Un tempo si diceva: “NON FATE L’ONDA”.

Oggi si dice: “Non fate l’ONDATA”… una dopo l’altra arriverà.

Read Full Post »

Questo succede in Svizzera, ma penso che accada anche altrove.

Ho letto sulla rivista della Cassa Malati Helsana che, lentamente chi dovrà essere curato, sarà curato, sempre di più ambulatoriamente. Il paziente sofferente dovrà soffrire sempre di più fra le pareti domestiche.

E gli ospedali? Gli ospedali ci saranno sempre di più per gratificare chi ci lavora dentro? Forse.

Ecco cosa si può leggere in questo specchietto:

Da HELSANA

Da HELSANA

Prendiamo in considerazione la “banale” tonsillectomia. Oggi la tonsillectomia è una operazione che può essere fatta bene. A me le tonsille furono “strappate” con lo Sluder (che è uno strumento credo obsoleto) senza alcun tipo di anestesia. Non so ancora se si usava così o se si faceva così perché c’era la guerra.

da Helsana

da Helsana

Lo ricordo bene. Mi fa male ancora adesso.

Oggi è un’operazione che può avere anche dei “problemini” postoperatori per cui sarebbe meglio stare in ospedale con la giusta assistenza.

Ma l’assistenza dovrebbe essere non solo per chi viene tonsillectomizzato, ma anche per i parenti che si trovano a dover sorvegliare una situazione assolutamente fuori dall’ordinario.

C’è un altro intervento che diventerà ambulatoriale: L’ernia inguinale.

Helsana - Ernia inguinale

Sono d’accordo sul fatto che l’intervento potrà essere fatto in anestesia locale, ma è un intervento chirurgico addominale; e tutto può succedere! I parenti possono venir istruiti molto bene, ma dopo l’operazione c’è il dolore da gestire e la ripresa della funzionalità intestinale e, alle volte, la difficoltà a orinare. Finché va tutto benissimo e il paziente sopporta bene il dolore, la situazione è gestibile, ma appena qualcosa non va entra in crisi un’intera famiglia. L’ospedale non c’è mica solo per rattoppare. L’ospedale è per curare e lenire le sofferenze… e non deve guadagnare; è, e dovrebbe essere al servizio della popolazione e non al servizio di chi ci lavora dentro e possa diventare presuntuoso come chi crede di gestire la vita degli altri.

E poi c’è l’alluce valgo. Sembra un intervento banale… e forse lo è per chi lo sa fare.

Helsana - Alluce valgo

Ma è un intervento che fa male. Quando se ne va l’effetto dell’anestesia… fa male; e se si è in ospedale sorretti da personale qualificato è più facile gestire il tutto.

Ma insomma! In Svizzera si paga fior di quattrini per la Cassa Malati, e, essendo la Cassa Malati un’Assicurazione, vuole guadagnarci. E l’Ospedale? Anche lui vuol guadagnare. Ma perbacco bisognerebbe mettersi nella testa, anche e soprattutto in Italia, che l’Ospedale è al servizio della popolazione… perché la popolazione paga allo Stato e lo stato deve provvedere anziché prendere in giro tutti con discussioni inutili.

Il popolo ha diritto di essere curato; curato per bene e cioè nel modo migliore.

Finché il cittadino non capirà che è lo Stato al servizio del cittadino, continuerà a subire le sevizie di un servizio… al servizio del soldo superiore.

Il cittadino deve difendersi e deve reagire; ma deve farlo finché si trova in uno stato di buona salute. Se aspetta a farlo quando è malato e ha bisogno di cure… è troppo tardi.

Read Full Post »

C’È SEMPRE UN VINCITORE

L’altro giorno fu per l’Italia un grande giorno.
Erano tutti contenti… o quasi… o no?

Finalmente l’Italia ha un Governo!

Ma come mai ha un Governo?

Ha un Governo perché  f i n a l m e n t e  sono riusciti a mettersi d’accordo.

Lui comanda e gli altri dicono di sì.

Chi è Lui?

IL CAVALIERE D’ITALIA!

IL CAVALIERE D'ITALIA

IL CAVALIERE D’ITALIA

Lui è il vero vincitore; quello che sembrava morto; che sembrava finito; che sembrava non avesse più niente da dire.

Read Full Post »

Nell’Articoletto 17 sviluppai in parte la paura dello scolaro terminando con un ricordo veramente amaro e cioè il titolo di un tema che mi distrusse: PERCHÈ AMO L’ITALIA.

La Guerra, quella Guerra Mondiale che distrusse vite umane in ogni angolo del pianeta e che ci dimostrò, forse per la prima volta, che a far le spese di un conflitto non sarebbero stati solo gli eserciti ma soprattutto gli inermi civili, era finita da poco più di un anno.

A quei tempi, coll’Aviazione che arrivava dappertutto nessuno riusciva più a sentirsi tranquillo e, in qualunque momento, era possibile sentire sulla propria testa il rombo di un aereo unitamente alla “musica” del mitragliamento.
Accadde a mio padre che solo per pura fortuna, o grazie a coincidenze particolari, riuscì a rincasare dal lavoro. Era ancora sul tram quando il suono dell’Allarme consigliò al manovratore di fermarsi. Mentre la maggior parte dei viaggiatori scendeva e si dirigeva correndo verso i “rifugi” poco lontani, mio padre, che vide sopra la propria testa il primo aereo in picchiata, preferì scendere nello scantinato di una casa diroccata e pericolante da un precedente bombardamento.

il bombardamento più sanguinoso, più perverso, più inutile della storia... QUELLO DI DRESDA

Cercò di considerare la “stabilità” dei muri ancora esistenti e attese, con calma apparente, che la “musica bellica” si allontanasse.
Quando, sano e salvo, riemerse dalle profondità dello scantinato si rese con raccapriccio conto che tutti quelli che avevano tentato di raggiungere il rifugio, erano tragicamente morti sotto le bombe sganciate da quel primo aereo in picchiata.

Accadde all’amico medico di mio padre. Lo incontrò vicino alla fermata del tram. Erano in periferia; il medico, che era poi un cattedratico dell’Università doveva andare in centro. Anche per lui il mezzo di locomozione normalmente usato era il tram.
A questo punto può essere necessario ricordare al lettore che a quei tempi fatti di paure, privazioni, stenti, morti e sofferenze, incontrare un buon conoscente col quale poter scambiare quattro chiacchere, era l’equivalente oggi di una allegra cena con amici. Quei tempi terribili obbligavano ogni giorno a “lottare” per sopravvivere.
Noi bambini non ci potevamo rendere conto di quanto potesse essere difficile e problematico arrivare al giorno dopo. Per noi era la normalità… Eravamo cresciuti in questa normalità…
Mentre mio padre chiaccherava amabilmente con quel medico, ecco arrivare il tram. Il medico si congeda e sta per salire sul tram, quando mio padre, riesce insistentemente a prolungare le chiacchere. “Ma prenda il prossimo tram. Di questi tempi è così difficile e raro potersi scambiare pensieri positivi!”. Il medico accettò e salì sul tram seguente.
Quando mesi dopo i due ebbero occasione di incontrarsi, le prime parole che quel medico disse a mio padre, furono:”Lei mi ha salvato la vita!”. Naturalmente mio padre “cascò dale nuvole” e chiese spiegazioni. “Ricorda quel giorno in cui ci trovammo affabilmente a chiaccherare e lei mi “impedì”, per continuare la nostra conversazione, di prendere il primo tram? Ebbene quel tram si trovò “vittima” coi suoi occupanti di un improvviso bombardamento nel quale morirono molte persone”.
Naturalmente mio padre fu felice di apprendere una siffatta positiva coincidenza.

Quella Guerra da poco finita, finì grazie anche, o probabilmente grazie all’intervento dei partigiani. L’operato dei partigiani non era innocuo e neppure all’acqua di rose. In certe situazioni fu determinante per il futuro dell’Italia. Era però, in molte occasioni, fonte di “attriti” fra gli italiani, di tale intensità, per cui l’odio faceva da padrone e infiammava gli animi più del patriottismo.
Le fucilazioni sommarie di appartenenti alle fazioni opposte erano all’ordine del giorno e i cadaveri sparivano nel nulla, si diceva negli alti forni.
Nessuno sapeva che Yalta aveva segretamente decretato in che zona di influenza sarebbe finita l’Italia.

I GRANDI DELLA TERRA NEL 1945

Nenni e Togliatti avevano ricevuto il Premio Stalin e Genova aveva, se non vado errando, un sindaco Comunista.

Il sottoscritto, dopo l’esame d’ammissione, fu mandato a scuola dai Gesuiti che, anche se deputati a predicare l’amore, non andavano molto d’accordo coll’ideologia marxista.

Ero approdato alla prima media dopo aver “riparato” il tema di italiano. Dalle suore ero passato ai Gesuiti perfettamente allineati all’onestà e alla carità ma sempre a fare i conti con “ENTRATE e USCITE”.

Non vi so dire se fu per necessità economiche o per superficialità, il prof mio di lettere era alle prime armi. Ce la metteva tutta ma aveva sicuramente scarsa esperienza e aveva dimenticato di considerare che i suoi alunni erano usciti da poco da una guerra devastante… anche per gli animi e la coscienze.

Un ragazzino della mia età che aveva visto o sentito di morti assurde e che si era trovato a convivere coll’odio che animava quelle coscienze, che dapprima fasciste avevano “dovuto” convertirsi, come poteva considerare la terra nella quale viveva?  Può solo essere soddisfatto se può continuare a mangiare decentemente e se non è costretto da assurdi divieti. In poche parole se può assaporare un poco l’essenza della libertà.

In questo contesto, già allucinato e terrorizzato dall’incapacità di fare i temi, mi ritrovai a dover fare un tema così: PERCHÈ AMO L’ITALIA.

Non sapevo neppure cos’era esattamente l’Italia. Ne conoscevo un po’ la geografia grazie alle gigantesche carte murali delle aule.

Forse quelle carte, fra l’altro, includevano ancora la VENEZIA GIULIA fino a Pola!

Che ne sapevo se amavo l’Italia! Dovevo amarla? Cos’era l’Amore dopo tanto odio?

LA PAURA

Mi prese intensa e paralizzante la PAURA. Quell’incompetente prof mi aveva costretto, ancora una volta, ad aver paura per uno stupido tema. Per fortuna che la paralisi (la paura paralizza) mi permise di salvare quelle cellule cerebrali che mi consigliarono di mimare un malessere.

Un malessere, vero o falso, onesto o diplomatico, non importa di che tipo, mi salvò da un pessimo voto.

Era il voto la parte più importante della scuola… non era la possibilità di apprendere!

La possibilità di apprendere dovrebbe essere parte integrante della scuola. Bisognerebbe inculcare negli insegnanti la priorità di essere interessanti con le loro materie. Insegnare tanto per farlo o, ancor peggio, tanto per averlo fatto può creare paure e resistenze tali per cui nulla riuscirà a dissiparle.

Mi sono sempre trascinato la “paura” per ogni esame.

Possano gli insegnanti crearsi un punto di vista diverso nel valutare l’alunno svogliato, fannullone o menefreghista!

Read Full Post »