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Posts Tagged ‘Lugano’

Non sanno più come fare a “prendere” i soldi alla gente.

Sto parlando delle ferrovie svizzere e di quelle italiane.

Parliamo prima di quelle svizzere SBB CFF FFS.

Un tempo se si doveva partire e si voleva andare in treno, si andava alla stazione, ci si metteva in coda e si comperava il biglietto.

Se il biglietto era internazionale per l’Italia vi davano un biglietto (uno solo), anche andata e ritorno e valevole due mesi. Credo di non sbagliarmi ma la tariffa per l’estero includeva il cosiddetto SUPPLEMENTO RAPIDO.

Oggi? Oggi è un po’ più complicatissimo e più dispendioso.

Per la componente italiana ve lo dico dopo. Ora esaurisco la componente svizzera facendovi vedere questo biglietto, se biglietto si può chiamare:

TASSA

TASSA

Questo non è un biglietto. È la ricevuta di 10 franchi svizzeri carpiti all’utente per il semplice fatto di aver chiesto, e regolarmente pagato, dei biglietti per l’Italia. Potete vedere: È scritto chiaro e si vede che la somma è stata carpita (o rubata?) dalla biglietteria della stazione di Lugano.

Semplicissimo: Vuoi un biglietto per l’Italia? Non mi basta se mi paghi il biglietto, devi pagarmi il fatto che io ti faccio il biglietto.

Ora vediamo in che modo TRENITALIA riesce a prender soldi all’ignaro cliente.

Se un tempo dovevo andare, per esempio , a Ventimiglia, col mio biglietto salivo sul treno, mi sceglievo un posto comodo e… arrivavo a destinazione. Se volevo fermarmi a Pavia o a Genova o a Savona potevo tranquillamente farlo e potevo, sempre tranquillamente, prendere un treno dopo. Il biglietto era valido 2 mesi. Potevo tornare quando volevo; l’importante non perdere il biglietto.

OGGI: Vuoi andare a Ventimiglia e fermarti un paio d’ore, o anche 4, a Genova per fare quattro chiacchiere con un parente? Puoi farlo; tutto si può fare; basta pagare. Ora infatti, con la scusa di darti il posto prenotato, ti obbligano a prenotare il posto e, contemporaneamente, già che ci sono, ti fanno pagare il supplemento che un tempo si chiamava rapido. Devi quindi prendere proprio quel treno; devi prendere quel posto lì vicino alle persone che, a loro volta, sono state obbligate a sedersi lì. Se fai una sosta a Genova e vuoi proseguire il viaggio potrai prendere un treno, ma proprio quello che avrai deciso prima, e solo quello. E per tornare? Anche in questo caso la zuppa è la stessa.

Succede però che, con tutte queste inutili e costose garanzie, la tratta Milano Ventimiglia con una sosta a Genova ti costerà 8 franchi in più della tratta Ventimiglia Milano senza sosta.

C’è un però. Oltre ad avere il posto assicurato, il treno è quasi di lusso, è sempre puntualissimo con delle Toilette “a prova di bomba” come questa fotografata durante questo costosissimo viaggio:

Sull'IC di TRENITALIA

Sull’IC di TRENITALIA

Ma i Dirigenti delle Ferrovie non si vergognano? Fanno pagare balzelli assurdi e non hanno nessun rispetto per il viaggiatore.

E L’EDUCAZIONE? FATE VOI!

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Iniziato a scrivere il 18 febbraio 2011
Ieri, esattamente ieri ho dovuto andare a Milano… e non per divertimento.
Non ero solo ma con la madre di due bimbetti.
La partenza da Lugano alle 9.48 col treno exCisalpino ci permette di arrivare a Milano in perfetto orario.
Relativamente al ritorno optiamo per il treno in partenza da Milano alle 17.10 con arrivo a Lugano alle 18.13 (stando a quanto scritto sul biglietto). Potremmo optare per il treno in partenza da Milano alle 16.10, ma essendo la percorrenza di mezz’ora in più… e dovendo cambiare a Chiasso…

Biglietto "EuroCity" Milano Centrale - Lugano

Si sale sul treno a Milano alle 17.05. Con nostra sorpresa ci accorgiamo che la composizione del treno non è quella che dovrebbe essere, ma normali vagoni per cui a Chiasso sarà necessario cambiare locomotore. Pensiamo che il cambio di composizione sia causata da un guasto improvviso. Succedeva abbastanza frequentemente ai convogli exCisalpino.
A Chiasso il treno rimane fermo quel tanto che basta per accumulare più di 35 minuti di ritardo.
Alle mie rimostranze alla controllora mi son sentito dire che “per un po’ di giorni sarà così e che anche l’odierno ritardo era previsto”. Quindi, quando alla mattina acquistai il biglietto, già la biglietteria avrebbe potuto (o dovuto) dirmelo. Saremmo tornati col treno precedente e avremmo addirittura risparmiato sul prezzo del biglietto. Abbiamo infatti pagato un biglietto EuroCity, su un treno normale.

Come dovrebbero essere gli EuroCity:

velocità commerciale maggiore di 90km/h

servizio ristorante

CARROZZA RISTORANTE D'ALTRI TEMPI

carrozze con aria condizionata

fermate di solo 5 minuti massimo, 15′ per motivi tecnici

controllo doganale sul treno quindi senza una lunga sosta alla frontiera

personale bilingue.

3 di questi 6 requisiti erano sicuramente assenti. Il personale italiano forse era bilingue; in ogni caso non s’è visto e non è passato a controllare i biglietti.

I bimbi della Signora che viaggiava con me hanno dovuto aspettare 35 minuti in più. Poco male; se si considera però che l’onestà della biglietteria ci avrebbe fatto optare per il treno precedente…
Piccolo particolare: In questa zona della Svizzera si cerca sempre di dare la colpa alle Ferrovie italiane. Questa volta, non solo Trenitalia ha funzionato alla perfezione, ma ritardo e oserei dire, mancanza di onestà (o se preferite maleducazione e menefreghismo) tutto a carico degli svizzeri.

Ogni favola ha la sua morale.

Questa non è una favola ma ha una sua morale che potrebbe essere un lamento da sofferenza “gratuita”.

Mi lamento non tanto per i due bimbetti che hanno aspettato la Mamma un po’ di più, quanto per il comportamento sprezzante e irriverente di chi gestisce i servizi pubblici.

Da anni si “pretende” di propagandare l’uso dei mezzi pubblici. Si parte dall’effetto serra e si arriva all’inquinamento delle città con blocco totale domenicale della circolazione privata.

La componente tragica è che hanno ragione quelli che propagandano l’uso del mezzo pubblico. Hanno talmente ragione per cui, quando posso, uso il mezzo pubblico. Ma se seguo il consiglio avrei o no il diritto di non essere truffato? Avrei o no il diritto di essere consigliato a dovere? O, gonzo, divento un pollo da spennare e da maltrattare?

Non mi indigna il fatto di essere arrivato in ritardo, mi indigna il fatto che, sul treno con moltissimi viaggiatori, praticamente nessuno ha protestato. Eppure tutti sono stati truffati. Ma non era una situazione di forza maggiore; era perfettamente previsto. Era una truffa prevista!

Il popolo dei viaggiatori è diventato veramente “bue“? O sono tutti delle “pecorelle“?

Pecorelle?... Non come queste!

Oggi tutti i cori (forse è una moda) ci sono per mandar via Berlusconi!

E il resto si aggiusta da solo?

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È arrivato e passato il Santo Natale. Dicono che a Natale siamo tutti un po’ più buoni e quindi siamo tutti più sereni… e speranzosi!

La speranza ci spinge a essere ottimisti nei riguardi del funzionamento dei mezzi pubblici. Speriamo di soffrire meno?

Come avete potuto leggere nelle
CONSIDERAZIONI 3
Ho scritto all’Azienda dei servizi pubblici di Lugano (TPL). Naturalmente non mi hanno risposto. Non mi aspettavo una risposta. Mi trovo però a fare alcune ulteriori considerazioni. Credo che queste considerazioni siano estensibili a tutti i disguidi di o da mezzi pubblici. Quel “disguido”, per cui mi sono trovato a dover attendere, mentre nevicava, un Bus circa 40 minuti anzichè massimo 10, non dovrebbe accadere specialmente se la nevicata fu annunciata in modo quasi preciso. I dirigenti del traffico avrebbero dovuto prendere i necessari provvedimenti. Certo se l’utente si trova a dover attendere il mezzo qualche minuto in più non è la fine del mondo. Se l’utente deve attendere molto, sotto la neve, forse si ritrova infreddolito e potrebbe anche dover ricorrere a cure non previste…
Se poi non è più giovanissimo o ha superato l’età dei sessantacinque anni? O ha dei problemi di salute?
Se ha dei problemi di salute se ne stia tranquillamente a casa, potrebbero dire i suddetti dirigenti, ma se i problemi di salute sono tali per cui può tranquillamente muoversi, anche perchè potrebbe averne la necessità, quei dirigenti che hanno incassato il prezzo del titolo di trasporto, fanno finta di niente e si guardano bene dallo scusarsi. A questo punto non mi rimane altro che chiedermi: “Se I dirigenti hanno sbagliato, perchè deve essere l’utente a pagarne lo scotto?”

Ho trovato una definizione di scotto:

Quel che si deve dare in cambio di qualcosa

Se paghiamo il prezzo di un titolo di trasporto dobbiamo avere in cambio l’essere trasportati secondo determinate “promesse” che troviamo sugli orari. Se le “promesse” vengono disattese dovremmo aver diritto ad un risarcimento di quanto pagato per il titolo di trasporto. E perchè non un risarcimento dei danni subìti? Perchè “chi non è interessato a fare il proprio dovere ma reclama a fine mese lo stipendio” può praticamente, al massimo (come accade nelle Ferrovie Svizzere), scusarsi per il “disguido”?
Non vogliamo assolutamente esagerare se consideriamo certi “disguidi gratuiti” al limite del codice civile o addirittura penale. Per “gratuiti” intendo i diguidi causati da imperizia dirigenziale o da insufficiente manutenzione.
La sofferenza del viaggiatore non deve essere sottovalutata. Da una semplice “sofferenza” causata da un “disguido gratuito” si può arrivare al ricovero.

E allora?

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