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GIOIA, MODERAZIONE E QUIETE CHIUDONO LA PORTA IN FACCIA AL DOTTORE.

Chi ha scritto queste parole? Qualcuno che ce l’aveva a morte coi medici? Non credo. A scriverlo fu Henry Wadsworth Longfellow

LONGFELLOW

Questo simpatico barbuto signore morto nel 1882 era un poeta Statunitense.

Fu, tra l’altro, promotore del “Circolo Dante” atto a promuovere la conoscenza della DIVINA COMMEDIA negli Stati Uniti.

Quest’uomo, con questa bella barba bianca, famoso anche in Europa, ebbe alcuni momenti della vita difficili e tristi. La moglie morì dopo essersi paurosamente ustionata. Anche lui si ustionò particolarmente in faccia dopo che tentò di spegnere le fiamme che avevano avvolto la moglie.

In seguito a quelle ustioni sul viso, non gli fu più possible radersi. Questa è la ragione per cui è conosciuto con quella fluente barba.

Analizziamo ora queste tre parole da lui scritte: Gioia, moderazione e quiete.

Francobollo degli Stati Uniti dedicato a LONGFELLOW

Non vi sembra di leggere quanto scriveva la Scuola Salernitana?

O ha copiato o, molto probabilmente, dopo aver constatato le difficoltà della vita, si è reso conto di questa possibilità.

La possibilità cioè di non dover chiedere aiuto alla medicina.

La GIOIA dovrebbe essere in noi predominante… anche nel lavoro. 

Questo del lavoro collegato alla gioia potrebbe essere lo spunto per molte righe. Quante persone fanno un lavoro che piace? O sono di più le persone che si sentono obbligate a fare un lavoro che non piace? O addirittura manca la voglia di “fare” e, per giunta si deve fare ciò che assolutamente non piace?

Se poi prendiamo in considerazione il modo di dire:

“IL LAVORO NOBILITA L’UOMO E LO RENDE SIMILE ALLA SCIMMIA”

risulta allora chiarissimo che la gioia va a farsi friggere e il medico si ritrova pronto a suonare il campanello di casa.

Non prendo qui in considerazione altre “penurie” di gioia frequentissime in molte economie domestiche e… altrove.

La MODERAZIONE dovrebbe far parte delle regole di vita di ogni giorno. Moderazione nel mangiare, nel bere,

Moderato nel bere? (da Biffivarese)

nel fare sport, nel fare il tifo alla squadra del cuore, nell’andare a letto tardi, ecc. Sarebbe, a dir poco, meraviglioso se anche i nostri politici fossero “moderati” nell’insultarsi e gli scontenti della popolazione fossero altrettanto moderati nell’insultare il politico che considerano colpevole.

È inutile dirlo, la mancanza di moderazione apre lentamente la porta al medico.

La QUIETE è una fantastica componente del nostro “vivere”. Appunto! Se vogliamo vivere, ogni tanto, almeno ogni tanto, abbiamo bisogno di quiete.

LA QUIETE

Eppure, nell’arco della giornata la vera quiete è diventata un miraggio. Dobbiamo sempre correre; dobbiamo sempre confrontarci con problemi di ogni genere; dobbiamo “arrivare alla fine del mese”; dobbiamo, dobbiamo, dobbiamo…

L’assurdo è che, quando finalmente crediamo di essere immersi nella quiete, siamo letteralmente attraversati e “violentati” da infinità di onde più o meno elettromagnetiche (radio, televisione, telefonini, radar, autovelox e odio) o addirittura “onde” nucleari.

Noi non ce ne accorgiamo. Siamo nel silenzio più assoluto ma una quantità inimmaginabile di “telefonini” attraversano l’aere e infestano il nostro sistema energetico. Perché, ogni tanto, non spegniamo questo benedetto telefonino e passiamo solo 24 ore senza inviare SMS?. Sarebbe possibile ugualmente continuare a vivere? Vogliamo proprio, a tutti i costi che il medico trovi spalancata la porta di casa nostra?

E perché non “stimolare e inquinare” l’atmosfera con sentimenti d’amore?

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