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Ero col mio nipotino, il più piccolo. Dopo una passeggiata sul Lungolago di Lugano, stavamo aspettando il Bus.

LUNGOLAGO DI LUGANO

Lui molto contento di essere col Nonno, ma ancor più contento di essere trasportato dal Bus (non Autobus!).

Ho cercato, durante la passeggiata, di insegnargli che bisogna attraversare sulle striscie pedonali e che, se c’è un semaforo, bisogna sempre attraversare quando è verde.
Purtroppo la maggior parte degli adulti di Lugano e circondario sono daltonici e attraversano senza rispettare il verde.

Da Wikipedia: Il daltonismo consiste in una cecità ai colori, ovvero nell’inabilità a percepire i colori (del tutto o in parte). È un difetto di natura prevalentemente genetica. Tuttavia, può insorgere anche in seguito a danni agli occhi, ai nervi o al cervello e persino in seguito all’esposizione ad alcuni composti chimici.

Purtroppo la moltitudine di daltonici che ci circondano, per lo più adulti e di ceto anche medio-alto, rende difficile insegnare a un bimbo un principio di educazione molto importante.

E poi ci lamentiamo se, sul treno, mettono le scarpe sui sedili o se al ristorante all’aperto ci gettano il fumo di sigaretta nel piatto!

Mentre aspettavamo il Bus, comodamente seduti su una panchina, vicino ai nostri piedi “passeggiavano” in cerca di cibo un piccione e un passerotto.

PASSEROTTO

Il mio nipotino, nel considerare la grandezza dei due volatili, mi chiede se uno è il papà e l’altro il figlioletto.

Meravigliosa e simpaticissima constatazione!

Cercai naturalmente di spiegargli che non era proprio così ma che ogni volatile ha la sua taglia; che esistono uccelli molto piccoli e uccelli di grandi dimensioni.

È in quell momento che la mia memoria, purtroppo non più lucidissima mi porta sul Lago di Costanza nel piccolo giardino dei miei nonni dove mio Nonno su una sedia a sdraio e con le gambe accavallate metteva un “pizzico” di burro sulla punta della scarpa e aspettava l’uccellino che veniva a mangiare.

L’uccellino era una Cinciallegra, della grandezza di un passero.

CINCIALLEGRA

Ricordo la circospezione con la quale si avvicinava, mangiava il burro, e poi, soddisfatto volava via.
Non ero abituato a vedere uccellini così vicini a noi umani. Da noi, in Liguria si usava cacciare un certo tipo di volatili; ricordo con certezza la “gioia” del cacciatore che mostrava cardellini e lucarini morti. Non c’era molto da mangiare…
Oggi mi rattristo al pensiero di quei multicolori frutti del creato uccisi con spirito guerresco.
Eppure credo che, ancora oggi, in certe zone d’Italia, certi uccellini con la polenta sono una leccornia.

QUANTI PICCOLI "OSEI"!

Mi sembra una vera crudeltà per soddisfare certi palati sedicenti fini.

Comunque negli umani la “crudeltà” c’è molto sovente e alle volte “gratuita”.
Ricordo i miei coetanei cacciatori di lucertole! Con fili d’erba particolare riuscivano, producendo un cappio, a prendere la lucertola impiccandola. Non riesco a comprendere la “goduria” di certi comportamenti.

LUCERTOLA

Da parte mia, mi divertivo a dar loro lo zucchero. Sulla punta di una canna tagliata a “becco di flauto” si metteva un po’ di zucchero. Avvicinandosi lentamente alla lucertola colla punta della canna vicino alla testa, appena la lucertola percepiva la presenza dello zucchero, anzichè scappare, lo mangiava.

Quarchedundepegi

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