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Posts Tagged ‘telegiornale’

Cari Dirigenti delle Poste Italiane,

Ho sentito dal Telegiornale che volete aumentare ancora le tariffe postali. Ma non siete mai sazi?

Perché, prima di aumentare le tariffe, non fate in modo che gli utenti non siano costretti a considerarvi dei ladri?

Ho spedito un plico un mese fa; ancora non è arrivato. Passi per quello che c’era dentro dato che avrebbe potuto essere anche carta straccia, ma sulla busta avevo messo € 3.20 di francobolli validi e, per quella cifra a voi versata, il plico avrebbe dovuto arrivare il giorno dopo. Il giorno dopo non era né sabato e neppure domenica. Era giovedì e non era neppure un giovedì festivo. Penso giusto se penso che mi avete rubato tre euro e venti centesimi? Penso quindi giusto se penso che siete dei ladri?

Non dovete pensare che sia l’eccezione… nossignori… perché succede spesso; e come succede. Succede anche in Svizzera; e là è l’eccezione.

Perché aumentate le tariffe? Per poter rubare di più? Volete adeguarvi all’andazzo italiano?

Vi auguro di cuore Buon Anno. Che il 2014 vi permetta di considerare che anche l’onestà porta qualche vantaggio.

Vostro Quarchedundepegi

quarchedundepegi@gmail.com

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Ho sentito ieri dal Telegiornale che al Colosseo hanno lasciato fuori per due ore i turisti che erano già in possesso del biglietto perché dovevano fare la riunione sindacale.

IL COLOSSEO

IL COLOSSEO

Come può essere vera una notizia del genere?

Ma non è neppure il primo giorno di aprile!

Ma allora non è vero che l’Italia langue se gli italiani sputano in faccia a chi ci vuol bene e viene da noi… o non si vuole amare la Patria?… e si cerca di affossarla?

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Sembra un pesce d’aprile! Peccato che ci è stato propinato come “sorpresa” pasquale.

Effettivamente la fantasia di Napolitano è inesauribile. Dopo più di un mese dal giorno in cui gli italiani hanno votato, ha pensato di chiedere lumi ai saggi; per la precisione 10. Contemporaneamente si è accorto che l’Italia ha ancora efficientissimo, si fa per dire, il Governo.

Quindi, tanto per cominciare, lo Stato, la Repubblica Italiana, quella realtà che ogni cittadino come me DEVE imperativamente rispettare, potrà, dopo aver “sbloccato” i miliardi, pagare i creditori che piangono da anni.

MA BISOGNAVA ASPETTARE L’INSUCCESSO DI BERSANI? NON SI POTEVA PENSARLO IN DICEMBRE 2012? 

Quando, al telegiornale, ho sentito la storia dei 10 saggi, ho pensato automaticamente agli Indiani del Nord America.

Da "Playmobil"

Da “Playmobil”

…e al fatto che in ognuno di noi c’è un “bambino” che ci permette o ci aiuta a giocare.

…o che avevano letto il mio articolo:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/11/28/considerazioni-6/

In ogni villaggio c’erano gli Anziani sicuramente più saggi e con maggiore esperienza. Forse erano gli Anziani che decretavano momenti particolari nella vita della tribù.

Ho trovato questa illustrazione. Non so se è “La danza della pioggia” che potranno arrivare a fare i 10 saggi di Napolitano.

È la danza della pioggia o la danza dell'EURO?

È la danza della pioggia o la danza dell’EURO?

Come si può pensare che 10 saggi (chissà perché fra i saggi di Napolitano non c’è neppure una donna) riescano a trovare il bandolo della matassa!

Mi sembra un’altra stupenda trovata per “MENARE IL CAN PER L’AIA”, e prendere in giro gli italiani.

L’economia piange, gli italiani piangono, Grillo grida, i Grillini dicono NO, Berlusconi e soci straparlano, il precariato impedisce agli italiani di vivere, ecc.

L’Italia non ha bisogno di 10 saggi. L’Italia ha bisogno di saggezza.

Abbiamo tutti visto cosa hanno saputo fare i TECNICI. Dobbiamo proprio aspettare di vedere cosa faranno i SAGGI?

Basterebbe interpretare i risultati delle recenti elezioni per sapere che direzione bisogna prendere. In medicina, se un paziente è febbricitante, si considera la “direzione della curva”, non solo la situazione del momento. Non si può fare qualcosa di simile anche nella “cura” di una Nazione?

Non abito più da molto tempo in Italia. Il mio cuore di italiano piange di fronte alla miopia di chi dice di agire “per il bene degli italiani”.

Anche la Medicina Accademica è miope e non accetta i cambiamenti e la necessità di usare la parola magica: “COMPLEMENTARITÀ”.

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