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Posts Tagged ‘terremoto’

SCRITTO IL 4 FEBBRAIO 2011

Ci sono “cascato” ancora una volta.

Ricordate?

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/12/14/


Quel piccolo, piccolo piccolo dolorino che diventa sempre di più e ti fa capire che potrebbe mettersi male si è fatto risentire, ha fatto nuovamente capolino.
È un “grazioso” sintomo che si fa sentire, da un momento all’altro, scatena tonnellate di adrenalina, mette in allarme tutte le reazioni possibili e impossibili, fa pensare a tutto ciò che è stato e potrebbe essere.
Sono rientrato, ancora una volta, da quell’ospedale. Ne ho varcato la soglia in entrata con la frustrazione più intollerabile che si detesta a piene mani, e ne sono uscito, indebolito e famelico (guai mangiare più di quel tanto) col sorriso che faceva tutto il giro del mio viso e della mia nuca.
Un piccolo crampo di un piccolo muscolo di chissà quale parte esatta dell’intestino, ha sconvolto ancora una volta il mio vivere quotidiano.
Quel piccolo crampo blocca ogni attività. Mi son trovato ancora una volta a mettere in pratica ogni soluzione possible e immaginabile per evitare anche la frustrazione delle persone che mi stanno intorno. C’è la consapevolezza che nelle prossime ore (o giorni) sarà necessario cambiare o modificare ogni programma.
In quel momento ci si rende conto di quanto sia effimero il nostro vivere e quanta fortuna si ha quando si riesce a dare consistenza ai propri programmi.
Questa volta il Pronto Soccorso si è comportato nel modo migliore, un po’ meno per il fatto che mi ha tenuto posteggiato 4 ore su una barella; nel frattempo mi ha però soccorso in modo ottimale. Bisogna sottolineare, anche se potrebbero essere eccezioni, i lati positivi del nostro prossimo.
Le ragioni, a caldo, di questo scritto sono 2.
La prima ragione è che l’ho scritto particolarmente per me, per sottolineare quei momenti terribili di smarrimento quando mi sembrava che tutto fosse sotto controllo.

OSPEDALE - MEDICI SENZA FRONTIERE

La seconda ragione riguarda tutte quelle persone che sicuramente soffrono o hanno sofferto molto più di me in quegli ospedali improvvisati dopo calamità piò o meno naturali. Hanno, o hanno avuto, grazie a ONG o altri, un minimo di assistenza e cure, ma mai in modo ottimale come dovrebbe essere nel 2011.
Questa seconda ragione, anche se ha fatto più volte capolino in me, mi è stata suggerita da un filmato su Haiti… UN ANNO DOPO IL TERREMOTO.

EMERGENZA COLERA

Meriterà un articolo a parte.

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