Il 19 settembre 2025 fu nuovamente vandalizzata a Genova la targa intitolata alla giovane NORMA COSSETTO… pare a firma di un gruppo « Genova Antifascista ».

da GenovaQuotidiana
È un fatto che trovo veramente « disdicevole », quasi puerile, prendersela con un personaggio del passato che, dopo essere stato seviziato e torturato, è finito, probabilmente ancora vivo, in una foiba.
Ancora una volta sono stato colpito dalla parola, ormai abusata, « antifascista ». Ho pensato che non è necessario essere antifascista… e neppure anticomunista. È sufficiente, come accade a me, non essere fascista e neppure comunista… ho conosciuto da bambino i danni del fascismo e ho visto i danni del paradiso comunista.
Devo però dire che, quando da bambino conobbi per la prima volta il fascino dei francobolli, mi ritrovai ad avere un debole per le bellissime serie di francobolli del Regno d’Italia… serie che coincidevano col periodo fascista. Ricordo che le avrei comperate volentieri, ma, non potevo permettermele.

Francobollo da 30 centesimi soprastampato « Isole italiane dell’Egeo »
Correva l’anno 1930 quando le regie poste italiane commemorarono il bimillenario della nascita di Virgilio con una serie di ben 9 francobolli più 4 di Posta Aerea.
Questo è uno dei 9 francobolli di posta ordinaria. Da notare che il colore è unico… non c’erano ancora i francobolli multicolori. Tutti i francobolli della serie avevano la stessa « architettura » ; cambiava il colore, l’immagine e le scritte in latino. L’unico riferimento al fascismo: i fasci a sinistra in alto ai lati dello stemma reale.

Un esemplare di Posta Aerea della stessa serie con la stessa soprastampa.
Questi due francobolli della serie sono soprastampati e utilizzati nel possedimento italiano molto vicino alla Turchia. Delle « isole » faceva parte anche Rodi… dal 1923.

LE « ISOLE ITALIANE, ORA GRECHE, DETTE DELL’EGEO »
Recentemente Poste Italiane ha commemorato con un bel francobollo multicolore gli eccidi contro l’italica gente nelle isole greche. Non solo ha ricordato quanto accadde a Corfù, Cealonia e nelle iole Ionie, ma anche in alcune di quelle isole lontane… appunto dell’Egeo.
Il francobollo è col tricolore italiano e mostra chiaramente le isole dei massacri. Purtroppo il timbro poco nitido disturba un poco la bellezza del francobollo.
Anche questi drammi furono la conseguenza dell’armistizio arrivato prima alle orecchie dei nazisti… anziché a quelle dei generali italiani.

Francobollo multicolore del 2023
Il regime teneva in gran conto la Colonie e i Territori d’Oltremare. Furono, fra l’altro stampati dei francobolli proprio per le Isole Italiane dell’Egeo in occasione della Triennale d’Oltremare a Napoli nel 1940.
Di questo francobollo può saltare all’occhio quel XVIII in numeri romani. Cosa significa? Ebbene non è altro che il 18° anno dell’era fascista.
Si trova questo particolare anche nei timbri postali di allora.

Francobollo del 1940… XVIII° dell’era fascista.
Questo che ho su busta è di particolare interesse. La lettera infatti partì da Genova ma fece sosta a Milano per essere controllata. Nel 1942 eravamo in piena Seconda Guerra Mondiale e la corrispondenza in partenza, specialmente quella indirizzata all’estero, era controllata.

Timbro milanese su una lettera indirizzata in Svizzera; si vede quasi chiaramente il XX° dell’era fascista dopo la cifra dell’anno 42.
Il resto della busta è di seguito inequivocabilmente chiaro. Si vede la colla piuttosto grossolana e sporca. che chiude la lettera che era stata aperta per essere controllata… censurata. Più sotto appunto la striscia con la scritta VERIFICATO PER CENSURA e il timbro UFFICIO CENSURA POSTA ESTERA. Questa lettera era partita da Genova il 29 marzo 1942 col francoboolo ESPRESSO ed era diretta a Thun in Svizzera. Vi arrivò 2 giorni dopo alle 10 del mattino… lo si vede chiaramente sulla busta.

Francobollo ESPRESSO da Lire 2.50 con l’effige di Vittorio Emanuele III.
In questo timbro la cifra 12 riguarda l’ora in cui è stato messo il timbro… non è dell’era fascista… sempre in numeri romani.

Ii retro della busta col timbro svizzero.
Credo che valga la pena di farci un pensierino.
C’era la guerra e, iin meno di 48 ore una lettera partiva da Genova, faceva sosta a Milano, la busta veniva aperta, il contenuto della lettera veniva controllato, la busta veniva richiusa e fatta ripartire oltre confine. La lettera arriva a destinazione alle ore 10.
Oggi, se imbuco una lettera in Italia a pochi metri dal confine svizzero, con destinazione Lugano, questa viene recapitata mediamente dopo 15 giorni… fa fede il timbro d’arrivo FERMO POSTA. Una lettera da Trieste mi è arrivata dopo 27 giorni. Mi chiedo… per quale recondita ragione si permettono certi “disguidi”? Sicuramente non sono l’unico che usa Poste Italiane e sicuramente c’è un qualche Ministero che dovrebbe agire per evitare questi continui furti.
Recentemente ho spedito una Raccomandata a Trieste (fra vecchi è ancora permesso scriversi sulla carta!); l’ho inviata per posta raccomandata per evitare che il contenuto venga smarrito o perduto o rubato o buttato.

La cronistoria della missiva. Per arrivare in territorio italiano avrebbe impiegato ben 9 giorni
Questa raccomandata, dopo l’ingresso in territorio italiano è rimasta tranquillamente a riposo da qualche parte per più di una settimana… poi è stata riesumata ed è ripartita alla volta di Trieste. Ha impiegato 16 giorni.
Chi mi legge potrebbe pensare ch’io sia fissato… e potrebbe anche pensare che se “è così” non bisogna prendersela più di quel tanto o bisogna far finta di niente. Lo so che sbaglio; d’altra parte, se è vero quello che ci hanno raccontato, il 50% + 1 dei parlamentari d’Europa è dalla parte dei delinquenti, altrimenti non avrebbe concesso l’immunità a chi avrebbe dovuto essere giudicato perché presunto tale… delinquente.
Si legge frequentemente che qualcuno, magari per necessità, ha rubato ed è stato poi arrestato o denunciato. Ma non accade lo stesso con Poste Italiane che si fa pagare per trasportare e consegnare e, o non trasportare, smarrire, rubare o buttare, e, se trasporta lo fa con inqualificabile lentezza?
Ci sarebbe anche molto da dire circa il “furto legalizzato”… chissà… prossimamente.
Oggi vorrei terminare con un francobollo che può ricordare un matrimonio da favola del 1956.

Francobollo del Principato di Monaco timbrato nel 1969
Proprio così. Il matrimonio fra il Principe Ranieri III e la bellissima attrice Grace Kelly! Questo francobollo mi rammenta il film Caccia al ladro girato da quelle parti e il principato dei Grimaldi non per niente di origine genovese. La componente che può destare un certo interesse è che la lingua ufficiale del principato non è il francese, ma una specie di genovese che pare venga anche insegnato nelle scuole.
La Rocca del Principato, conquistata dai genovesi, è quasi ben visibile sul timbro che ha accompagnato il francobollo. In primo piano delle “piante grasse” che fanno parte di un bellissimo giardino esotico.

Timbro monegasco del 1969.
Dal giardino esotico è possibile entrare e visitare delle grotte molto interessanti. Sì, il principato di Monaco offre molto; fra l’altro anche un bellissimo Acquario ora superato da quello genovese.

Il Principe e la Principessa
(Possibilmente continua)
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