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Rido o sorrido?… in ogni caso non per gioia ma perché mi sembra di dover compatire certi dirigenti di TRENITALIA.

Recentissimamente i viaggiatori di un InterCity che da Livorno avrebbero dovuto raggiungere Milano, hanno vissuto non pochi disagi a causa, così pare, di un guasto al locomotore.

Sempre recentissimamente, mi sembra il 16 agosto, Trenitalia avrebbe soppresso in Liguria almeno 9 treni regionali… per mancanza di personale.

Treni regionali in Liguria

Queste due semplici premesse.

 

1 – Leggendo qua e là, ho avuto l’impressione di potermi rendere conto che i locomotori di Trenitalia hanno, spesso e volentieri, guasti… e i treni si fermano… e i viaggiatori si arrabbiano.

“Ma non è probabile” mi chiedo… e chiedo “che ci sia scarsa manutenzione?… o ci siano pochi locomotori?”

Se così fosse: “Perché non si comprano i locomotori?… e non si fa la giusta manutenzione?”

Treno regionale altoatesino

2 – Se è vero che Trenitalia sopprime i treni regionali, vuol dire che Trenitalia fa parte di quella categoria di “personaggi” (i dirigenti naturalmente) che dovrebbero essere subito ammanettati e messi in gattabuia.

“Non si può” penso io “interrompere in Liguria un servizio pubblico così importante, in un giorno così importante, quando dicono tutti (e lo scrivono pure) che la disoccupazione giovanile è alle stelle. La disorganizzazione di un servizio pubblico di questo genere può produrre disagi, sofferenze e guai non indifferenti… quindi certi personaggi incapaci di organizzare scivolano col loro comportamento nel delinquenziale.

Se poi, tutto dipende dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti… beh, in questo caso… mandiamolo a scuola… poi in galera.

 

Il punto 1 e il punto 2 mettono Trenitalia allo stesso livello delle Poste che “non recapitano la corrispondenza per mancanza di personale”.

 

Mi chiedo se gli Alti Dirigenti di POSTE ITALIANE e di TRENITALIA si rendono conto del male, fisico e spirituale, che fanno ai tanti cittadini che hanno l’avventura di trovarsi entro i confini della Repubblica Italiana.

Il loro non è amministrare male, è incapacità di amministrare. Quello che loro gestiscono è un servizio sacrosanto con dei risvolti inimmaginabili.

 

Che poi… si osservi la loro “apparente” precisione:

MA COME SI FA!!!!!

Ma come si fa a salire sul treno senza oltrepassare la linea gialla?

 

E poi, proprio perché, malgrado la crisi il Ministro desidera essere ricordato come un Grande… ma alla rovescia, le sue recenti decisioni dovrebbero farci pensare che il futuro di noi viaggiatori e il futuro del trasporto delle merci potrà essere o col carretto a mano o con un qualche tipo di diligenza trainato da asinelli.

Questo, proprio ieri 22 agosto 2019, è emerso da GenovaQuotidiana:

 

 

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È garantito che i pedoni devono arrangiarsi.

Ben posteggiata ?

 

È risaputo che la stragrande maggioranza degli automobilisti non « vedono » quelle strisce bianche che dovrebbero dar la precedenza ai pedoni.

 

Allora ?

 

Allora quest’auto è parcheggiata in modo impeccabile… cosa rompi.

Prendo atto che certa gioventù, anche sul Bus cittadino ha bisogno di sentirsi a proprio agio.

 

SUL BUA… 1

SUL BUS… 2

Non bevo molta birra.

Qui in Ticino, o anche in Italia, solo d’Estate quando fa bel caldo.

Chissà perché, quando vado oltre Gottardo, cioè o nella Svizzera tedesca o nella Svizzera Romanda… al ristorante ordino quasi sempre birra… anche d’Inverno.

 

Da qui è facile andare in Italia… e ci vado spesso… col trenino.

Perché non fare anche un po’ di spesa ?… fra cui qualche bottiglietta di birra ?… come questa ?

Birra di Sardegna

Ecco, proprio questa m’è piaciuta…

E poi, m’ha ricordato la bellezza e la simpatia della Sardegna.

Questa non vuole assolutamente essere una pubblicità… però, devo dire, che, fra tante birre ho voluto rendere un omaggio particolare alla Sardegna.

 

Fui una sola volta (purtroppo) in Sardegna… nel nord dell’isola… e poi a Palau con bimbi, a quei tempi due, e roulotte.

Era il lontano 1975… e lo ricordo ancora con immenso piacere… sì, perché se si viaggia con la roulotte, si gode maggiormente il territorio.

 

Nell’apprezzare la Sardegna, non è possibile dimenticarsi che anche POSTE ITALIANE, hanno dedicato un francobollo alla Sardegna… un bel francobollo… che solo a guardarlo dimostra l’esistenza di misteri e stimola prepotentemente il desiderio di partire alla volta della genuinità di quell’isola.

Francobollo italiano del 2007.

Molti sono i ricordi del nostro soggiorno in Sardegna, e, in particolare a Palau ; mi piace ricordare la « Roccia dell’orso » che raggiunsi a piedi assieme al mio bimbo… allora di 8 anni.

Non ho foto di buche delle lettere di Sardegna. Chissà se un qualche mio lettore dalla Sardegna potrà arrivare a ricordarsi di me!

Sarebbe bello.

 

IL FRANCOBOLLO INSEGNA 45… l’efficienza perduta.

 

Dopo che si legge che dappertutto manca il personale per recapitare lettere e raccomandate, penso che possa essere interessante ciò che poteva accadere nel non lontano 1986.

 

Si dice che la disoccupazione giovanile sia molto alta… e per POSTE ITALIANE manca il personale.

Mistero o ipocrisia ?

 

Ho trovato due buste affrancate a me spedite nel lontano 1986 apparentemente lontano. Erano affrancate con questo francobollo… un francobollo comunissimo da 550 lire quale era allora la tassa per la spedizione di una lettera in Italia.

Arrivata il 18 aprile.

L’interesse di queste buste con questo francobollo è doppio.

Il primo interesse è che mi ha fatto ricordare che quel francobollo fa parte della serie ordinaria « Castelli d’Italia »… che però non li ha poi valorizzati molto… i castelli… almeno graficamente.

 

Il secondo interesse viene dal fatto che, solo 33 anni fa, con una spesa di appena 550 lire, pari a € 0.28, POSTE ITALIANE consegnava una lettera il giorno feriale dopo l’impostazione, e, lo metteva « per iscritto »… cioè metteva il timbro d’arrivo sul retro dell’invio.

 

Ma non è un caso, perché per la seconda busta, qualche mese dopo, tutto funzionò nello stesso modo… semplicemente arrivò il giorno feriale successivo.

Il recapito non era nella stessa località.

Arrivata il 14 luglio, essendo il 13 Domenica.

Forse la serie dei castelli voleva valorizzare il patrimonio italiano. Oggi è più facile, grazie ad internet andare a cercare e trovare l’ubicazione di questo castello in provincia di Rieti.

Il Castello di ROCCA SINIBALDA (da Wikipedia)… ci andrei volentieri

IL DITTATORE

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Dopo aver letto quanto scritto da Almerighi, che non conosco, riportato da Poetella, che ben conosco, ho dovuto pensarci due volte prima di mettere in onda questo articolo. Non mi piace essere frainteso. Volevo metterlo come commento… ma troppo lungo

 

https://poetella.wordpress.com/2019/08/11/signor-ministro/

 

 

Ho sempre cercato, nella mia vita, di essere oggettivo… e cerco di esserlo anche in questo caso. Si fa presto a parlare di Piazzale Loreto, nello stesso modo come si fa troppo presto a osannare qualcuno che si pensa possa salvare l’Italia.

 

Che l’Italia sia messa male è un fatto. Che i Servizi non funzionino o funzionino male è lapalissiano.

Per risollevare una Nazione ci vuole onestà e che i Servizi funzionino… ma che funzionino davvero…, non per modo di dire.

Se un treno arriva con dieci minuti di ritardo, non si deve dire : « Sono solo dieci minuti »… per esempio.

 

Dopo decenni di promesse e disservizi, una parte degli italiani ha cominciato a sperare che « Qualcuno » potesse fare qualcosa… e, dopo due fantasmi, ha sperato, o spera che Quello lì sia quello buono. Forse non lo è, però, non credo proprio che si debba essere così catastrofici.

 

Io, dopo aver vissuto il fascismo e aver potuto guardare in faccia le Brigate Nere ; dopo aver visto di persona, anche se marginalmente, il Paradiso Comunista,  non credo che « Quello lì » possa essere considerato così male… So che, nella mia oggettività, potrei sbagliarmi. Sono però convinto che, se l’italiano, tutti gli italiani… ma tutti… proprio tutti non si danno una regolata e non la smettono di essere furbi o furbetti, prima o dopo potranno cominciare a piangere davvero perché un castigamatti potrà arrivare quando meno se l’aspettano.

 

Io non lo vedrò perché sono abbastanza vecchio… mi dispiacerà per quei nipoti che se lo dovranno sorbire.

 

Comunque :

Non tutti i Dittatori finiscono appesi a testa in giù.

Non è accaduto a Franco così gradito dal nostro Benito.

Non è accaduto a Tito… così gradito dal nostro Palmiro.

 

È un fatto però, che ogni dittatura, in un modo o nell’altro… finisce.

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Registrazione del 10 Agosto 2019

Personaggi:

Alessandro, Panchina Ingenua, L’Albero e Panchina Petulante.

 

Alessandro: “Buongiorno amico mio Albero e Buongiorno a voi Petulante e Ingenua”.

 

Panchina Ingenua: “Ciao carissimo Alessandro… ti siedi sui miei legni?”

 

Alessandro: “Certamente e con piacere”.

 

L’Albero: “Ciao Alessandro, che c’è di nuovo? Hai finito le vacanze?”

 

Alessandro: “Ma io sono sempre in vacanza… da vecchio. Di nuovo? Certamente. Senti un po’ cosa avrebbe detto a distanza di un anno dal crollo del Ponte Morandi, il procuratore Cozzo: “Il ponte è crollato perché non ce la faceva più a stare in piedi. Come una persona che muore di morte naturale. Certo, bisogna poi capire se il ponte poteva essere salvato, curato. Ed è quello che appureremo con le indagini”.

 

L’Albero: “Non è possibile. A te verrebbe la pelle d’oca, a me viene la “corteccia d’oca”. Ma come fa un Umano, che dovrebbe essere saggio, a paragonare un ponte a un Umano altrettanto vecchio?”

 

Ingenua: “Ma voi Umani siete proprio terribili. Sembra che abbia detto: “Il ponte era vecchio, quindi era giusto che “morisse” e che trascinasse nella sua tomba 43 Umani”.

 

L’Albero: “Non sei proprio per niente ingenua. Forse quell’Umano è tonto o hanno riferito in modo errato. Se un Umano è vecchio e non ce la fa più a vivere, è giusto lasciarlo morire; tant’è vero che certe terapie considerate “accanimento terapeutico” non vanno bene. Ma per un ponte è diverso… non solo, ma, a me sembra allucinante dover prendere atto che, dopo un anno non ci sia nessun colpevole “alla sbarra” e si possa essere così laconici davanti a 43 morti.”

 

Panchina Petulante: “Fino a questo momento sono stata zitta. Da quello che dite, mi sembra che, non solo furono (e sono) delinquenti quelli che hanno permesso al ponte di crollare, ma, qualcuno di quelli che indagano in un modo così offensivo verso le famiglie di quei morti, potrebbe essere messo tranquillamente in quella categoria.”

 

Ingenua: “Quale categoria?”

 

Petulante: “Quella dei delinquenti… e forse qualcosa di più.”

 

L’Albero: “Dai ragazze, non esagerate. Chi deve indagare su quelle morti ha un compito molto difficile… certo, sembra che se la prenda comoda.”

 

Petulante: “Forse perché sarebbe scomodo portare “alla sbarra” qualcuno troppo in alto?

 

L’Albero: “Va bene così… Alessandro deve andare.”

 

Ingenua: “Ciao Alessandro. La prossima volta stai un po’ di più”.

 

L’Albero e Petulante: “Ciao Alessandro… saluti a tua moglie”.

 

Alessandro: “Ciao a tutti”.