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Ma come si fa a stare zitti di fronte a certe notizie?

Stamattina, dopo aver visto questa foto, m’è venuta la pelle d’oca.

UNA GALLERIA DELL’AUTOSTRADA A26

L’ha comunicato e messo in onda GenovaQuotidiana con questo titolo:

M’è venuta la pelle d’oca perché ho pensato che due tonnellate sono sufficienti per uccidere… uccidere chi passa… uccidere chi ha la sfortuna di passare in quel momento sbagliato.

 

Che poi, non sarebero mica morti in tanti… non così tanti come quelli che si trovavano sul Ponte Morandi.

Non è mica il caso di tragicizzare! 43 morti non sono mica poi così tanti… altrimenti avrebbero già trovato il colpevole.

 

Ma vi rendete conto? Dopo i 43 morti del Ponte Morandi, si sarebbe pensato che sarebbe stato il caso di controllare un po’ tutto. Ma ci mancherebbe altro!

 

Io sono passato moltissime volte in quella galleria e son passato anche moltissime volte sul Ponte Morandi.

Ho paura. Ho paura se penso ai Governanti che abbiamo.

Sì, perché certe cose proprio non dovrebbero accadere… impensabili. Eppure accadono e quella “manica di incapaci” continua a sorridere e a dire quello che si dovrebbe fare.

 

Che paura! Tanta paura!

 

Capperi! Possibile che dopo così tanto tempo non ci siano ancora i nomi degli assassini del Ponte Morandi? Ci sono i nomi di quelli che avrebbero dovuto controllare la volta della galleria?

 

Vi rendete conto di quanto siamo messi male?

 

Ho paura… tanta paura…

Sì, perché quando sento parlare qualcuno di quella ”Manica di incapaci” mi sembra quasi di dover credere che “Loro” siano stati molto bravi: “Hanno salvato l’Italia dall’aumento dell’IVA”.

 

Dimenticavo: “Hanno anche vinto la povertà”.

 

Sì, lascio, ma con un rammarico… un grande rammarico.

Il rammarico che questo individuo, assieme ad altri di similpasta, sta distruggendo la mia e la vostra Patria.

Di questo individuo se ne parla anche in Svizzera… in questo modo:

Dal settimanale “AZIONE”

Ma anche con un grande augurio… che il 2020 riesca a liberare l’Italia da certi deprimenti personaggi e permetta l’entrata in azione dell’ONESTÀ e del RISPETTO.

A tutti i miei lettori, amici e non… BUON 2020… che vi porti tanta serenità e un po’ di felicità.

 

Se volessi leggere l’articolo, comunicamelo:

quarchedundepegi@gmail.com

te lo invierò scanerizzato pdf.

 

Il 13 ottobre 2019 scrissi :

 

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2019/10/13/che-paura-2/

 

Mi trovai a considerare assurdo il rinvio a giudizio di chi, già sufficientemente stressato per il suo lavoro, non fece altro che il suo dovere.

 

Leggo su GenovaQuotidiana del 13 dicembre 2019 :

 

https://genovaquotidiana.com/2019/12/13/cadde-sul-bus-dopo-una-frenata-assolto-il-conducente-amt/

 

che il conducente è stato assolto.

 

Mi fa piacere sia stato assolto… mi chiedo però com’è stata la sua vita dal 13 ottobre al giorno della sentenza.

Perché certe persone possono impunemente rovinare il sistema nervoso di chi lavora e si comporta nel modo giusto ? Non conosco questo conducente… e gli stringerei volentieri la mano.

Penso però che si dovrebbe rinviare a giudizio certi personaggi come Il pubblico ministero Patrizia Petruzziello che da dietro alla sua scrivania rovina la vita di chi lavora e cerca di farlo nel modo migliore. Certa gente che ha a che fare coi criminali, non sa di comportarsi nello stesso modo… e cioè da criminale. Nessuno sa cosa potrà produrre nell’animo di quel conducente lo stress degli ultimi due mesi di vita… sofferenza gratuita aiutata da chi lavora senza coscienza.

Lo pretende la legge?

E allora si faccia cambiare la legge o, se si ha una coscienza, si cambi mestiere.

 

Lo so, forse esagero, ma, non mi piace veder soffrire il mio prossimo, e, ancor meno mi piace vederlo soffrire per una ragione così assurda.

 

NATALE IN ARRIVO

Durate il mio « silenzio » nel mio blog, in Italia e nel Mondo vi sono stati molti accadimenti che avrebbero continuato a dimostrarmi che il Genere Umano è guasto ; non è escluso quello italico che annaspa per poter arrivare chissà dove… o dove possono interessare i soldi e le poltrone.

È fantastico come le « CIME » dei nostri Governanti siano riusciti a risolvere l’annoso problema dell’ILVA e l’altrettanto annoso dell’ALITALIA. Per quanto riguarda la Compagnia di bandiera, i contribuenti d’Italia continuano a vedersi depauperare.

Intanto un altro ponte autostradale è saltato…l’Amazzonia continua a bruciare e Trump gioca coi dazi come se fosse il « Gioco dell’oca ».

Ora però arrivano le tanto agognate FESTE.

Quello che un tempo veniva chiamato Santo Natale sta arrivando davvero.

Oggi lo chiamiamo semplicemente Natale… ha perso la santa connotazione ed è diventato una festa volta ad un consumismo piuttosto sfrenato… anche per chi ne ha pochi… di soldi. Non se ne può fare a meno. A Natale bisogna fare dei regali e bisogna mangiar bene.

Già alla fine di novembre son cominciate le « luminarie »… per ricordarci che bisognerà fare dei regali… e magari riceverne qualcuno.

Quand’ero bambino credevo che a Natale fossero tutti buoni e tutti contenti. Ora che sono un po’ cresciuto, mi accorgo che non era e non è così. Pazienza !

Voglio però illudermi che così possa essere e che una maggior percentuale di « Genere Umano » riesca ed essere più… « Umano ».

 

Voglio augurarvi Buon Natale dapprima con una serie del Vaticano del 1964.

Serie natalizia del 1964

È una Natività « giapponese ». Un dipinto della pittrice Teresa Kimiko Koseki. Non è la solita Natività di un pittore italiano.

 

Oggi, a certi livelli, il Natale deve anche essere stilizzato e non di tipo religioso… chissà perché !..

 

Sembrerebbe, ripeto sembrerebbe, che in uno dei tanti Cantoni svizzeri, per certe categorie politiche, sia sconsigliato parlare di Festa del Natale, meglio Festa dell’Inverno… per non « disturbare » quegli stranieri che, vivendo in Svizzera,  non hanno niente a che fare con le nostre tradizioni.

 

BUON NATALE con francobollo svizzero recentissimo e « modernissimo ».

 

 

Francobollo della serie natalizia svizzera del 2019

Penso che, a questo punto sia necessario anche un francobollo natalizio italiano. Ho trovato questo del 1978 ; è una Natività del Giorgione. Il timbro calza a pennello per mettere a fuoco il terribile dilettantismo col quale certi personaggi riescono a non governare la nostra penisola.

Non hanno ancora capito che il benessere di un’economia dipende dal buon funzionamento delle infrastrutture e dei servizi.

Francobollo italiano del 1978

Nel centro della quartina di questo francobollo c’è un timbro speciale di Ventimiglia in provincia di Imperia.

Lo metto bene in evidenza.

Obliterazione del 29 settembre 1979

Si può osservare un ponte. È un ponte ferroviario ricostruito della linea Ventimiglia Cuneo, un tempo la linea era tutta in territorio italiano, oggi, dopo la Seconda Guerra Mondiale, parzialmente in territorio francese.

Orbene, i Nazisti in ritirata, fecero saltare i ponti della ferrovia. Nel 1979, dopo la ricostruzione, fu riattivata la linea.

È una bella linea… è panoramica e suggestiva… potrebbe essere sfruttata turisticamente… ma fu dismessa. Oggi, stando all’orario TRENITALIA, viaggiano su quella linea solo 4 treni al giorno… 2 verso Cuneo e 2 verso Ventimiglia.

È questa l’ennesima dimostrazione che non si vuole sfruttare le risorse che sono a disposizione… o non se ne ha la capacità.

 

Credo che « Loro » non ne abbiano la capacità… e che il loro QI non riesca a raggiungere il livello minimo indispensabile.

In questo, come in molti altri casi non li si può considerare colpevoli, quanto colpevole potrebbe essere il popolo che li ha messi su quelle poltrone. Nel caso, da dimostrare, che manchi la volontà, allora dovrebbero essere considerati dei criminali… alla stessa stregua di chi uccide deliberatamente o guida senza patente o senza assicurazione.

 

Tutto questo non lo si dovrebbe pensare… dato che sta arrivando il Santo Natale.

 

Un mio GRAZIE particolare a chi mi ha dimostrato amicizia… quasi affetto.

 

BUON NATALE A TUTTI I MIEI LETTORI… INDISTINTAMENTE

 

 

ARRIVEDERCI?

ARRIVEDERCI ?

 

Penso che sia giunto il momento di fermarsi. Non so se per sempre o per un certo periodo.

Iniziai la mia avventura in questo blog proprio 10 anni fa nel mese di ottobre. Sentivo interessante o importante fare qualcosa contro le « sofferenze gratuite ».

Non credo di essere riuscito a fare qualcosa ; in compenso ho conosciuto, anche di persona, un paio di « bellissime » persone e mi sono acquistato alcuni amici. Ho conosciuto l’esistenza di personaggi di ogni tipo, anche personaggi capaci di offendere nonché personaggi presuntuosi. È giusto che ci siano… altrimenti non saremmo qui.

Mi son trovato, durante questi dieci anni, anche ad apprezzare l’ « incontro » con chi non conoscerò mai di persona, e, perché no, quasi a volergli bene…

Con qualche articolo ho cercato di mettere a fuoco le terribili sofferenze dei nostri connazionali istriani, fiumani e dalmati… perché sono in troppi gli italiani che non le conoscono… anche perché le sofferenze di questi nostri connazionali non furono loro procurate solo dai nazisti e dagli slavi, ma anche da certe categorie di italiani che governavano l’Italia dopo l’Armistizio del 1943.

Per questa ragione, qualche anno fa iniziai a scrivere un libro, a modo mio, proprio per rendere edotti gli italiani di quanto accadde. Non andai oltre al terzo capitolo.

Vi presento la Prefazione dell’Autore :

 

PREFAZIONE dell’Autore… di

TITOLO: Io sono nato da questa parte

 

Autore: Alessandro Depegi

 

 

Nella vita ci sono dei momenti nei quali il cervello fa scattare qualche cosa. Il più delle volte rimane sopito in qualche circonvoluzione cerebrale, altre volte stimola in modo tale e con tale violenza per cui non ci si può tirare indietro; bisogna assolutamente fare qualcosa e passare al lato pratico.

Qualche giorno fa ero in casa di mia figlia. Ero salito in casa sua per semplicemente liberarle i cani affinché in giardino potessero disimpegnarsi di quanto ingombrava le loro viscere. Dato che, dopo una mezz’oretta avrei dovuto rimetterli in casa, cominciai a leggere un libro romanzato che parlava di Fiume (oggi Rijeka) ai tempi terribili della fine del Secondo Conflitto Mondiale.

Mi sovvenne che negli ultimi anni, quando cominciai veramente a diventare attempato, trovò in me sempre maggiore interesse il conoscere quello che avvenne da quelle parti quando da noi tutti gioivano perché la guerra era finita. Mi accorsi che sapevo ben poco relativamente a quegli avvenimenti e a quello che si trovarono a dover sopportare le popolazioni italiane di Trieste, Istria, Fiume e Dalmazia (particolarmente Zara). Mi accorsi anche che, se io sapevo ben poco delle scelleratezze perpetrate in quegli anni, gli italiani oggi adulti e i giovani, uomini e donne, non si pongono neppure il problema relativo a certe sofferenze. Furono molti a morire e soffrire, ma, almeno secondo me, non è il numero quello che conta. Anche solo una persona, se soffre, ha diritto di essere presa in considerazione… e ricordata… per il futuro. Mi trovai anche a considerare che giovani e meno giovani nulla sanno di certi momenti di vita degli anni 70 folkloristicamente molto importanti come la grande diffusione dei miniassegni.

Non si possono mettere sullo stesso piano le atroci sofferenze degli istriani e l’assurdo arricchimento delle banche italiane grazie alla stampa dei “miniassegni”, è però, secondo me, giusto portare a conoscenza di certi avvenimenti ormai storici, non fosse altro che per il fatto che la storia si ripete: le atrocità possono essere dietro l’angolo e le banche continuano a impoverire la popolazione.

Si parla sempre dei campi di sterminio e delle atrocità dei nazisti, si dice che non bisogna dimenticare ma si dimentica che certe Famiglie di Pola o di Fiume hanno visto le loro esistenze annullate o distrutte non solo a causa di una guerra ingiusta o semplicemente stupida, ma soprattutto a causa delle malvagità di popolazioni perfide sobillate da un uomo, che di umano non aveva nulla, ma era protetto da un certo Stalin che, assieme agli Angloamericani s’era seduto al tavolo della pace dalla parte dei vincitori, cioè dalla parte di chi poteva dettar legge.

Credo sia giusto ricordare ai giovani che ci furono certi accadimenti; non per fomentare odio o risentimenti, ma perché sappiano che c’è ancora oggi qualcuno che piange. Oggi qualcuno piange o ha smesso volutamente e  definitivamente di piangere a causa di certe politiche bancarie. È giusto ricordare, sempre per il futuro.

Spero di portare uno spiraglio di utilità… ricordando e facendo ricordare.

A scrivere mi hanno aiutato i francobolli… quei francobolli che hanno sempre meno estimatori, ma che ci raccontano anche un po’ di storia… e che purtroppo le nostre poste hanno abbastanza messo nel dimenticatoio.

 

 

Vedrò di terminarlo… se ci riuscirò.

 

Ora, a 10 anni dall’inizio del mio blog, ringrazio di cuore chi mi ha seguito e stimato. Salvo complicazioni mi rifarò vivo per augurarvi Buon Natale e Buon 2020.

UN GRANDE ABBRACCIO

 

CRESCITA?… MEGLIO ZERO? 2

 

S’era detto che spedire una lettera da Lugano a Lugano significa far viaggiare un oggetto per almeno 60 chilometri quando la distanza fra l’impostazione e il punto di recapito è qualche centinaio di metri; troppo?

 

Ebbene, l’altro giorno, mi recai in Italia, in Provincia di Varese (esistono ancora le Province?) a Lavena Ponte Tresa. La cittadina confina con la Svizzera, col comune di Ponte Tresa. Ad un paio di centinaia di metri dalla frontiera c’è l’Ufficio Postale di Poste Italiane.

UFFICIO POSTALE DI LAVENA PONTE TRESA.

Dovevo inviare un paio di raccomandate; ne approfittai per spedirmene una e verificare con garanzia matematica con quale ecologico entusiasmo si comportano tanto le Poste d’Italia quanto quelle di Svizzera.

Detto fra parentesi, la posta svizzera si fregia di una scritta “PRO CLIMA” per sventolare a tutti l’interesse verso il Pianeta Terra.

La raccomandata fu spedita il 2 ottobre 2019 e arrivò a Lugano il 5 ottobre.

Abbastanza veloce… 3 giorni, se si pensa che da Lavena Ponte Tresa a Lugano… in linea d’aria ci sono 8 chilometri.

Da Lavena Ponte Tresa (Italia) a Lugano (Svizzera)… 8 chilometri.

È necessario però prendere in considerazione il “grande viaggio” che fece questa lettera… turisticamente parlando… quasi impagabile.

LA LETTERA RACCOMANDATA da LAVENA PONTE TRESA (VA) a LUGANO.

Per prima cosa la lettera fu spedita a Milano… primi 62 chilometri (in linea d’aria).

 

LA LETTERA RACCOMANDATA da LAVENA PONTE TRESA (VA) a LUGANO.

 

Da Milano fu spedita a Zurigo… 217 chilometri (sempre in linea d’aria).

Da Milano a Zurigo (Svizzera))

Infina… Da Zurigo finalmente a Lugano… 154 chilometri.

 

Da ZURIGO A LUGANO

 

In totale, questa lettera, per essere recapitata all’ufficio postale di Lugano fece ben 433 chilometri… in linea d’aria.

Quindi, per compiere gli 8 chilometri, ne ha compiuti ben 425 in più… evviva il PRO CLIMA delle Poste Svizzere.

 

Non credo però di poter dire “Brave” alle Poste Italiane. Se infatti io imbuco una lettera nella buca dell’ufficio postale di Lavena Ponte Tresa… indirizzata a Lugano, la lettera andrà prima a Milano (62 chilometri), e da Milano, non so se viene spedita direttamente a Lugano, o se va addirittura fino a Zurigo per essere poi dirottata a Lugano.

Se viene dirottata direttamente a Lugano, la lettera viaggia per 125 chilometri anziché 8… e non mi sembra ecologicamente da virtuosi.

 

Naturalmente, per far le cose bene, e cioè comportarsi ecologicamente, ci vuole un po’ più di personale… ne varrebbe la pena? È giusto diminuire sempre di più il personale per fare sempre di più utili?

Questa è “LA CRESCITA?”

Quanto ho scritto e documentato sembra banale o addirittura stupido.

“Per una lettera è il caso di fare tanto rumore e consumare così tanta energia?” mi si potrebbe chiedere.

“Risponderei: “Ma non è con le piccole cose che si possono fare le grandi cose?”

 

Ma perché la crescita deve essere una maledizione per il Genere Umano?

 

Scartabellando qua e là ho trovato questo:

 

Scritto di un mio parente quand’era giovanissimo.

 

Pare l’avesse detto o scritto Jean-Jacques Rousseau.

Jean-Jacques Rousseau
(da Wikipedia)

Jean-Jacques Rousseau

 

Pensate un po’ che grande mente questo svizzero di origine francese. Morì nel 1778 e già aveva capito molte cose, o, già ai tempi il Genere Umano era guasto.

 

E ADESSO?