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Proprio così… Da molti anni le Poste Italiane ci hanno aiutato a conoscere l’Italia. Per lo meno ci hanno indicato l’esistenza di posti meravigliosi. Anche tutt’oggi stampano i francobolli per l’Italia da conoscere, ma, se volete averli incontrate molta difficoltà. È un gran peccato.
Questa località si trova nell’estrema Riviera dei Fiori, in Liguria, quasi in Francia: DOLCEACQUA in Val Nervia.

Francobollo delle Poste Italiane emesso nel 2017.

Questo francobollo mostra il Castello dei Doria e un ponte medievale ad arco. Dov’è esattamente questa località? Alla fine della Liguria:

Posizione geografica di Dolceacqua.

Questo ponte, non solo è molto bello, ma, per esempio, piacque molto anche a Monet che lo dipinse in ben tre quadri. Lo definì “un gioiello di leggerezza”. Pare che Monet fosse venuto a Dolceacqua in compagnia di Renoir… che, come ben si sa, aveva il suo atelier vicino a Nizza… non lontano quindi.

Oltre al ponte, come si può ben vedere nel francobollo, ci sono i ruderi di un castello… Il Castello dei Doria signori di Genova e della Liguria già nel lontano secolo XIII.

Il castello sovrasta l’abitato bellissimo e le stradine di questa località.

IL CASTELLO

 

IL PONTE

 

IL CASTELLO E IL PONTE

Dall’altra parte del torrente Nervia c’è la possibilità di passeggiare, di pranzare e di cenare… all’aperto e al chiuso… ci sono anche le pizzerie, ma c’è anche la possibilità di gustarsi un ottimo vino del luogo.

Si chiama Rossese, è molto conosciuto in zona, ma anche altrove, naturalmente da chi è un buon intenditore di vini.

S’era detto che Monet apprezzò questa località… che considerò questo ponte “leggero”… ma Monet veniva da lontano. Qui nacque… proprio qui a Dolceacqua, un grande artista, molto apprezzato dallo stesso Picasso; e qui rimase fino al 2010, anno della sua scomparsa. Si chiamava Raimondo ed era soprannominato “Barbadirame”.

Ancora il ponte… da solo… in tutta la sua leggerezza.

 

Una parte dell’abitato di Dolceacqua… al di là del Nervia.

Qui era di casa il “Barbadirame” pittore famoso per i dipinti legati alla sua terra, al mondo contadino, alla gente di Liguria e alle caprette che molto spesso accompagnano i suoi dipinti.

 

dal sito di Dolceacqua – così Barbadirame vedeva il ponte e le lavandaie.

A Dolceacqua c’è anche la posta… uno dei tanti uffici postali sparsi sul territorio italiano. Ogni ufficio postale possiede il timbro con impresso il nome della località. Peccato che da un po’ di tempo a questa parte è diventato quasi impossibile avere un francobollo timbrato proprio da questa o quella località. Oggi è tutto centralizzato e organizzato… a modo loro, ma con sempre meno efficienza.

È del 1998 il timbro di Dolceacqua su questa bella quartina spedita raccomandata.

Francobollo del 1998.

Ormai siamo immersi nell’arte. Sì, perché questo francobollo è stato disegnato da un artista belga… JEAN-MICHEL FOLON.

Artista veramente unico, mancato nel 2005, ha in sé una delicatezza particolare.

FOLON

Tornando al ponte, è bello poterlo vedere con una “fresca” sposa che lo attraversa… che passa dall’altra parte… che inizia un’avventura che potrebbe essere fantastica. Nel momento in cui diciamo , sappiamo che si tratta di attraversare una specie di ponte… ma in compagnia di chi potrà stare con noi fino alla fine dei nostri giorni.

La sposa sul ponte.

Appunto! Potrebbe essere un’avventura fantastica. È un gran peccato dover prendere atto che dopo tanti meravigliosi festeggiamenti entra in azione, dico io con troppa facilità, l’incompatibilità di carattere.

Ma se c’era l’Amore, quello con la A maiuscola, perché non sforzarsi un cicinino per riesumarlo? Se c’era, non può sparire così facilmente.

Ormai, sì perché è passato qualche giorno dal momento dello scatto fotografico, quella dolce sposa avrà “consumato” e noi possiamo tornare al ponte.

È sempre lì, e, a una certa ora del giorno, quando è quasi sera, può trovarsi in compagnia con dei bei lampioni… come questi.

Che belli i lampioni! Mi piace questa foto!

Potrebbe essere il momento per andare alla ricerca di qualcosa da mettere nello stomaco… qualcosa di buono… alla ligure però.

 

Una delle stradine dove ci si può ben rifocillare.

E poi? E poi si va a dormire… se si è vecchi come il sottoscritto. Se si è giovani si comincia a vivere.  Il paesello s’avvia verso il sonno…

Dorme il paesello.

…mentre la dolce sposa danza allegra e pensa forse alla prima notte di nozze coll’amato bene!

SE ANDATE A DOLCEACQUA E VI VIEN VOGLIA DI MANDARE UNA CARTOLINA A QUALCUNO, USATE UN BEL FRANCOBOLLO.

DOVUNQUE ANDIATE… SCRIVETE UNA CARTOLINA… MA PRETENDETE UN FRANCOBOLLO PER L’AFFRANCATURA. È PIÙ BELLA PER CHI LA RICEVE.

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Riescono ad arrivare ad essere inimmaginabili.

Francobollo del 2018.

1° caso… il francobollo del Genoa.

Imbucato in una oscena buca di una cittadina della Riviera dei Fiori.

Affrancatura giusta.

Destinatario: a circa 200 metri.

Timbrato a TORINO (!).

Recapitato 3 giorni dopo.

Francobollo del 2017

2° caso… il francobollo del TRENINO DELLA VAL GARDENA.

Imbucato nella stessa oscena buca della stessa cittadina della Riviera dei Fiori.

Affrancatura insufficiente… mancano € 0.20.

Destinatario: a Lugano… FERMO POSTA.

Timbrato male a GENOVA… nel senso che, oltre a deturpare il francobollo, non si legge del tutto la zona di Genova dove è stato timbrato e neppure l’anno.

Recapitato 2 giorni dopo (timbro d’arrivo) .

Come commentare?

3 giorni per raggiungere la stessa località in Liguria sembrerebbe quasi normale per un servizio che lascia abbastanza a desiderare; 2 giorni però per una lettera dalla Liguria alla Svizzera farebbe pensare ad un servizio quasi eccellente.

CHE SIA L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA?

 

Ecco cosa può vedere chi gira per il Canton Ticino.

È un manifesto:

MANIFESTO 2018

Sinceramente non lo capisco.

Per stimolare il casco in bicicletta è necessario girare nudi? Certo che potrebbe essere molto interessante vedere le città con Umani di tutte le età pedalare nudi.

Non credo voglia essere un incitamento al nudismo.

Se volete sorridere o dire la vostra…

Ecco cosa stanno guardando:

LAGO MYVATN

Ma dov’è questo lago?

In Islanda… esattemente qui:

Myvatn (Islanda)

Sarebbe il quarto lago dell’Islanda, e tutto di origine vulcanica. Qui c’è una quantità infinita di moscerini o mosche… ovvero piccoli volatili che è necessario scacciare in continuazione.

 

A me è piaciuta.

Tutti Guardano.

Un bel vivere? Chissà cosa c’è dall’altra parte!

Era il 16 agosto 2012 quando scrissi:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2012/08/16/appunti-di-viaggio-21-il-cactus/

e piazzai questa foto:

Cactus 16 agosto 2012

Sono passati ben 6 anni e, ho voluto ripassare da quelle parti… il mese scorso.

La palma non c’è più; sicuramente ha vinto “il punteruolo rosso”, ma il cactus è ancora lì… ed è cresciuto ancora.

8 settembre 2018

MA NON È UNA MERAVIGLIA?

Sì, è veramente una meraviglia… la natura è grande e, gioca anche degli strani scherzi… come questo cactus:

 

Cactus di giorno.

La fotografia non è perfetta, però, è possibile vedere come questa pianta abbia un mucchio di fiori… chiusi però. La specialità di questa pianta è molto interessante, e cioè che i fiori si aprono di notte… e sono molto belli.

Sono quindi andato in piena notte per fotografare i fiori aperti. Purtroppo ho trovato dei fortissimi latrati provenienti da due cani che, pur essendo io dall’altra parte della strada, avrebbero fatto di tutto per raggiungermi. Non ho osato attraversare la strada; i due cani erano proprio inferociti; ho tentato una prima fotografia:

Gli occhi di un cane.

Quei due puntolini luminosi sono gli occhi di uno dei due cani. Ho provato a fotografare di nuovo e ho ottenuto questa foto:

Prima foto.

Si capisce che ci sono molti fiori aperti. Malgrado i latrati che sicuramente hanno disturbato il vicinato, sono andato un poco in mezzo alla strada per cercare di ottenere un risultato migliore. Questo:

Seconda foto

Da questa foto è possibile comprendere la bellezza dei fiori. Il risultato è insufficiente… ma, guardando bene… si arriva ad apprezzare la grandezza di questa natura.

 

 

Questo il titolo dell’articolo:

Da “Genova Quotidiana” del 27 settembre 2018

e questo tutto l’articolo:

https://genovaquotidiana.com/2018/09/27/donna-morta-dopo-la-caduta-sul-bus-indagati-autista-e-guidatrice-dellauto/

Sarò ignorante in materia, ma, non riesco a comprendere quanto “circola” nella sostanza cerebrale di certi personaggi. Questo Pubblico Ministero della Procura di Genova, Patrizia Petruzziello, forse avrebbe preteso che l’autista del bus, prima di frenare ed evitare la collisione avesse fatto un’ispezione sul bus per sincerarsi che tutti passeggeri fossero nelle condizioni di superare la crisi di una frenata brusca?

Non credo.

Anche se, purtroppo, non tutti gli autisti hanno i piedi di velluto, è previsto dal regolamento e dal buon senso che se ci si trova su un mezzo pubblico in movimento bisogna stare seduti o tenersi ai mezzi di sostegno.

Ancora una considerazione:

È necessario che ci scappi il morto per punire chi si comporta male? Se è vero che quella donna sulla Panda provocò la brusca frenata, è anche vero che l’anziana donna sul bus subì delle lesioni gravi. Finché ci sono “solo” delle lesioni gravi la Magistratura non interviene?

Io non capisco. Essere indagato è come bere un bicchier d’acqua? Non credo… e allora? S’indaga tanto per far qualcosa o per diventare importanti… o semplicemente per rompere le palle?

NON CAPISCO