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Casina sul Lago di Lugano

Casina sul Lago di Lugano

Passando col battello son riuscito a fotografare questa casina circondata dal bosco… che rende l’acqua così verde…

PER FAVORE: NON METTETE “MI PIACE” SE NON L’AVETE LETTO FINO IN FONDO. GRAZIE.

Questo è un fiume molto tranquillo che esce con la sua acqua dal Lago di Lugano.

Il TRESA da Lavena Ponte Tresa

Il TRESA da Lavena Ponte Tresa

Vado frequentemente a Lavena Ponte Tresa che è in provincia di Varese. È pochi chilometri da dove abito, mi permette di respirare aria di casa mia (Italia), spedire dalle Poste Italiane, bere un buon caffè espresso e fare un po’ di spesa.
Quelle case che si vedono nella foto, sono case di Ponte Tresa che è in Svizzera, dove sembra di essere in Italia dato che si parla italiano, ma… è Svizzera a tutti gli effetti.
Trovandomi a passare la frontiera, cosa che accade in pochi istanti dato che raramente si viene fermati per semplicissime formalità, mi son trovato a pensare a quanto succede nel mondo e come dev’esser stato proprio qui durante l’ultimo Conflitto Mondiale.
Oggi siamo piuttosto fortunati, anche se si susseguono dei Governanti incapaci di “lavorare” per il bene della popolazione, almeno per il momento non ci tagliano la gola con riti particolari, i campi di concentramento sono un ricordo e la pena di morte non esiste più. Siamo fortunati perché, male che vada ci danno gli “arresti domiciliari” e, nell’attesa del processo chissà quante cose possono ancora accadere… intanto i Giudici se la prendono comoda… Ma perché bisogna far presto? Anno più anno meno!
Siamo fortunati perché di fronte al mondo facciamo bella figura; salviamo i migranti a pochi metri dalle coste libiche e poi li sistemiamo in alberghi o villette; intanto noi italiani, male che vada, abbiamo sempre un’auto nella quale rifugiarci se piove o se troviamo il nostro letto occupato da sconosciuti alla ricerca di una fissa dimora.
Come dicevo, oggi ci va bene, in Italia.
In Svizzera ancora meglio, perché non dobbiamo fare tutto quello che “vuole l’Europa”. Siamo in mezzo all’Europa ma non siamo nell’UE. I nostri Governanti ci rispettano e il franco svizzero è sempre forte.
Un tempo però era molto diverso.
L’uomo che abitava di qua in Italia (da dove ho scattato la foto), poteva non esserci perché impegnato col moschetto o nei Balcani o in Russia per tenere alto il nome del Regno d’Italia o a difendere la Repubblica Sociale Italiana assieme agli alleati e padroni tedeschi.
Se poi l’uomo che abitava di qua, aveva magari anche una moglie e dei figli ed era etichettato come ebreo (assieme a tutta la famiglia), allora rischiava grosso perché se lo trovavano, ovunque fosse, veniva caricato su un bel carro bestiame con destinazione un campo di concentramento con una bella doccia da cui scaturiva gas venefico anziché acqua termale. Se era di là, dico l’ebreo con famiglia, dove abito da qualche anno perché la mia Patria fu con me piuttosto matrigna, allora non c’erano problemi. Poteva avere qualche difficoltà a reperire caffè o tabacco o qualcosa di tutto ciò che abbonda spudoratamente nei supermercati, ma nessuno avrebbe attentato alla sua vita.
Qualcuno che era di qua riuscì a passare di là e avere salva la vita… quando il doganiere svizzero non lo respingeva.

La distanza fra le due Nazioni è minima.
In questa foto controluce si vede il ponte che divide l’Italia dalla Svizzera. Essere di qua poteva significare morire, di là no.

Il ponte della Dogana. A sinistra si viveva, a destra si poteva morire.

Il ponte della Dogana. A sinistra si viveva, a destra si poteva morire.

Oggi non è più così terribile.
È invece terribile in molti altri posti del mondo dove si muore con la massima facilità.
Ma perché l’essere umano è così “cretino” da non ricordare quanto fu bello quando arrivò la pace?
Ma i Giovani d’oggi e i nostri Governanti d’oggi lo sanno cosa significa “essere in guerra”? subire un bombardamento? essere limitati, giorno e notte, nei propri movimenti?
Cosa vogliono i nostri giovani Governanti dato che non lavorano per il bene di chi li ha votati (Presidente del Consiglio escluso perché raccomandato del Presidente della Repubblica)?
Amano la Patria… o solo Qualcosaltro?

È quasi Ferragosto… e, oltre a mangiar bene, bisogna anche saper sorridere.

Piccolo sorriso 2

Siete riusciti a sorridere o vi ho rovinato l’appetito?

Non seguo le olimpiadi, ma ascolto la radio e guardo il telegiornale.
Ho sentito che il nostro atleta Alex Schwazer è stato “condannato” a otto lunghi anni di squalifica. Per otto lunghi anni non potrà gareggiare.. perché ha sbagliato, o l’hanno fatto sbagliare.

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È caduto ed ha cercato di rialzarsi e ha dimostrato che ci si può rialzare… ma non è servito a nulla.
Ma i giudici possono sbagliare? I giudici hanno un’anima? I giudici sanno che una sentenza di quel genere per un atleta di qualità è l’equivalente di una condanna a morte ed esecuzione della sentenza?
Certo, lo sport oggi… non è più sport, ma l’atleta ha anche un’anima. Se lo sa o no che sono gli altri a guadagnar milioni sulle sue prestazioni è irrilevante. È rilevante considerare che ci sono molti modi di uccidere, e questo secondo me, anche non ho mai amatoparticolarmente SCHWAZER, è veramente abominevole e agghiacciante. Quei giudici l’hanno ammazzato.
È GIUSTO CASTIGARE… MA INFIERIRE SULLA VITTIMA…
NON SI CONDANNA A MORTE CHI RUBA UNA MELA!… o anche una cassetta di mele!

Ricordo da ragazzo di aver visto il mito Abdon Pamich allenarsi sull’Aurelia a Pegli. C’era un grande impegno.

Anche Schwazer s’è impegnato… e ha faticato.
Nel mio piccolo, quei giudici sono da mettere sullo stesso livello dei peggior delinquenti; l’unica differenza è che i delinquenti sanno di esserlo, questi giudici credono di essere dei santi… come gli inquisitori che mettevano sul rogo streghe o “chi non la pensava come loro”.

Anche se non sempre si sorride… qualche volta lo si può fare.

Da "LA SETTIMANA ENIGMISTICA"

Da “LA SETTIMANA ENIGMISTICA”

Forse ho esaurito le foto di quella giornata a Portovenere… unica.

A Portovenere su un vaporetto.

A Portovenere su un vaporetto.


Sempre quella gita scolastica di quegli anni in cui s’è ancora veramente giovani, si spera nel futuro… ma non molto lontano, perché è la promozione la cosa più importante.
Si noti come tutti i “maschietti” di Prima Liceo Classico erano tutti con la cravatta… quando oggi mettono la cravatta solo i bancari… o quasi.
Non ricordo tutti i nomi di quei compagni di scuola. Chissà se succederà qualcosa?

Sul lago di Como c’è un paesello diventato famoso grazie a Mussolini… l’alleato di Hitler.

Uno scorcio del lago dalla piazza.

Uno scorcio del lago dalla piazza.


Era sicuramente anche prima “molto turistico”; dopo il 27 aprile 1945, quando vi transitò Benito Mussolini “mescolato” alla truppa nazista e fu riconosciuto, prelevato e “sommariamente” giustiziato, diventò un paese importante. Penso così importante perché, proprio lì, cambiò qualcosa.
Pochi giorni fa, sulla strada del ritorno a casa, passai di lì e mi fermai sulla piazza per bere un semplicissimo caffè. Su questa piazza:
Piazza di Dongo

Piazza di Dongo


C’è il Bar dove mi fu possibile assaporare un buon caffè. Non era la prima volta, ma questa volta chiesi alla giovane fanciulla del bar se era proprio questa la piazza dove IL DUCE fu cuccato. “SÌ” mi disse.
Per la prima volta mi trovai a pensare, sicuramente non l’unico, “cosa sarebbe successo se non l’avessero trovato, o se, dopo averlo trovato l’avessero “educatamente” consegnato agli Alleati?”
Sicuramente la storia sarebbe stata diversa… e anche la situazione dei poveri istriani, fiumani e dalmati.

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