Feeds:
Articoli
Commenti

PREFAZIONE DELL’AUTORE

La goccia

Tutti conoscono il proverbio della goccia che fa traboccare il vaso. E quando capita che l’acqua esca abbondante perché chi doveva curarti s’è dimenticato, per l’ennesima volta, di aver di fronte un individuo pensante che ha un corpo e un’anima e ha dimenticato di dare un’occhiata alle “forze della natura”, cioè a tutto ciò che è naturale, può succedere di tutto.
In questo caso, “Chi doveva curarti” non è un uomo in carne ed ossa, ma è un’istituzione di cui noi tutti abbiamo enorme bisogno: è “La Medicina Accademica”, quella medicina che diventa “Ufficiale” perché viene insegnata all’Università.

Noi, io, la mia famiglia, i miei vicini di casa, l’autista del bus, il portalettere, il dirigente della grande industria, il muratore, l’imbianchino, ecc., tutti noi abbiamo bisogno della Medicina Accademica, perché a molti di noi è accaduto di aver quel particolare mal di pancia per cui s’è dovuta aprire la sala operatoria e il chirurgo ha dovuto usare il bisturi, o s’è dovuti ricorrere all’antibiotico a causa di un’imprevedibile polmonite.

Quest’accenno alle necessità di tutti i giorni è sufficiente per comprendere come possiamo e dobbiamo apprezzare tutti coloro che si danno da fare per far conservare al popolo un po’ di salute. Purtroppo, di fronte a un coscienzioso professionista chirurgo che riesce bene nel suo lavoro e riesce a far di nuovo sorridere chi prima soffriva, c’è, malgrado il massimo della democrazia delle nostre latitudini, il Governante e il Docente che, il primo per incapacità e il secondo per miopia, hanno dimenticato ciò che di molto semplice deve essere considerato anche nell’ultimo cittadino: la dignità.
Bisogna però dire che, tanto nel Governante come nel Docente Universitario, non manca mai l’arroganza… ma manca l’umiltà e la consapevolezza che (loro) sono come un granello di sabbia nel deserto e, tutto quello che hanno… è “in prestito”.

Quando oggi si parla di Malasanità è perché è accaduto qualcosa d’importante, di negativo naturalmente, e si cerca subito uno o più colpevoli; la Magistratura fa finta di fare alla svelta e… dopo qualche giorno o qualche settimana, in una località magari molto distante, ecco un altro caso terribile in cui viene amputata la gamba sbagliata o viene trasfuso sangue con un po’ di AIDS. Senza dover andare nei particolari che purtroppo accadono, questi casi hanno, il più delle volte, un colpevole in carne ed ossa: qualcuno ha sbagliato.

Purtroppo, quando si potrebbe, dico si potrebbe, ma sarebbe giusto dire “si dovrebbe” parlare di Malasanità Accademica, non esiste nessun colpevole, se non la pretesa da parte della “Alte Sfere”, di essere i “Depositari del Benessere”, per cui “tutto il resto” è niente e non vale niente.

Ma che cos’è “TUTTO IL RESTO?”. È tutto ciò che è naturale e fa capo alla Natura. Siamo circondati dalla Natura e da fenomeni naturali che potrebbero giovarci e da una tecnologia che potrebbe aiutarci ad utilizzarli. Onestamente però!

Siamo figli di meravigliosi scopritori come Christian Friedrich Samuel Hahnemann che scoprì l’omeopatia e, più recentemente, di George Joseph Goodheart Jr. che scoprì la kinesiologia, in particolare la kinesiologia applicata. Si potrebbe fare un lungo elenco e includere anche l’ipnosi medica… che è un pochino in noi ed esiste da sempre.

Perché questo libro? Perché, se di gocce causa di trabocco ne ho visto molte, questa volta la goccia è stata tale e talmente “grossolana” per cui s’è quasi allagata la Pianura Padana. In questo caso ho vissuto da vicino minuto dopo minuto l’oggetto della “malasanità accademica”: mia moglie. Ringrazio quella buona Stella che nel 1971 mi fece accostare alla Medicina Naturale e mi permise, via via, di conoscere quello che i “Grandi e indiscussi” che stanno nella Stanza dei Bottoni deridono e disprezzano. Quei Grandi che pensano di sapere tutto e deridono nonché disprezzano l’omeopatia, dovrebbero approfondire le loro conoscenze e smetterla di riempirsi la bocca con la parola “scientifico”. L’essere umano è fantastico anche per il fatto che non esistono due individui identici (neppure i gemelli perché non la pensano nello stesso modo) ed è quindi assurdo pretendere certe statistiche… e curare con le statistiche. La medicina non è una scienza esatta… e quindi non può sempre ricadere nel rigore scientifico. La cosiddetta “Memoria dell’acqua” che i Grandi non possono, o non vogliono riconoscere, potrebbe ricevere un contributo di quasi scientificità se si volesse approfondire la realtà della kinesiologia.

Quella “Buona Stella” mi ha permesso di evitare che mia moglie scivolasse in tutto e per tutto nelle fauci della Medicina Accademica… di cui abbiamo però tutti bisogno.

Mia moglie sta ora benissimo!

Perché questo libro? Perché con la descrizione esatta di quanto ho vissuto con mia moglie durante più di tre lunghi mesi, mi sono reso conto che, con buone probabilità, oggi mia moglie non starebbe benissimo. Non starebbe benissimo se avesse seguito i dettami della Grande Medicina. Quindi, dato che ad aiutarci fu la Medicina Naturale, sarebbe bene, più che auspicabile che la Medicina Accademica si togliesse il paraocchi e accettasse umilmente di andare a guardare un po’ più in là dove c’è quella natura che ha assunto nel nostro campo la denominazione di Medicina Complementare… e non più Alternativa.
Questa descrizione può anche consigliare i medici a rapportarsi direttamente col paziente, e non solo attraverso le macchine… perché il paziente, che di solito soffre, ha un’anima e ha qualcosa da dire… e deve essere ascoltato e non minimizzato.

Sarebbe quindi giusto che, tanto a livello Accademico quanto a livello Governativo, si guardasse, non con benevolenza, quanto con interesse costruttivo e “complementare” a quelle medicine che, usate oculatamente, possono far guarire… e non solo migliorare… e con minimo dispendio di energie.

Ho, di seguito, messo l’accento sui Serocytol… che rischiano di morire, sull’omeopatia… che viene considerata acqua fresca e sull’energia dei colori… affascinante realtà per tutti i giorni. Ho inoltre menzionato la realtà delle intolleranze alimentari… quelle vere e subdole portatrici di sofferenze e quella di una kinesiologia spicciola capace di indirizzare serenamente le proposte di guarigione.

Queste tre stupende realtà, coadiuvate dalla conoscenza di quanto ho menzionato, mi hanno permesso di veder rifiorire mia moglie… che, fra l’altro, ha saputo rifiutare certe tossicità irrimediabilmente dannose.

Non basta, nel senso che sarebbe bene che i pazienti imparassero a chiedere, a informarsi dai medici curanti e a pretendere delle risposte chiare; questa descrizione potrebbe aiutarli a difendersi.

Perché noi, tutti noi abbiamo bisogno di una Medicina (e di una Farmaceutica) capace di fare gli interessi di chi soffre. Abbiamo bisogno di un’apertura complementare con tutto ciò che non è sintetico… e quindi naturale.

Anche i Governanti potrebbero, se lo volessero, aprire le porte a questa “complementarità” anziché tacciare come semplice ciarlataneria tutto ciò che sembra troppo semplice ed estraneo al corrente senso comune.

È indispensabile sottolineare che, contrariamente a certe credenze, non tutto ciò che è naturale è positivo o innocuo. È sempre necessario saper distinguere.

Ma insomma!
L’Italia non ha bisogno di eliminare quello che chiamano il “Bicameralismo perfetto” (che poi se è perfetto che bisogno c’è di eliminarlo…), ha bisogno di dare un po’ di benessere e un po’ di tranquillità alla popolazione.
Che palle!… ma proprio “che palle!”.
dsc07425
Che male ci sarebbe ad abbattere la deleteria burocrazia che non permette al cittadino di muoversi agevolmente?
Che male ci sarebbe a snellire la Giustizia e giudicare una buona volta il giudice che sbaglia?
Che male ci sarebbe a prendere seriamente in considerazione il “dissesto idrogeologico? Bastano 4 gocce di pioggia in più perché ci scappi il morto.
Che male ci sarebbe a far viaggiare bene il popolo italico anche al di fuori dell’Asse Torino-Milano-Firenze-Roma-Napoli?
Che male ci sarebbe a dare a certi pensionati una pensione equa?
Che male ci sarebbe se il cittadino sofferente non dovesse attendere mesi e mesi per poter accedere ad esami diagnostici importanti?
E così via… senza parlare dei problemi collegati ai flussi migratori, gli esodati, i creditori dallo Stato, ecc.
Con tutto il tempo consumato nei vari dibattiti che siamo costretti ad ascoltare, l’Italia avrebbe potuto muoversi nella direzione giusta.
E poi, smettiamola di tirare in ballo l’Europa e il PIL… che non sempre, o raramente, danno benessere.
Il benessere, la serenità e la gioia di vivere possono arrivare se prendiamo in considerazione il “DISCORSO SULLA DECRESCITA” secondo Maurizio Pallante.
m-pallante-decrescita

CHE PALLE!

Proprio così.
heegi

DIRE NO

Per puro caso… che non esiste (il caso), trovo questo articolo:

https://lunanuvola.wordpress.com/2016/09/19/se-nessuno-te-lha-mai-detto/

Quanto è importante riuscire a dire no; e quante volte diciamo sì anche se vorremmo dire no.

Disturbi o malattie possono aver origine proprio da questa incapacità, che, fra l’altro, riduce la fiducia in se stessi.

IL BUROCRATE. Da "The Pollo Web"

IL BUROCRATE. Da “The Pollo Web”

Saper dire NO… con educazione… aumenta il giusto amore verso se stessi.
Perché devono essere solo i Burocrati a dire no?

Questa è veramente interessante:

https://unospicchiodicielo.wordpress.com/2010/01/07/la-parabola-dei-sei-ciechi-e-lelefante/?c=40261#comment-40261

Questa storiella mi ha fatto venire in mente il funzionamento moderno della medicina… che definisco Accademica, perché è così che s’insegna all’Università… e cioè a “compartimenti stagni”.
cerca_illu_1

Ogni medico ha la sua specialità e la specializzazione diventa talmente specializzata, per cui perde di vista che oltre all’oggetto della specializzazione c’è qualcos’altro… e il tutto collegato a un cervello e a una psiche.

Scrisse John Webster:
I MEDICI SONO COME I SOVRANI: NON SOPPORTANO DI ESSERE CONTRADDETTI.

Mi sembra molto interessante, e penso non sia il caso di aggiungere molto, dato che ognuno di voi può sapere se il Signor Webster aveva ragione o torto.

Ho dovuto andare a Locarno.
Molti sanno dov’è Locarno, come molti sanno dov’è Lugano.
È famosa perché nel 1925 vi fu firmata la “Conferenza di Pace di Locarno”.
Oltre ad essere una zona turistica particolarmente ambita dai cittadini tedeschi e svizzero tedeschi, è sede di un Festival cinematografico che si tiene normalmente nel mese di agosto.
Ogni anno compaiono i manifesti che lo rammentano… come questo:

Un Manifesto del Festival

Un Manifesto del Festival


Altro manifesto del Festival

Altro manifesto del Festival


Devo sinceramente dire che questi manifesti non mi piacciono. Saranno artistici, ma non mi sembra che incitino ad andare a vedere qualcosa di bello… o forse, tutto ciò che è cinema o arte cinematografica deve essere brutto, opprimente e violento? E poi ci meravigliamo se la “nostra gioventù” è violenta!

Appunto a Locarno, alla ricerca dell’indirizzo per me importante in quel momento, ho incontrato queste luci… che vi trasmetto:

A LOCARNO SUL LAGO MAGGIORE

A LOCARNO SUL LAGO MAGGIORE