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Nell’UNO di Posta & AFFINI menzionai l’Ufficio Postale di Lavena Ponte Tresa in Provincia di Varese.

Questa località si trova proprio al di là del confine con la Svizzera. A dividerli ci pensa l’acqua del fiume Tresa e il Ceresio (Lago di Lugano).

Ufficio Postale di Lavena Ponte Tresa

Come ogni ufficio postale, anche questo ha, naturalmente, il suo timbro… che però non viene più usato per obliterare i francobolli della posta in partenza. Tutto quello che parte da questo ufficio, va direttamente a Milano e sarà timbrato a Milano Roserio. Il che significa che se io attravero il confine e, a pochi metri dalla Svizzera imbuco una lettera, chi la riceverà, anche se la lettera è prioritaria, potrà pensare ch’io sia stato a Milano.

Comunque sia, questa è la tecnologia moderna che falsa un po’ la realtà.

Timbro di Lavena Ponte Tresa

Si può notare che il timbro non è recente. È un timbro del 2007. Molto prima del 2007, la mia stupidità di “collezionista” era arrivata a farmi considerare interessanti i francobolli “viaggiati”… cioè su un oggetto di corrispondenza che aveva fatto strada… cioè il francobollo che dimostra il pagamento per l’inoltro e il recapito di un oggetto di corrispondenza… ha fatto il suo lavoro. Contemporaneamente, avevo considerato interessante mandare l’oggetto postale regolarmente affrancato o addirittura raccomandato in località anche molto lontane. L’oggetto non veniva giustamente recapitato perché indirizzato ad una persona inesistente in quella località… e tornava indietro al mittente… non sempre col timbro della località dove era arrivato.

Questo è il fiume Tresa, l’estuario del Lago di Lugano che si getta nel Lago Maggiore dal ponte che dalla Svizzera porta in Italia.

Il fiume Tresa: a destra la Svizzera, a sinistra l’Italia.

Anche l’Ufficio postale di questa località ha la sua Buca delle lettere per impostare la corrispondenza.

Bucalettere della posta di Lavena Ponte Tresa fino al 2022

Le buche di Poste Italiane sono spesso maltrattate o parzialmente arrugginite al punto che, in molti casi non si osa imbucare perché si arriva a pensare che sia fuori uso. Questa buca non era maltrattata e in buone condizioni… almeno così sembrava. Fu cambiata, nel 2022 con una nuova… con due sportellini: la corrispondenza locale (per la Città) o per ogni altra destinazione.

Devo dire che fa piacere veder cambiare la buca delle lettere quando non rispecchia più il decoro di quello che dovrebbe essere l’esercizio di qualcosa di fondamentale per la popolazione. Si potrebbe obiettare che ormai le lettere non vengono quasi più scritte da nessuno, che la maggior parte delle notizie viaggiano con la posta elettronica e che, in poche parole, internet ha sostituito l’epistolarietà di un tempo. 

È proprio così, però, sono pochi a pensare che, al giorno d’oggi, i vari Governi desiderano sempre di più controllare il cittadino… e possono quindi controllare quanto accade online. Sono pochi quelli che si rendono conto che, salvo situazioni particolari, le lettere non vengono aperte e non venendo controllate sono ancora il modo più sicuro di comunicare senza essere spiati.

La nuova buca dell’ufficio postale di Lavena Ponte Tresa

Come detto, se imbuco in questa nuovissima bucalettere, l’oggetto di corrispondenza verrà timbrato altrove e il ricevente penserà ch’io sia stato “Altrove”. Lo stesso accade in Svizzera. Ci sono alcuni centri dove viene obliterata la corrispondenza. Questi centri hanno un nome che risulta chiaramente sul timbro. Chi riceve la lettera può pensare che chi spedisce sia stato in quella località. A me sembra sbagliato… quasi un falso.

A questo punto, penso sia meglio come facevano e, penso facciano ancora in Germania: Nel timbro non è scritta la località, ma semplicemente “Centro lettere” e un numero.

Imbucato a Kiel

So per certo che la lettera con questo francobollo è stata imbucata a Kiel nel nord della Germania. 

Da quando esiste l’Unione Postale Universale, forse anche prima, un oggetto di corrispondenza non recapitato dovrebbe tornare al mittente… ancor più se l’oggetto è Raccomandato.

Il più delle volte ritorna col timbro della località, come in questo caso con un timbro:

Località del nord della Finlandia

Ormai, la mia discutibile posizione di collezionista “postale” mi ha permesso di mandar missive in mezzo mondo. Mi ha anche permesso di mettere a dura prova la pazienza… la pazienza di aspettare e quella di pregare l’addetto alle poste di timbrare “come si deve”. La priorità fu quella di far viaggiare il francobollo o il francobollo in quartina… anche il francobollo della Repubblica di San Marino… la più piccola repubblica del mondo.

Busta con francobolli della Repubblica di San Marino del 1964

Questa lettera viaggiò dalla località di Serravalle della Repubblica di San Marino fino a SALT LAKE CITY negli Stati Uniti; in considerazione del fatto che il Sig. Opiperi non è mai andato a ritirare la raccomandata, l’oggetto postale fu restituito al mittente. È interessante notare come gli addetti dell’ufficio postale americano abbiano notato tre date importanti fra cui la data di restituzione. Il francobollo commemora il Presidente Kennedy. 

Bisogna dire che gli Stati Uniti d’America hanno sempre avuto un grande rispetto per la repubblica sammarinese.

È degna di nota la manina sulla busta con la quale le poste degli Stati Uniti respingono la corrispondenza. Non mettono la solita brutta freccia… come potremo vedere in futuro su altre corrispondenze da altre nazioni.

La manina degli USA

Naturalmente, sul retro della busta c’è anche il timbro di questa località dello stato dell’UTAH. Oggi sono piuttosto contento di aver collezionato buste e timbri. Sì, perché sono e rimangono unici specialmente dalle nostre parti dove “gli addetti ai lavori” sono sempre più restii a timbrare.

Recentissimamente ho spedito una raccomandata a Trieste dall’ufficio postale di Lugano… con dei bei francobolli che speravo venissero timbrati bene… lo dissi alla signorina. Mi rispose che la corrispondenza sarebbe stata timbrata a Zurigo. Mi dissi: “Speriamo bene”. Che poi, mandare la lettera a Zurigo quando l’Italia è qui a due passi… D’altra parte, l’abbiamo già detto, è il dio soldo quello che comanda.

Eccolo il timbro di SALT LAKE CITY… sul retro della busta… unico ed irripetibile… del 1974

Chi legge queste righe, se arriva a leggerle, sta probabilmente pensando che nella vita ci sono molte cose più importanti di 4 timbri ed un paio di francobolli. E ha perfettamente ragione, però, non sa che il sottoscritto ormai catalogato fra i vecchi desidera campare ancora un po’ e quindi ha bisogno di “giocare”. Lo disse Benjamin Franklin che, fra l’altro, fu il primo direttore generale delle Poste degli Stati Uniti d’America… quando ancora non avevano inventato i francobolli.

Che poi, è ormai dimostrato che se riusciamo a vivere bene le piccole cose, analogamente viviamo ugualmente bene le grandi cose.

Se asserisco che un timbro è unico ed irripetibile, dico qualcosa che sembra sbagliato dato che è sempre possibile, anche a distanza di anni, ripeterlo con quella data e quell’ora… risulta però un falso.

Naturalmente, parlando di timbri, può anche esserci il timbro particolare al quale posso essere particolarmente affezionato. Uno di questi è quello canadese delle cascate del Niagara. Mi è particolarmente caro perché quel giorno, verso la fine del secolo scorso, provenienti da Toronto col Bus di linea e diretti a Buffalo nello stato di New York, ci fermammo a vedere le famose cascate.

Timbro dell’Ufficio Postale di “NIAGARA FALLS”

Ci lasciarono piuttosto indifferenti, forse perché il freddo era pungente e, forse quel giorno, eravamo gli unici turisti. Prima di andare in un ristorante a mangiare, cercai l’ufficio postale per mandarmi una lettera. All’addetto dell’ufficio chiesi di mettermi un timbro anche sulla busta… cosa che molto gentilmente fece… con un timbratore particolare che mi stupì. Proseguimmo alla volta di Buffalo negli Stati Uniti. Quello che ci meravigliò fu che per il passaggio della frontiera ci fecero scendere dal bus, portare tutti i bagagli in dogana, riempire un formulario… e pagare pure qualche dollaro… senza ricevere in cambio nessuna ricevuta.

(Probabilmente continua)

Mi piace andare molto indietro nel tempo per poter analizzare come funzionava la posta prima della Seconda Guerra Mondiale nonché durante la Guerra.

1938 – Cartolina spedita da Zurigo a Genova Pegli

L’interesse di questa cartolina (Il SIGNORA è l’inizio dell’indirizzo) è nella nitidezza del timbro svizzero, nei tempi di recapito e nel francobollo. Correva l’anno 1938, avevo 2 anni e la mia mamma riceve dopo meno di 24 ore dal momento della timbratura una cartolina tutta scritta. Il timbro di Zurigo, abbastanza nitido, è intorno alle 19-20. Probabilmente la corrispondenza per l’Italia fu caricata direttamente sul treno diretto della notte cha partiva da Zurigo attorno alla Mezzanotte. La targhetta reclamizza l’Esposizione svizzera dell’anno dopo. Il timbro di Genova Pegli non è nitido ma sufficientemente leggibile; ci dice che la cartolina è stata recapitata il giorno dopo.

Francobollo del 1936

L’interesse di questo francobollo non è solo nel fatto che uscì nello stesso anno in cui nacqui io, ma nell’illustrazione. Si vedono praticamente solo dei binari… ma a livelli diversi. Sono i binari della linea del San Gottardo che salgono fino ad Airolo per penetrare nella montagna e raggiungere la Svizzera tedesca. I binari sono appunto a livelli diversi; il livello più basso entra nella montagna e grazie ad una galleria elicoidale sale più in alto e raggiunge il livello medio (a sinistra nel francobollo) per entrare nuovamente in galleria, fare un altro giro e raggiungere il livello più alto. I lavori della galleria del Gottardo iniziarono nel 1872 e terminarono nel 1882 coll’inaugurazione della galleria. Al portale nord della galleria c’è il paese di Göschenen; fino a qualche decennio fa… quando ero giovincello, tutti i treni fermavano in quella località… fermavano per 3 minuti. Chi voleva, poteva scendere dal treno ed andare a gustarsi del brodo caldo pronto sul marciapiede della stazione. Era una consuetudine ormai dimenticata… ma utile per chi aveva freddo a quell’altezza… specialmente d’inverno.

La discesa del treno verso Zurigo incontra nuovamente gallerie e giri in galleria. È significativa questa cartina.

“Giri” ferroviari attorno a Wassen.

La componente turistica più interessante è che, chi scende sul treno ed è seduto sul lato destro, dopo il primo giro di galleria vedrà sulla destra in basso la chiesetta di Wassen, dopo il secondo giro vedrà alla stessa altezza del treno la stessa chiesetta, poi, dopo il terzo giro rivedrà la chiesetta più in alto dall’altra parte.

Questa ferrovia, fino all’inaugurazione del tunnel stradale, e cioè fino al settembre 1980, era l’unica possibilità per passare “agevolmente” nel periodo invernale dal Cantone Ticino al Cantone di Uri patria di Guglielmo Tell.

Più volte viaggiai in macchina sul treno. Era così che c’era quasi sempre pronto un treno piuttosto lungo con dei vagoni perfettamente collegati che venivano attraversati dalle macchine fino alla macchina precedente. Naturalmente si pagava un biglietto prima di salire e, durante tutta la traversata della galleria si rimaneva in macchina.

Con l’inaugurazione del tunnel autostradale, anche le poste svizzere non vollero essere assenti e distribuirono un francobollo da 80 centesimi.

Francobollo svizzero del 1980

Oggi è ancora meglio. Se si vuole andare da Lugano a Zurigo si passa sotto il massiccio del Gottardo in una galleria lunga 57 chilometri. Circa 20 minuti ai 200 all’ora… in galleria. La vecchia ferrovia viene usata per collegare le località montane e per trasportare i turisti in vagoni panoramici.

È interessante come da un francobollo sia possibile arrivare a notizie particolari.

Ho la fortuna di possedere una cartolina postale svizzera scritta e spedita in Italia durante l’Ultima Guerra. È del 1942.

Cartolina postale svizzera del 1942

Parte da una località più lontana di Zurigo… da Romanshorn sul lago di Costanza l’11 marzo 1942 e arriva a Genova Pegli 2 giorni dopo.

Una normalissima cartolina postale da 10 centesimi a cui sono stati aggiunti altri 10 centesimi di affrancatura per l’estero. Il francobollo aggiunto, con sovraprezzo di 5 centesimi, è un classico della serie PRO JUVENTUTE che dal 1912 fino ai giorni nostri, annualmente prima dell’Inverno, viene emessa in favore della gioventù.

Per farla breve, nel 1942, mentre infuriava la guerra, una semplice cartolina postale, con semplice e minima affrancatura, impiega 2 giorni per attraversare il confine e arrivare a destinazione; oggi, cioè nel 2022, una semplice lettera come questa inviata Fermo Posta, col timbro d’arrivo, in una località del luganese ha impiegato ben 14 giorni.

Lettera con normale affrancatura pari a € 1.25.

Probabilmente nel 1938, una lettera dall’Italia alla Svizzera costava 1.25 lire pari a € 0.00064); oggi costa € 1.25… quasi come a quei tempi… è solo cambiata la valuta!!! 

Anche in Svizzera esiste la posta ordinaria denominata Posta B… che normalmente arriva entro 3, massimo 4 giorni lavorativi. La Posta Prioritaria costa solo 20 centesimi in più, non € 1.60 in più per l’interno e € 2.25 in più per l’estero Zona1.

Sempre nel 2022, una lettera può avere la stessa località di partenza e arrivare in 2 giorni con la tariffa Prioritaria di € 3.50. Anche in questo caso l’invio è stato fatto Fermo Posta per poter avere il timbro d’arrivo.

Lettera con affrancatura Prioritaria pari a € 3.50.

Se, ad un prezzo così alto è possibile far arrivare una lettera oltre confine in due giorni come durante una guerra, con quale fantasia o disonestà è possibile recapitare una lettera in 14 giorni?

È fantastico dover considerare che un tempo, credo fosse così, le poste erano intenzionate a svolgere bene la loro “missione”… perché no dato che si tratta di un importante servizio pubblico? Oggi è più importante il dio denaro e s’è dimenticato il rispetto.

(Probabilmente continua)

Posta & Affini

Mi sono abbastanza stufato di scrivere degli articoli seri relativi a quanto succede attorno a noi. Pochi commenti e solo “MI PIACE”. D’ora in avanti, salvo eccezioni particolari, mi divertirò a scrivere su argomenti postali. Lo farò per me, e… per tutti coloro che potranno essere interessati a leggere. L’immenso materiale (francobolli, timbri, buche delle lettere) mi permetterà di divertirmi… quasi seriamente… anche se l’interesse sarà minimo.

Da un po’ di anni sono poche le persone che scrivono lettere, le affrancano e le imbucano.

Se riceviamo una lettera raramente è con un francobollo… e se c’è un francobollo… è quasi sempre lo stesso. Raramente c’è un timbro… quello che un tempo garantiva la data dell’impostazione. Infatti se si riceveva una “ circolare  non datata”, era facile leggere : « Data del timbro postale ». Le poste si prendevano la loro responsabilità… sempre a livello corrispondenza.

Qui in Svizzera dove il servizio postale è ancora abbastanza onesto, la posta arriva in modo piuttosto regolare… anche se non si sa mai esattamente quando parte dato che è possibile trovare sulla busta qualcosa di stampigliato come questo :

dove P.P. sta per porto pagato. 

Quando c’era un francobollo, parlo di qualche anno fa, e la missiva arrivava dal Canton Ticino, era molto facile trovarsi di fronte a questo francobollo e questa timbratura :

Anche se la missiva veniva… e viene imbucata a pochi metri dall’indirizzo del destinatario, veniva e viene portata lontano, vicino a Bellinzona, obliterata e riportata dal portalettere al destinatario. Non esiste più la fantasia della targhetta postale che, più o meno pubblicitaria, ci raccontava qualcosa.

Se l’oggetto di corrispondenza viene imbucato in “quella” parte della Svizzera tedesca, la timbratura sarà eseguita a Zurigo… e avrà la stessa monotona dicitura.

2017%20-%20Bollo%20Luzern%20con%20timbro%20MülligenIn poche parole, la corrispondenza viaggia inutilmente e non rispetta l’ecologia ; infatti, per poco che sia, il trasporto consuma 

Stesso francobollo e stessa targhetta… da Zurigo

energia e molto probabilmente produce parte di quel CO2 tanto deprecato negli ultimi anni come causa del surriscaldamento globale.

Ritornerò sull’argomento Svizzera. 

In Italia come vanno le cose? Anche in Italia la corrispondenza fa inutili chilometri, perché anche nella Penisola esistono alcuni Centri che timbrano la corrispondenza. Ne conosco pochi; sicuramente nel nord c’è PADOVA, MILANO ROSERIO e TORINO. Al posto della targhetta pubblicitaria ci sono le righe ondulate.

Timbratura di Torino

Questa obliterazione di Torino potrebbe essere di una missiva imbucata in Liguria. Quando cominciarono ad inventarsi il “timbratore centralizzato”, la corrispondenza ligure veniva timbrata a Genova…  e questo può essere un ricordo di quei tempi. 

Un timbro di Genova con un bel francobollo che ci ricorda l’orto botanico di Trieste.

Ancora prima però, se si riceveva della corrispondenza, il timbro poteva dirci da dove veniva… oggi no. Quando ricevo una lettera da Genova o dalla Riviera Ligure di Ponente, il più delle volte il francobollo non è timbrato. In considerazione del fatto che, se la busta è decente, mi piace il francobollo timbrato su busta, stacco il francobollo non timbrato dalla busta, lo appiccico su una busta a me indirizzata, FERMO POSTA in Svizzera. L’imbuco in Italia, pochi metri oltre il confine in provincia di Varese a Lavena Ponte Tresa. Arriverà dopo circa 15 giorni e ci sarà, il più delle volte sul retro della busta, il timbro d’arrivo. Il francobollo sarà appunto timbrato a MILANO ROSERIO… non nell’ufficio postale della provincia di Varese… come in questo caso:

Francobollo del 2020

Questo francobollo ha un storia un po’ particolare, e cioè quella di aver “trasportato” una corrispondenza dall’Italia alla Svizzera… ben tre volte.

La prima volta, non timbrato, ha trasportato una lettera di un mio amico da Genova; dopo averlo staccato e incollato su un’altra busta, ho consegnato la stessa ad un parente di passaggio che tornava a casa in Italia pregandolo di imbucarmela. Per la seconda volta ricevo dalla Liguria la lettera col francobollo ancora intonso. Questa volta, dopo averlo di nuovo staccato e riattaccato su una busta lo faccio imbucare in Lombardia… in Provincia di Como. La busta viene imbucata esattamente il 13 settembre 2022 e, da quel momento la considero “smarrita”. Ritrovo recentemente la busta con degli “aloni particolari” di umido. Probabilmente è rimasta in ammollo un po’ di tempo finché un qualche addetto alle poste decide di inviarla a Milano e il 5 dicembre subisce una timbratura. Il viaggio da Milano dura “solo” 9 giorni (normalmente una quindicina).

Timbrato a Torino

Qualche volta, trattasi di una cartolina, dall’estremo ponente ligure l’oggetto arriva timbrato… però in modo osceno… ovvero irrispettoso.

Questa volta la cartolina, per essere recapitata, ha impiegato quasi un mese.

Sembra questo essere un inizio… parlare di francobolli e timbri può, dico può essere interessante… almeno per me… spero anche per altri.

(Probabilmente continua)

Stella e Stalla

Non posso terminare l’anno senza complimentarmi per quanto ho letto in questo articolo.

QUANTA SAGGEZZA E QUANTA DELICATEZZA !

Grazie Evaporata !

BUON ANNO A TUTTI

Forse è Natale. Lo si dovrebbe dedurre dalle luminarie e dalla quantità di Panettoni, Pandoro e Pandolce che offrono i Supermercati. 

Se invece dobbiamo prendere in considerazione quello che sta succedendo nel mondo… anche in quel mondo a noi piuttosto vicino, cioè in Europa, si direbbe che, non solo non è Natale, ma continua ad essere terribilmente vero quello che scrissi e cioè che il Genere Umano è guasto.

Ma è possibile ripararlo ? È possibile portarlo a ragionare ? Sarà possibile fargli capire che se vuol « giocare » a fare la guerra non è più come un tempo ? Sarà possibile fargli capire che ammazzare indiscriminatamente e distruggere a più non posso gli consuma quella piccola parte di corteccia cerebrale che gli era rimasta ?

Ultimamente sono stato piuttosto assente dal blog… anche e fondamentalmente per ragioni di salute… capita a chi è catalogato nella categoria dei vecchi ; malgrado tutto non posso non fare i miei AUGURISSIMI ai miei amici di blog e che grazie al blog hanno acquisito una fantastica personalità.

Non posso augurare Buon Natale senza pensare ai francobolli.

Le Poste Italiane ne stampano tutti gli anni ma li vendono raramente negli uffici postali.

Con questo, del 2008, che è un po’ « vecchiotto »… (fa rima) :

Francobollo del 2008… maltrattato dai timbri di Poste Italiane.

Se poi avete voglia di fare un bel viaggio a nuoto o in aereo, potete fare un salto a Reykjavik a imbucare in questa buca e Santa Klaus forse esaudirà i vostri desideri :

Buca natalizia islandese.

Se poi vogliamo vedere il Natale dai 3 punti di vista più noti, possiamo goderci questo bellissimo trittico dela Repubblica di San Marino.

1995 NATALE Trittico  di San Marino

Quella stella cometa che porta alla capanna e che dovrebbe aiutarci a sperare nel futuro e nella bontà del Genere Umano… sarà di buon auspicio ?

Chissà !

L’importante non dover ritornare ai drammi degli ultimi 2 – 3 anni che ci hanno messo in crisi di fronte alla parola LIBERTÀ.

Con grossolana mancanza di rispetto hanno obbligato la popolazione a farsi inoculare un liquido potenzialmente pericoloso osannando una scienza più o meno fasullata che non ha mai voluto e non vuole tener conto che in Medicina non esistono due, dico due, persone identiche.

Non solo, ma sempre grazie a quella scienza e a pseudodemocratiche decisioni, hanno limitato la libertà dei cittadini. Hanno, più volte, impedito al cittadino italiano di metter piede sul patrio suolo… per non parlare delle multe propinate a chi ha voluto sentirsi libero… come dovrebbe essere.

Speriamo di non tornare più a certi livelli « autoritari ». E pensare, senza ridere troppo, che a dirigere certi livelli « autoritari » c’erano proprio quelli che oggi, oggi che il vento è cambiato, auspicano che non si torni a certi, ancor peggiori, autoritarismi.

Certi recenti autoritarismi furono deleteri e portarono anche ad una specie di odio di classe… addirittura impedimento discriminatorio al lavoro.

Ho letto recentissimamente questo articolo. Non sempre condivido quello che scrive questo autore e… non sempre lo leggo, però, sotto sotto, spero quasi che non sia vero quello che scrive. Se infatti è vero, non si può non arrivare a pensare che siamo stati governati da criminali patentati.

Vi prego di leggere.

Spero abbiate letto.

Non vi è venuta la pelle d’oca ?

Per fortuna esiste l’amore per i figli… o no ?

BUON NATALE AUGURO A CHI MI LEGGE… CON SERENITÀ E FIDUCIA NEL FUTURO.

L’acqua è sicuramente un elemento importantissimo per la vita. Senz’acqua è impossibile vivere… almeno così sembra… a meno che la « sfrenata » tecnologia che c’incalza sempre di più non riesca a trovare qualcosa d’altro.

Ho trovato un’EPOCA del 20 novembre 1966. Mi ha colpito quest’attualissimo titolo :

L’autore ?  RICCIARDETTO.

Fu scritto in occasione della terribile alluvione del 4 novembre 1966 che colpi la Toscana. Lo ricordo benissimo dato che abitavo ancora in Toscana. Di acqua ne cadde veramente molta, e, come tutti sanno, fece danni immensi.

Certo, come viene detto nell’articolo del 1966 sarebbe stato possibile avere meno danni se la politca avesse agito in modo un po’ più oculato.

Nel 2013 scrissi questo articolo :

dimostrando che anche le nostre poste già nel 1981 menzionavano il 

DISSESTO IDROGEOLOGICO

Con questo francobollo

Da quando fu scritto l’articolo son passati 56 anni e sembrerebbe che la situazione non sia cambiata molto… anzi. Da allora nella nostra Penisola ci sono state molte alluvioni e moltissimi danni.

Ho estrapolato questo passo dall’articolo del 1966.

Combinazione… se esiste la combinazione, mentre scrivo questo articoletto stimolato da quell’EPOCA del 1966, accade quel che accade a Ischia e si comincia parlare a non finire di abusivismo.

Non voglio continuare l’articolo perché sono sconvolto dal grande numero di morti nell’isola di Ischia… che poi, anche se di morti ce ne fosse stato uno solo, sarebbe già troppo.

Termino con una piccola considerazione : « Dal 1966 ad oggi si sono succeduti a Roma molti Governi ; a parte il fatto che di fronte al morto non c’è mai un colpevole nella stanza dei bottoni o nell’ambito della « terribile » burocrazia, possibile che gli « Addetti ai lavori » non abbiano ancora capito che pagare i danni costa molto di più che prevenirli ?

UNA BELLA NOTIZIA 3

Di questi tempi non è facile trovare delle belle notizie… è stato però possibile, girando per la strada… vedere una bella notizia… questa:

Meglio abbracciarsi che battersi… o no?

Che poi, un bell’abbraccio… ci fa sentire vivi… o no?

Mi piace trovare delle belle notizie… ma sono così poche. Piacciono tanto le notizie che finiscono con la morte o con sofferenze.

Questa, come ho comunicato a Evaporata è di una bellezza e delicatezza non indifferenti.

Non credo sia necessario aggiungere parole… e quindi non lo faccio e v’invito a leggere questa « bella notizia ».

Quando ho sentito il capo del PD pronunciare queste parole in questo modo, ho dovuto sorridere :

OPPOSIZIONE, OPPOSIZIONE, OPPOSIZIONE,

Perché ho sorriso ? Perché mi è sembrato puerilmente il bimbo che perde e non accetta di aver perduto. Che poi, è assodato che il PD ha partecipato, negli ultimi anni, alla distruzione della nostra povera Italia.

Non si dimentichi il piccolo particolare che proprio lui in prima persona fu a capo di uno dei tanti Governi fallimentari.

Non si offenda chi pensa che valga la pena di aver ancora fiducia in certi personaggi e… soprattutto… non abbia paura del prossimo futuro.

Ho sempre detto che le donne hanno una marcia in più… sicuramente verrà usata per il bene dell’Italia.

Non amo il fascismo e neppure il comunismo… li ho conosciuti AMBEDUI.

Amo il rispetto e chi sa rispettare… chi rispetta è educato e onesto.

Qualche giorno fa son riuscito a pubblicare una bella notizia… in pochi l’hanno recepita… forse perché era troppo bello poter pensare che quel gattino potesse continuare a vivere bene. Gli Umani hanno gioito e hanno aiutato la VITA.

Qui, con questa notizia sta succedendo l’opposto ; gli UMANI stanno aiutando la MORTE.

Mi sono trovato più volte su un’ambulanza… come medico rianimatore al servizio di sofferenti … e come sofferente desideroso di essere curato nel più breve tempo possibile.

Con quale criterio si riesce a permettere che una persona che soffre possa rimanere chiusa in un’ambulanza per ore ?… Nello stesso modo come si riesce a permettere che un malato passi la notte su una barella… in un’ammucchiata di barelle ?

Credo solo di poter dire che se un qualcuno sull’ambulanza s’aggrava e potrebbe anche morire, sarebbe puerile non incriminare per omicidio chi gestisce la sanità.

La criminalità non è solo nell’ammazzare o rubare o avvelenare il prossimo……