Recentissimamente ho accennato al fatto che, almeno secondo quanto mi è dato constatare, Poste Italiane, nel non portare avanti il silenzioso contratto dell’affrancatura della corrispondenza cartacea in tempi ragionevoli… ruba.
Credo che rubare sia proibito. Non so se sta scritto sulla Costituzione sempre invocata da tutti ma non troppo seguita. Quindi, se io non posso rubare e neppure il mio vicino può farlo, c’è qualcuno che può farlo impunemente ?
Purtroppo la risposta è sì.
C’è anche un modo diverso di rubare… me lo confessò una volta un chirurgo piuttosto « apprendista » che guardava l’operare di un luminare della chirurgia : « Rubo con gli occhi »… e lo si può fare anche in altri campi… se si vuole imparare.
Tornando al vero « rubare », non m’interessa analizzare chi ruba una mela o chi fa la rapina del secolo, sono piuttosto interessato a certi « furti legalizzati » che fanno ormai parte del nostro vivere quotidiano.
Non m’interessa neppure la marca da bollo di € 16 che fui costretto a comperare e appiccicare sulle dimissioni dall’Ordine dei Medici… per renderle valide !!!
M’interessa particolarmente il tributo che lo Stato pretende quando mi versa la Pensione… la Pensione maturata anche grazie a regolari versamenti effettuati durante il periodo lavorativo. La Pensione, in realtà piuttosto misera, mi viene elargita dall’INPS e dall’ENPAM (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Medici) come conseguenza dei versamenti fatti da me direttamente o dal mio datore di lavoro… per me. Già, a suo tempo, mi comunicarono che all’età di 60 anni mi avrebbero versato la pensione ; poi, anno dopo anno, come conseguenza di leggi ad hoc, mi rimandarono il pagamento di 5 anni… in un certo senso mi mancarono di parola e, non versandomi la pensione per 5 anni, fu come se me l’avessero rubata. Quello però che mi sembra un furto vero e proprio, quasi un’estorsione, sono le imposte sulla pensione ; in poche parole lo Stato si prende una parte di quei soldi che mi appartengono… come se la pensione fosse un guadagno. Infatti non è un guadagno, ma la restituzione di soldi miei amministrati, o male amministrati, da enti statali o parastatali. Non si creda che la Svizzera si comporti in modo diverso… in un certo senso anche peggio. Per prima cosa si paga per la sanità… OBBLIGATORIAMENTE… a delle società di assicurazione cammuffate col nome di CASSA MALATI… anche se si è sanissimi e non si consuma alcun medicamento.
Se si abita in casa propria, bisogna considerare un guadagno quello che si potrebbe ricevere se si affittasse l’immobile nel quale si abita. Abitando in Svizzera, bisogna dire, i servizi funzionano piuttosto bene, però si deve pagare tutto ; dopo aver fatto la dichiarazione delle imposte, si paga il sacchetto che si usa per buttare l’immondizia… questo però non è rubare perché non dovrei comperare il sacchetto se non producessi immondizia.
Ci sono poi i mezzi furti, quelli relativi a ciò che non ti viene dato e di cui hai diritto se paghi le tasse. In Italia ce ne sono moltissimi e sono presenti tutte le volte che non ti viene dato quel determinato SERVIZIO.
Un Servizio che fa piuttosto cilecca e che usa il modo di dire : « Rimanda possibilmente a domani tutto ciò che potresti fare oggi » è la Magistratura che, fra l’altro, dovrebbe farci credere a quanto leggiamo sovente e cioè che « La legge è uguale per tutti »… ma lo è veramente ?
Sembrerebbe che ciò che ha a che fare con la posta non abbia alcun collegamento col rubare. Non è così, perché se andiamo un po’ indietro nel tempo quando quasi tutti usavano i francobolli, fra cui le ditte importanti e le banche, esisteva il problema del furto dei francobolli da parte dei dipendenti della ditta.
Per evitare questo, ci fu il «Perfin » che significa « perforated in ». L’azienda faceva perforare i francobolli con una sigla. Questo è un esempio ; questi sono francobolli perforati « C. I. »… cioè Credito Italiano… banca italiana che non esiste più e fu assorbita, se non vado errando, dalla Banca Commerciale Italiana.

Francobollo da 5 lire della serie ITALIA AL LAVORO… Fronte e retro.
Devo dire che, a suo tempo, ho sempre scartato, se non buttato i francobolli forati come questo. Sicuramente ebbi occasione di vedere, e forse buttare, francobolli forati BCI corrispondenti a Banca Commerciale Italiana. Questo “Perfin” esisteva anche in altre nazioni. Vedo, grazie ad internet che esiste un catalogo dei francobolli perforati!
Ho trovato altri due perforati del Credito Italiano e, tutt’e due della stessa serie… cioè Italia al lavoro… lunga serie che sarà interessante analizzare.

Italia al lavoro: LA VENDEMMIA (Puglia)

Italia al lavoro: IL GRANOTURCO (Friuli Venezia Giulia
Quella dell’Italia al lavoro fu una lunga serie che prese in considerazione tutte le regioni d’Italia. Fu molto usata. C’era il pezzo da 50 centesimi e quello da 200 lire.
Il pezzo da 65 lire veniva spesso usato per le raccomandate.

Il francobollo da 65 lire
Era su una busta dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) indirizzata a Genova. Ebbene, può destare il nostro interesse il fatto che la lettera raccomandata partì da Roma il 12 giugno 1951.

Timbro di partenza
La lettera fu caricata sul treno diretto a Torino… sul vagone postale che aveva, oggi inimmaginabile, un piccolo ufficio postale che smistava la posta e lasciava la propria impronta con un timbro.

Timbro dell’Ufficio postale sul vagone postale del treno. AMB. ROMA – TORINO
AMB sta per Ambulante. Probabilmente si trattò del treno notturno o addirittura del Treno del Sole che da Palermo arrivava alla mattina a Torino.
È un fatto che la lettera fu timbrata a Genova alle 8.del mattino e sicuramente distribuita il giorno stesso. Oggi dovrebbe accadere con la posta prioritaria al prezzo di € 3.00. Quella Raccomandata da Roma a Genova costò 65 lire pari a € 0.033… poco più di 3 centesimi di Euro.

Timbro GENOVA RACCOMANDARE ARRIVI del 13 giugno 1951
L’efficienza postale era sicuramente un positivo desiderio dei Governanti, tant’è vero che mi sembra esistesse un Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Credo che, di questi tempi sia il Ministero di Matteo Salvini… più interessato a costruire un Ponte sullo Stretto di Messina piuttosto che far funzionare i Servizi… per l’italica gente.
Dico questo perché, se i Servizi non funzionano, anche tutto il resto va a catafascio… o quasi.

Il retro della busta coi due ultimi timbri.
Oggi la corrispondenza viaggia, potremmo dire, quando vuole… sì, perché la maggior parte delle notizie viaggiano in tempo reale grazie agli smartphone. Igiovani hanno creato un mucchio di sigle e comunicano con quelle. Certo non è come 80, o anche 60 anni fa quando si riceveva una lettera; prima di aprirla si guardava il timbro e il francobollo… era anche interessante la provenienza. C’era chi apriva la busta frettolosamente con quattro veloci e violente ditate… per arrivare prima a leggere l’interno e chi apriva la busta quasi religiosamente col tagliacarte… quasi per non far male a chi aveva scritto la lettera.
Malgrado tutto, anche oggi si riceve volentieri una lettera cartacea… che spirito differente rispetto alle Mail!!!
Vorrei chiudere con un francobollo relativamente recente… uno di quelli classificati come Giornata della Filatelia.

Francobollo del 1999… del secolo scorso!
Trovo simpaticissimo quel giovane o quella giovane che apprezza apertamente i francobolli.
I giovani d’oggi sanno cosa sono i francobolli?… e a cosa servono?
(Possibilmente continua)