Purtroppo esiste e sembra peggiorare… il femminicidio. Ne parlano molto… anzi moltissimo, ma non arrivano mai ad una conclusione intelligente. Non sarò certo io a dire l’ultima parola o a trovare la soluzione. È un fatto però che certi accadimenti si ripetono continuativamente e il Genere Umano sembra soffrirne… e fa qualcosa… solo qualcosa. Anche Poste Italiane ha deciso di metterci becco e di fare la sua parte… emettendo un francobollo:

Francobollo del 2023… la panchina verde viene dipinta di rosso
Mi piace il francobollo. Penso però che a dipingere la panchina di rosso dovrebbero farlo anche gli uomini… quegli uomini che amano veramente la moglie o la compagna o… la donna. Ho sempre detto e scritto che la donna “ha una marcia in più”; forse sarà questa la ragione per cui quel determinato sedicente uomo sente il bisogno di arrivare a sopprimere quella donna?
Io però sarei dell’idea che il Genere Umano, già guasto, continui a guastarsi sempre di più a causa delle innumerevoli onde emanate dai telefonini. Si chiamano in un altro modo ma sono dei piccoli computer che “sanno” tutto ma finiranno col distruggere tutto… grazie alla cosiddetta “Intelligenza artificiale” che può portare chiunque fuori strada.
Non mi sento di infierire troppo contro la tecnologia che pretenderebbe di fare tutto con un clic e lo vorrebbe anche da chi non possiede quella… chiamiamola particolare mentalità. Quello che, scrivendo mi ha colpito di più è quanto ho appena scritto… l’ultima parola… strada.
La “strada” è quella che non dovremmo mai perdere, ma è anche il titolo di un film di Federico Fellini interpretato da Giulietta Masina. Ce lo ricorda un francobollo della Repubblica di San Marino.

Francobollo del 1988. Purtroppo il timbro disturba la scritta del film.
Questo è uno dei tre francobolli della serie che ricorda anche gli altri famosi film del regista Fellini.
La strada però è fatta di innumerevoli “oggetti” e infinite possibilità. Ci sono le strade cittadine coi marciapiedi, i negozi e le abitazioni e le strade cosiddette extraurbane circondate da prati o campi coltivati; ci sono poi le autostrade… anche a più corsie… sulle quali sfrecciano le automobili.
Ho guidato molto in autostrada, anche con la nebbia fittissima; ho potuto prendere atto che esistono, o, per lo meno esistevano automobilisti, secondo me, piuttosto incoscienti o addirittura sciagurati che, sapendo che quell’autostrada era senza curve, andavano ad alta velocità. Fu quella una delle cause dei famosi tamponamenti a catena? L’esperienza di vita potrebbe avermi insegnato che il mondo è dei “dritti”. Sorvolo certe realtà e prendo in considerazione l’esistenza sulle strade, quasi sempre cittadine, di buche delle lettere.
Oggi, fine 2025, sembra assodato che la corrispondenza cartacea non serva più. Pare che dal 2026 in Danimarca non venga più recapitata la corrispondenza. In Italia da un po’ di tempo vengono chiuse le buche col nastro adesivo… in modo piuttosto osceno. Qualche volta viene comunicato l’ufficio postale più vicino… come in questo caso. Però, fanno veramente ridere… scrivono anche dove si può imbucare e a che ora viene ritirata la posta come se fosse a due passi.

Buca delle lettere fotografata a Cannero Riviera nel 2025
Guardate un po’ la cartina. Se uno è a piedi? Certo, oggi tutti hanno lo smartphone e la macchina… o quasi tutti?
Io, per esempio, ho un piccolo cellulare quasi sempre spento che uso nei casi di emergenza. Devo tenerlo dato che non ci sono più i telefoni pubblici… ovvero le cabine telefoniche.
Se si guarda la cartina si vede che fra Trarego e Viggiona c’è da fare un po’ di strada e, per giunta, considerate le curve sembra di essere in montagna!!! Questione di rispetto, educazione o onestà?
Se si guarda la cartina si vede che fra Trarego e Viggiona c’è da fare un po’ di strada e, per giunta, considerate le curve sembra di essere veramente in montagna!!!
Questa è una foto che mi hanno mandato. È un fatto che sembra diventato normale eliminare le buche per l’impostazione. Mi hanno comunicato quale sarebbe la situazione a Genova; se qualcuno vuole imbucare un oggetto di corrispondenza deve andare nel Centro della città.

Cannero Riviera è sul Lago Maggiore.
Ho ricevuto un’altra simpaticissima foto di bucalettere chiusa col solito nastro adesivo. Questa volta il lavoro è stato fatto in modo molto determinato… però non c’è alcuna indicazione per chi non può imbucare. Si tratta di una buca di Borgio Verezzi in provincia di Savona… nella mia Liguria.

Buca di Borgio Verezzi… sempre del 2025.
Qui il nastro adesivo è “firmato” Poste Italiane!!!
È probabile che Poste Italiane abbiano pensato di poter risparmiare, avere meno dipendenti e poter concentrare il lavoro su ciò che rende… cioè il settore “bancario”. Se però il settore postale viene lasciato NON funzionante come si deve, allora Poste Italiane dovrebbe chiamarsi in un modo differente.
In fondo non è così importante… chiunque può fare qualche chilometro se proprio vuole spedire la classica lettera o cartolina… per posta.
Sono contento se penso di aver iniziato a fotografare le buche e gli uffici postali quando ancora faceva piacere ricevere una lettera o una cartolina… quando oggi è diventato quasi difficile trovare la cartolina.
Ricordo che fotografai per la prima volta un Ufficio Postale quando ero a Lindau… in Germania.
Era il 2011 e, naturalmente fotografai anche la bucalettere.

Ufficio postale di Lindau.
Qualcuno potrebbe chiedersi: “E dove si trova Lindau?”
Risponderei che si trova sul Lago di Costanza o Lago Bodanico. Questa cittadina piuttosto turistica fa parte della Baviera e si trova alla fine di una penisoletta. Ha la caratteristica di possedere un porticciolo con un faro… voluto a suo tempo, pare, da Ludwig I° re di Baviera. Non è chiaro se la costruzione del faro fu un capriccio bavarese che non aveva sbocco sul mare, o una necessità per migliorare la sicurezza della navigazione lacuale.

Bucalettere a Lindau
In ogni caso sembra che funzioni come faro.
Non bisogna dimenticare che il lago di Costanza bagna 3 nazioni; oltre alla Germania anche la Svizzera e l’Austria. Inoltre, nella tedesca Friedrichshafen nacquero i famosi dirigibili Zeppelin che trasportarono passeggeri al di là dell’Atlantico… anche nell’America del Sud.
Non tutte le bucalettere tedesche sono così piccole. Molte, che sono riuscito a fotografare sono, o, per lo meno, erano grandi.
Mi capitò di fotografarne a Brema e ad Amburgo.
Queste sono di Brema… e anche piuttosto grandi.

Bucalettere a Brema nel 2016
Se si prende in considerazione la città di Brema è quasi obbligatorio pensare al fatto che fu una città della Lega Anseatica assieme ad Amburgo, Lubecca e altre. È particolarmente interessante ricordare i 4 suonatori di Brema.
Fu così che andai a cercarli; non fu facile e, dopo averlo gentilmente chiesto… li trovai.

I Quattro suonatori di Brema… a Brema.
Fu molto interessante trovare i protagonisti di una favola sentita più volte da bambino.
Temo, nello stesso modo, che fra “qualche anno” potrà sembrare una favola sentirsi raccontare che esistevano per la strada delle “scatole” colorate con una apertura particolare nella quale, in qualsiasi ora del giorno o della notte, era possibile infilare una busta di carta nella quale era stato messo un foglio con su scritti dei “pensieri” o semplicemente quello che si voleva raccontare a un’altra persona che normalmente abitava lontano o molto lontano. Il nome della persona lontana era stata precedentemente scritta sulla busta assieme all’indirizzo della località dove abitava. Non bastava; era necessario appiccicare sulla busta un foglietto di carta speciale che gli umani di quei tempi chiavano francobollo. Normalmente era colorato, a guardarlo bene ci raccontava delle storie e costava una certa cifra… cioè quella necessaria per il trasporto della “lettera” fino a dove abitava quella persona lontana. Prima di mettere la busta con lo scritto, che quegli umani chiamavano lettera, bisognava controllare che tutto fosse stato preparato bene perché, una volta introdotto l’oggetto in quella scatola, non era più possibile riprenderlo. Quella scatola era fatta in modo che se avesse piovuto l’acqua non avrebbe potuto entrare e quindi non avrebbe potuto bagnare quello che era stato messo dentro.
A questo punto l’interlocutore potrà chiedersi in che modo quella “lettera” usciva dalla scatola per arrivare a destinazione. Certo penserà che intervenga la tecnologia molto sofisticata. Quelle scatole chiamate anche “bucalettere” venivano vuotate da un umano che trasportava quello che trovava e che veniva analizzato, spartito e spedito.
In poche parole, quelle “scatole” come queste delle isole Azzorre, potranno diventare oggetto da museo.

Due buche di Ponta Delgada (Isole Azzorre)
Per il momento rimangono e vengono ancora utilizzate. Se fossi un pochino più giovane e avessi buone capacità economiche, comincerei ad andare in giro per il mondo ad acquistare le buche in disuso e inizierei ad approntare un bel Museo… per i posteri.
Sì, perché se consideriamo il primo passo della Danimarca, è chiaro che prima o dopo anche altre Nazioni seguiranno certi passi… non foss’altro che per risparmiare… o guadagnare di più?
Non è difficile comprendere, ancora una volta, che da un po’ di tempo sono importanti solo i soldi o, per fare i soldi… le materie prime e le terre rare.
Ridendo e scherzando ci sono già le cabine telefoniche che potrebbero essere oggetto museale. Ogni nazione ha le sue. Chissà se queste irlandesi ancora esistono?

Cabine telefoniche a Cobh (Irlanda) fotografate nel 2016.
Nell’augurarmi che il Genere Umano la smetta di distruggere quello che ha “creato” credendo di fare sempre meglio e la smetta pure di ammazzare e ammazzarsi a più non posso, sperando che il femminicidio rimanga solo una parola del passato, saluto chi mi ha voluto leggere e gli auguro un buon 2026.
(Possibilmente continua)


